ç

Malattie trasmesse da Alimenti  

CONSIGLI SULLA PREVENZIONE DI ALCUNE MALATTIE INFETTIVE

una raccolta di schede informative relative alle principali malattie infettive per le quali la corretta informazione tecnico-scientifica è già efficace per una prevenzione di primo livello

perché gli alimenti possono trasmettere malattie?

Per vivere l’uomo ha bisogno di energia e sostanze nutritive che assume dagli alimenti. Anche l’acqua è un alimento. La “salubrità” e l’”innocuità” di un alimento e cioè il mantenimento del valore nutritivo, delle caratteristiche di colore, odore e sapore, ed il valore igienico, cioè l’assenza di contaminanti microbici o tossici sia naturali che involontari o intenzionalmente aggiunti, sono tutelate da numerose norme di legge. Negli alimenti sono normalmente presenti microrganismi utili in quanto ne favoriscono la preparazione e la digestione: ad esempio i salumi, i formaggi, il vino, devono la loro "bontà" all'azione dei batteri. A volte, però, microrganismi "patogeni" e cioè batteri, virus, parassiti, dannosi per la salute dell’uomo, possono essere presenti nell’acqua e negli alimenti contaminandoli, con diverse modalità. Gli alimenti contaminati, una volta ingeriti, possono provocare malattie se i microrganismi riescono a superare le barriere difensive dell’uomo.

in che modo i microrganismi o i loro prodotti contaminano gli alimenti?

I microrganismi patogeni:

1.      “portatori”, persone che, pur non essendo malate, ospitano microrganismi nelle vie aeree o nell’intestino e li eliminano attraverso le secrezioni o le feci;

2.      persone con infezioni localizzate nelle vie aeree, nell’intestino, con ferite alle mani, con infezioni della pelle;

3.      persone con scarso livello di igiene;

perché accade che, fra le persone che hanno consumato lo stesso alimento contaminato, alcune si ammalano ed altre no?

Il manifestarsi di una malattia dipende dall’esito della “battaglia” tra il microrganismo patogeno e le “difese” dell’ospite umano.

Il microrganismo sfodera, tra le sue armi:

perché si sviluppino alcune malattie è necessario, infatti, che si ingerisca un alto numero di microrganismi;

a volte, infatti, è contaminata solo una parte di alimento che, se ingerita, è nociva solo per chi ha consumato quella particolare porzione.

L’uomo, per contro, dispone:

Generalmente, maggiore è la quantità di cibo contaminato ingerita, maggiore è la possibilità di manifestare la malattia (anche se, per alcune intossicazioni, quali il botulismo, è sufficiente ingerire piccolissime parti di alimento).

in che modo gli alimenti possono essere causa di malattia?

Le malattie provocate dagli alimenti sono numerosissime (solo i batteri ne causano circa 250).

L’alimento contaminato può avere diversi ruoli nel causare la malattia, quali:

quali sono i sintomi delle malattie trasmesse da alimenti e quali sono gli alimenti responsabili di esse?

la malattia

i sintomi

gli alimenti responsabili

BOTULISMO

è un’intossicazione molto grave; si manifesta, dopo 12-36 ore dal consumo del cibo responsabile, con difficoltà della vista e della parola, difficoltà ad inghiottire, bocca secca, debolezza muscolare.

Nausea, vomito, stipsi o diarrea non sempre sono presenti. Se non si interviene adeguatamente si ha

paralisi progressiva dei muscoli e possono sopravvenire difficoltà respiratorie e morte;

 

conserve di frutta e verdura preparate in casa; insaccati o, più raramente, conserve di carne o

di pesce; più raramente cibi in scatola prodotti industrialmente.

Nei lattanti l’alimento responsabile può essere il miele;

SALMONELLOSI

si manifesta, a distanza di 6 - 72 ore dall’ingestione del cibo contaminato, con nausea, vomito, diarrea, crampi addominali, mal di testa, brividi, febbre;

 

pollame, uova, latte, carni e loro derivati; verdure; acqua;

INTOSSICAZIONE DA STAFILOCOCCO AUREO

si manifesta, dopo un periodo che va da 30 minuti a 7 ore dall’ingestione di cibi contaminati, con nausea,

vomito, diarrea, crampi addominali e stato di debolezza;

 

carni poco cotte e consumate fredde, prodotti a base di carne, latte, panna e formaggi non pastorizzati, derivati di uova crude manipolati a lungo ( creme e dolci alla crema, gelati, maionese e salse);

TOSSINFEZIONE DA CLOSTRIDIUM PERFRIGENS

si manifesta, dopo 6 - 24 ore dal consumo dell’alimento contaminato, generalmente con coliche addomi-nali seguite da diarrea e nausea; spesso manca il vomito;

carni contaminate, cotte in grandi pezzi in maniera inadeguata e tenute al caldo per molto tempo o lasciate raffreddare lentamente a temperatura ambiente: bolliti, torte di carne, sughi o brodi di carne di manzo, di tacchino o di gallina lasciati raffreddare a temperatura ambiente;

 

TOSSINFEZIONE DA BACILLUS CEREUS

si può manifestare in due modi diversi:

- con nausea e vomito che si manifestano da 1 a 6 ore dopo il consumo dell’alimento contaminato;

- con coliche addominