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Malattie
trasmesse da Alimenti
CONSIGLI
SULLA PREVENZIONE DI ALCUNE MALATTIE INFETTIVE
una
raccolta di schede informative relative alle principali malattie infettive per
le quali la corretta informazione tecnico-scientifica è già efficace per una
prevenzione di primo livello
perché
gli alimenti possono trasmettere malattie?
Per
vivere l’uomo ha bisogno di energia e sostanze nutritive che assume dagli
alimenti. Anche l’acqua è un alimento.
La
“salubrità” e l’”innocuità” di un alimento e cioè il mantenimento
del valore nutritivo, delle caratteristiche di colore, odore e sapore, ed il
valore igienico, cioè l’assenza di contaminanti microbici o tossici sia
naturali che involontari o intenzionalmente aggiunti, sono tutelate da numerose
norme di legge.
Negli
alimenti sono normalmente presenti microrganismi utili in quanto ne favoriscono
la preparazione e la digestione: ad esempio i salumi, i formaggi, il vino,
devono la loro "bontà" all'azione dei batteri.
A
volte, però, microrganismi "patogeni" e cioè batteri, virus,
parassiti, dannosi per la salute dell’uomo, possono essere presenti
nell’acqua e negli alimenti contaminandoli, con diverse modalità. Gli
alimenti contaminati, una volta ingeriti, possono provocare malattie se i
microrganismi riescono a superare le barriere difensive dell’uomo.
in
che modo i microrganismi o i loro prodotti contaminano gli alimenti?
I
microrganismi patogeni:
- possono
essere già presenti nell’alimento all’origine, ad esempio nelle carni o
nei prodotti di animali infetti o malati; sui vegetali, irrigati con acque
contaminate o che vengono a contatto con terreno contaminato;
- possono
contaminare l’alimento nelle varie fasi della preparazione a causa di:
- manipolazione
con le mani sporche da parte di:
1.
“portatori”, persone che, pur non essendo malate, ospitano
microrganismi nelle vie aeree o nell’intestino e li eliminano attraverso le
secrezioni o le feci;
2.
persone
con infezioni localizzate nelle vie aeree, nell’intestino, con ferite alle
mani, con infezioni della pelle;
3.
persone
con scarso livello di igiene;
- uso
di acqua non potabile o, comunque, contaminata;
- contatto
dell’alimento con superfici di lavoro, utensili, contenitori non puliti;
- uso,
nella preparazione, di ingredienti inquinati;
- contatto
dell’alimento con altri cibi contaminati;
- esposizione
dell’alimento, dopo la preparazione, a insetti, roditori o altri animali.
perché
accade che, fra le persone che hanno consumato lo stesso alimento contaminato,
alcune si ammalano ed altre no?
Il
manifestarsi di una malattia dipende dall’esito della “battaglia” tra il
microrganismo patogeno e le “difese” dell’ospite umano.
Il
microrganismo sfodera, tra le sue armi:
- il
“potere patogeno”, cioè la sua capacità più o meno elevata di
procurare danni;
- la
sua “carica”, cioè il numero di microrganismi presenti in un alimento;
perché
si sviluppino alcune malattie è necessario, infatti, che si ingerisca un alto
numero di microrganismi;
- la
sua “mobilità” e la capacità di diffusione delle tossine prodotte:
a
volte, infatti, è contaminata solo una parte di alimento che, se ingerita, è
nociva solo per chi ha consumato quella particolare porzione.
L’uomo,
per contro, dispone:
- della
capacità di opporsi al danno provocato da microrganismi con numerose difese
che dipendono dall’età (i bambini e gli anziani le hanno più deboli),
dalle condizioni generali dell’organismo, dagli stati di stress, da altre
malattie presenti.
Generalmente,
maggiore è la quantità di cibo contaminato ingerita, maggiore è la
possibilità
di manifestare la malattia (anche se, per alcune intossicazioni, quali il
botulismo, è sufficiente ingerire
piccolissime parti di alimento).
in
che modo gli alimenti possono essere causa di malattia?
Le
malattie provocate dagli alimenti sono numerosissime (solo i batteri ne causano
circa 250).
L’alimento
contaminato può avere diversi ruoli nel causare la malattia, quali:
- essere
l’elemento indispensabile nella catena di trasmissione:
- alcuni
microrganismi provocano malattia solo se raggiungono una “carica” tale
da superare le difese dell’uomo; tale carica viene raggiunta quando i
microrganismi trovano nell’alimento le condizioni ideali (temperatura,
umidità, acidità, contenuto di zuccheri e sali, presenza di ossigeno) per
moltiplicarsi.
- L’azione
nociva dei microrganismi si può realizzare, quindi, o per ingestione del
microrganismo insieme all'alimento (in questo caso si avrà una TOSSINFEZIONE
ALIMENTARE), oppure attraverso le tossine da essi prodotte (si avrà
allora una INTOSSICAZIONE ALIMENTARE); le tossinfezioni alimentari più
frequenti nel nostro Paese sono le tossinfezioni da Salmonelle, da
Clostridium perfrigens, da Bacillus cereus; mentre le intossicazioni
alimentari più frequenti sono: il botulismo e le intossicazioni da
Stafilococco aureo;
- essere
un elemento occasionale nella catena di trasmissione:
- gli
alimenti contaminati, possono funzionare da semplici trasportatori
(“veicoli”) dei microrganismi con i quali sono venuti in contatto, senza
che questi debbano moltiplicarsi nell’alimento; per la trasmissione di
queste malattie un ruolo importante è rivestito dal contatto diretto fra le
secrezioni di soggetti malati con soggetti sani.
- Più
in generale esse sono dovute ad una contaminazione degli alimenti e
dell’acqua con materiale fecale di malati o portatori. In
questi casi si parla di MALATTIE VEICOLATE DAGLI ALIMENTI tra le
quali le più frequenti nel nostro Paese sono l’epatite A e la febbre
tifoide;
- nei
Paesi tropicali, sempre più spesso mète di turismo, sono diffuse la shigellosi,
le diarree da escherichia coli, il colera, l’amebiasi, la giardiasi;
- ·
provenire da animali infetti: anche in questo caso l’alimento è solo uno
dei possibili veicoli; le malattie trasmesse dagli animali malati all’uomo
(ZOONOSI) si trasmettono anche con la manipolazione delle carne degli
animali o dei loro derivati.
- Tra
queste malattie, nel nostro Paese sono frequenti la brucellosi, la
trichinosi, la tularemia.
quali
sono i sintomi delle malattie trasmesse da alimenti e quali sono gli alimenti
responsabili di esse?
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la
malattia
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i
sintomi
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gli
alimenti responsabili
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BOTULISMO
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è
un’intossicazione molto grave; si manifesta, dopo 12-36 ore dal
consumo del cibo responsabile, con difficoltà della vista e della
parola, difficoltà ad inghiottire, bocca secca, debolezza muscolare.
Nausea,
vomito, stipsi o diarrea non sempre sono presenti. Se non si interviene
adeguatamente si ha
paralisi
progressiva dei muscoli e possono sopravvenire difficoltà respiratorie
e morte;
|
conserve
di frutta e verdura preparate in casa; insaccati o, più raramente,
conserve di carne o
di
pesce; più raramente cibi in scatola prodotti industrialmente.
Nei
lattanti l’alimento responsabile può essere il miele;
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SALMONELLOSI
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si
manifesta, a distanza di 6 - 72 ore dall’ingestione del cibo
contaminato, con nausea, vomito, diarrea, crampi addominali, mal di
testa, brividi, febbre;
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pollame,
uova, latte, carni e loro derivati; verdure; acqua;
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INTOSSICAZIONE
DA STAFILOCOCCO AUREO
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si
manifesta, dopo un periodo che va da 30 minuti a 7 ore dall’ingestione
di cibi contaminati, con nausea,
vomito,
diarrea, crampi addominali e stato di debolezza;
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carni
poco cotte e consumate fredde, prodotti a base di carne, latte, panna e
formaggi non pastorizzati, derivati di uova crude manipolati a lungo (
creme e dolci alla crema, gelati, maionese e salse);
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TOSSINFEZIONE
DA CLOSTRIDIUM PERFRIGENS
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si
manifesta, dopo 6 - 24 ore dal consumo dell’alimento contaminato,
generalmente con coliche addomi-nali seguite da diarrea e nausea; spesso
manca il vomito;
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carni
contaminate, cotte in grandi pezzi in maniera inadeguata e tenute al
caldo per molto tempo o lasciate raffreddare lentamente a temperatura
ambiente: bolliti, torte di carne, sughi o brodi di carne di manzo, di
tacchino o di gallina lasciati raffreddare a temperatura ambiente;
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TOSSINFEZIONE
DA BACILLUS CEREUS
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si
può manifestare in due modi diversi:
-
con nausea e vomito che si manifestano da 1 a 6 ore dopo il consumo
dell’alimento contaminato;
-
con coliche addominali e diarrea che si manifestano a 6-24 ore di
distanza dal consumo dell’alimento
contaminato.
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riso
bollito o frittelle di riso, creme, pietanze a base di cereali e legumi,
salse e zuppe vegetali.
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quali
sono gli alimenti “veicolo” delle malattie trasmesse per via oro-fecale ?
gli
alimenti responsabili di casi di
:
- epatite
A
- febbre
tifoide
- infezioni
da Escherichia coli
- colera
- amebiasi
- giardiasi
sono
le acque ed i cibi contaminati da feci o urine di soggetti malati o
“portatori”;
più
spesso si tratta di frutti di mare allevati in acque contaminate o lavati con
acque sporche e consumati crudi o non ben cotti, di frutta e verdura irrigate
con acque contaminate, di latte non pastorizzato e derivati;
l’insorgenza
di una di tali malattie testimonia sempre uno scarso livello di igiene nella
produzione, nella preparazione o nella manipolazione degli alimenti.
e
per le zoonosi quali sono gli alimenti “veicolo” e quali i sintomi ?
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la
malattia
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i
sintomi
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gli
alimenti responsabili
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BRUCELLOSI
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può
presentarsi in forma acuta o cronica;
il
sintomo principale è la febbre: la temperatura può mantenersi
costantemente al di sopra della norma o presentare un andamento
“ondulante”, a cicli con graduale aumento e diminuzione;
altri
sintomi sono: cefalea, debolezza, sudorazione abbondante, brividi,
dolori alle ossa, perdita di peso;
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latte
crudo non pastorizzato o formaggi prodotti con latte non pastorizzato;
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TULAREMIA
|
si
manifesta con febbre, mal di testa, faringite, dolori addominali,
diarrea, vomito;
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carni
di coniglio o di lepre (anche congelate) insufficientemente cotte; acqua
contaminata;
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TRICHINOSI
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si
manifesta con nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, debolezza e
dolori muscolari, edemi palpebrali.
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carni
di maiale, di cinghiale o di cavallo crude o poco cotte;
salsicce
fresche e altri prodotti fatti con carni suine o equine crude.
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cosa
fare quando ci si ammala?
Tossinfezioni
e intossicazioni alimentari, ad eccezione del botulismo, si manifestano, in
genere, con una sintomatologia molto simile a carico dell’apparato
gastroenterico (stomaco e intestino).
E’
necessario, al verificarsi di queste situazioni, rivolgersi immediatamente al
proprio medico curante il quale, in relazione ai sintomi, alle notizie raccolte
e ad eventuali analisi, potrà porre la diagnosi e prescrivere la terapia più
opportuna.
Qualora
si manifesti un caso di botulismo è opportuno che tutti coloro che hanno
consumato il cibo sospetto si rivolgano al medico curante.
E’
assolutamente sconsigliabile l’automedicazione con antibiotici in caso di
diarrea, vomito o febbre di non chiara origine: se tali sintomi sono legati alla
presenza di microrganismi nell’intestino, l’uso di un antibiotico non
appropriato, distruggendo la flora batterica normalmente presente, favorisce lo
sviluppo dei microrganismi patogeni.
Tutte
le persone che accusano diarrea devono scrupolosamente rispettare le comuni
norme igieniche, curando attentamente l’igiene personale; è importantissimo
il lavaggio delle mani che, dopo l’uso dei servizi igienici, dovrebbe essere
fatto con acqua calda, sapone e spazzolino per le unghie.
E’
consigliabile la pulizia dei servizi igienici, e di tutto ciò che viene a
contatto con vomito e feci del malato, con derivati del cloro: la comune
varechina, utilizzata non diluita o a bassa diluizione, è un ottimo
disinfettante. E’ opportuno evitare, durante il periodo di malattia, di
manipolare alimenti. Se si sospetta che alla base della sintomatologia vi sia il
consumo di particolari alimenti, è opportuno non buttarne i residui ma tenerli
da parte nell’eventualità di un’analisi condotta sugli stessi.
quali
sono le regole da seguire per prevenire le malattie trasmesse da alimenti?
Dalla
produzione al consumo, gli alimenti seguono un percorso che si può riassumere
in tre tappe fondamentali: acquisto, conservazione, preparazione.
Seguire
degli accorgimenti semplici, in ognuna di queste “tappe”, serve ad evitare
la contaminazione, a distruggere i contaminanti eventualmente presenti e ad
impedirne la moltiplicazione.
- All’acquisto
dei prodotti è da tener presente che, in generale, la pulizia e l’ordine
del punto vendita possono indicare l’attenzione del venditore anche alla
qualità del prodotto venduto; acquistare prodotti di buona qualità e da
fornitori di fiducia è un primo passo verso la sicurezza; più in
particolare, però bisogna controllare in modo specifico le etichette (che
devono riportare in modo chiaro gli ingredienti) e la data di scadenza dei
prodotti confezionati.
- Per
la conservazione degli alimenti per periodi brevi, il frigorifero è il
luogo più idoneo, purché sia mantenuto costantemente pulito, la
temperatura sia tenuta intorno a 4°C, o in ogni modo sotto i 10°C, sia
periodicamente sbrinato e gli alimenti siano tenuti in contenitori separati.
Il freezer, con temperatura intorno a –18°C è un ottimo alleato per
conservare gli alimenti per periodi più lunghi.
- E’
importantissimo che prima della preparazione di qualsiasi alimento le mani
siano lavate con acqua e sapone, mentre bisogna usare dei guanti di gomma se
la pelle delle mani presenta ferite, foruncoli o lesioni.
- Per
ogni tipo di alimento ci sono, poi, delle semplici ma fondamentali
precauzioni da adottare
-
per
le carni ed il pollame:
- acquisto:
- evitare
di acquistare i prodotti esposti su banchi non refrigerati;
- fare
attenzione che non emanino cattivi odori e che non presentino parti di
colore diverso;
- se
già confezionati prestare attenzione all’integrità delle confezioni;
- se
surgelati, prestare attenzione che non sia stata interrotta la catena del
freddo e che cioè le confezioni non siano coperte di brina o di ghiaccio,
bagnate o, comunque, alterate nella forma, che il freezer del negozio abbia
un termometro che indichi la temperatura e che il riempimento del banco non
superi la linea di carico (è visibile nei banchi freezer come linea
colorata);
- non
mettere questi prodotti a diretto contatto con altri nella borsa della
spesa;
- conservazione:
- se
non preparati subito, vanno riposti immediatamente in frigorifero a
temperature non superiori a 4°C, avvolti in fogli di alluminio in modo da
essere separati dagli altri alimenti e tenuti al massimo per due o tre
giorni; se non si consumano in pochi giorni, è opportuno il congelamento in
fogli di alluminio; nel congelatore possono essere conservati per 4-5 mesi;
- preparazione:
- è
da tener presente che i prodotti di origine animale non vanno mai consumati
crudi e che, prima della cottura, è opportuno lavarli con acqua tiepida;
- carni
e pollame, se precedentemente congelati, vanno scongelati nel frigorifero o
nel forno a microonde oppure, se sono stati
congelati in pezzi piccoli, possono essere cotti direttamente;
- vanno
cotti in pezzi piccoli in modo che, anche all’interno, siano raggiunte
alte temperature;
- una
volta cotti, vanno consumati immediatamente e vanno scartate le parti “al
sangue”; se non vengono consumati subito non bisogna mai lasciarli
raffreddare a temperatura ambiente, ma vanno riposti nel frigorifero ancora
caldi e, prima del consumo, vanno riscaldati rapidamente, ad alta
temperatura e per almeno 10 minuti;
- i
brodi di carne vanno consumati subito dopo la cottura oppure vanno
immediatamente refrigerati o congelati;
- per
il taglio o la preparazione di carni cotte non usare mai utensili e piani di
lavoro che siano venuti a contatto con cibi crudi;
- dopo
la preparazione lavare bene, con sapone ed acqua calda utensili, piani di
lavoro e mani.
-
per il pesce ed i frutti di mare:
acquisto:
- evitare
i prodotti esposti su banchi non refrigerati o non tenuti in ghiaccio;
- controllare
i comuni indicatori di “freschezza” e cioè che le squame siano
brillanti e aderenti al corpo, che l’occhio sia lucido e sporgente, che le
branchie siano rosse e che il prodotto non sia
maleodorante;
- quando
si acquistano pesci in tranci controllare che nel punto di contatto con la
colonna vertebrale non ci siano colorazioni scure o particolari;
- se
si acquistano pesci surgelati, prestare attenzione che non sia stata
interrotta la catena del freddo e che cioè le confezioni non siano coperte
di brina o di ghiaccio, bagnate o alterate nella forma, che non ci siano
cristalli di ghiaccio all’interno, che il freezer del negozio abbia un
termometro che indichi la temperatura e che il banco non sia sovraccarico;
- vanno
acquistati solo i frutti di mare avvolti in reticelle con etichetta che
riporti la provenienza ed i controlli effettuati;
- evitare
l’acquisto di frutti di mare tenuti su banchi che vengono periodicamente
“rinfrescati” con acqua di mare o, comunque, di dubbia provenienza;
- conservazione:
- il
pesce va eviscerato, lavato e cotto subito dopo l’acquisto;
- se
intercorre tempo fra l’acquisto e la cottura, va tenuto in frigorifero,
nella parte più fredda, o nel congelatore, separato da altri alimenti;
- preparazione:
- evitare
di consumare pesce e frutti di mare crudi;
- il
pesce congelato va scongelato nel frigorifero;
- la
cottura deve essere controllata facendo attenzione che non vi siano zone
rosee, soprattutto all’interno, vicino alla spina dorsale;
- i
frutti di mare che non si aprono durante la cottura vanno scartati;
-
per
le uova ed i prodotti a base di uova:
- acquisto:
- evitare
le uova con i gusci incrinati;
- fare
attenzione alla data di scadenza riportata sul guscio e/o sulle confezioni;
- se
le uova devono essere usate crude, ed in particolar modo se si intende
preparare grandi quantità di salse o creme da utilizzare in più giorni,
usare solo prodotti freschissimi e controllati;
- conservazione:
- sarebbe
opportuno lavare i gusci prima di riporre le uova in frigorifero, dove vanno
collocate nell’apposito contenitore o, comunque, separate da altri cibi;
- preparazione:
- qualsiasi
preparazione a base di uova va cotta bene e consumata immediatamente;
- creme
e salse a base di uova sono alimenti particolarmente graditi ai batteri e,
per tale motivo, particolarmente pericolosi per la salute umana;
- per
la preparazione di creme e salse sarebbe opportuno, quindi, l’uso di uova
pastorizzate ma, poiché non si trovano facilmente nei mercati, le creme
vanno cotte bene e vanno consumate subito;
- se
creme e salse vengono usate per preparazioni fredde vanno riposte, ancora
calde ed in contenitori chiusi, nel frigorifero e consumate entro poche ore;
- maionese
e salse a base d’uovo vanno preparate con uova freschissime, con il guscio
pulito, e tenute nel frigorifero fino al momento del consumo;
- dopo
la preparazione gli utensili, il piano di lavoro e le mani vanno lavati con
sapone e acqua calda.
-
per il latte ed i formaggi:
acquisto:
- scegliere
i prodotti che hanno subito dei trattamenti idonei ad assicurarne
l’innocuità;
- il
latte deve essere pastorizzato o trattato ad alte temperature;
- i
formaggi “artigianali”, venduti su banchi improvvisati, anche se
appetibili, non danno sufficienti garanzie di innocuità, mentre è
preferibile che siano stagionati a lungo (almeno 3 mesi);
- fra
i formaggi freschi sono da preferire quelli confezionati e tenuti nel banco
frigo;
- controllare
sempre le date di scadenza;
- conservazione:
- si
conservano in frigorifero, in contenitori chiusi;
- il
latte fresco va consumato entro la data segnalata sulla confezione (si
conserva, in genere 4 giorni, in frigorifero tra 2° e 4°C);
- i
formaggi molli vano consumati in pochi giorni, mentre quelli duri in qualche
settimana;
- preparazione:
le creme a base di latte, così come quelle a base di uova, sono alimenti
“a rischio”;per queste valgono, quindi, le precauzioni da adottare per
le creme e le salse a base di uova.
-
per
la verdura e la frutta:
- acquisto:
- evitare
qualsiasi prodotto che presenti anche quantità minime di muffa;
-
scegliere
preferibilmente prodotti di stagione;
- conservazione:
- vanno
conservate nel frigo, nell’apposito scomparto, e consumate al più presto;
- preparazione:
- verdura
e frutta vanno sempre lavate prima del consumo;
- per
il lavaggio della verdura è consigliabile l’uso di abbondante acqua
fredda in cui sia stato sciolto bicarbonato (è sufficiente un cucchiaino
per litro d’acqua) o aggiunta qualche goccia di disinfettante a base di
cloro;
- è
preferibile che la frutta venga consumata sbucciata; qualora ciò non sia
possibile è opportuno che, durante il lavaggio, la buccia venga strofinata
con una spazzolina pulita da usare solo per alimenti;
- le
zuppe vegetali, se non vengono consumate subito, vanno conservate nel
frigorifero ancora calde.
-
per
le conserve domestiche:
- sono
gli alimenti a più alto rischio per il botulismo, un’intossicazione
alimentare molto grave dovuta alla tossina che il microrganismo produce in
alimenti poco acidi ed in assenza di aria;
- quelle
che nel nostro Paese provocano il più alto numero di casi di botulismo sono
le conserve di verdure sott’olio o al naturale ed è a queste che bisogna
porre particolare attenzione per ridurre il rischio poiché, spesso, la
presenza della tossina non altera le caratteristiche di odore e sapore
dell’alimento; sono, comunque, da scartare le conserve che all’apertura
lascino uscire del gas o presentino bollicine o cattivo odore;
- acquisto:
- gli
alimenti da usare per la preparazione di conserve devono essere
assolutamente di prima qualità e non devono presentare muffe, parti
ammaccate o marce;
- conservazione:
- gli
alimenti vanno conservati nel frigorifero, solo per periodi brevissimi; non
vanno lasciati esposti a polvere o ad insetti;
- preparazione:
- lavare
bene i prodotti, in acqua abbondante; strofinarli con spazzoline pulite ed
usate solo per alimenti;
- asciugarli
con panni puliti e non lasciarli sui piani di lavoro, esposti a polvere o ad
insetti, né prima né dopo la cottura;
- il
piano di lavoro deve essere sempre accuratamente pulito prima, durante e
dopo la preparazione delle conserve;
- utilizzare
contenitori piccoli (max 300-500 ml) che devono essere sterilizzati
facendoli bollire, chiusi con i coperchi, per almeno 10 minuti;
- nelle
marmellate, lo zucchero deve essere almeno il 50% del peso della frutta già
pulita;
- nei
prodotti in salamoia il sale deve essere almeno il 10% del peso
dell’alimento;
- i
vegetali da conservare sott’olio o al naturale vanno cotti nella pentola a
pressione per almeno 3 minuti;
- l’aceto,
così come la conservazione dei barattoli al di sotto di 10°, riducono il
rischio di sviluppo del microrganismo che causa il botulismo.
cos’è
importante per prevenire le malattie trasmesse dagli alimenti?
Bisogna
ricordare che spesso la presenza di microrganismi pericolosi non è evidente;
gli alimenti contaminati, infatti, possono mantenere le loro solite
caratteristiche di colore, odore e sapore.
Consumare
un alimento solo perché ha un bell’aspetto non è una garanzia di cibo sano e
non è sufficiente ad evitare rischio di infezioni per chi lo ingerisce.
Adottare,
nella vita di tutti i giorni, una serie di comportamenti corretti, che non
alterano il modo di vivere e non hanno peso economico, serve a ridurre il
rischio di contrarre numerose malattie.
L’Organizzazione
Mondiale della Sanità ha indicato in 10 punti la base della prevenzione delle
malattie trasmesse dagli alimenti:
1.
scegliere i prodotti che abbiano subito trattamenti idonei ad assicurarne
l’innocuità (ad esempio il latte pastorizzato o trattato ad alte temperature)
2.
cuocere bene i cibi in modo che tutte le parti, anche le più interne,
raggiungano una temperatura di almeno 70°C
3.
consumare gli alimenti immediatamente dopo la cottura
4.
gli alimenti cotti, se non vengono consumati subito, vanno immediatamente
conservati in frigorifero; la permanenza nel frigorifero deve essere limitata;
se il cibo deve essere conservato per lungo tempo è preferibile surgelarlo
5.
i cibi precedentemente cotti vanno riscaldati rapidamente e ad alta temperatura
prima del consumo
6.
evitare ogni contatto fra cibi crudi e cotti
7.
curare particolarmente l’igiene delle mani per la manipolazione degli alimenti
8.
fare in modo che tutte le superfici della cucina, gli utensili ed i contenitori
siano accuratamente puliti
9.
proteggere gli alimenti dagli insetti, dai roditori e dagli altri animali
10.
utilizzare solo acqua potabile
.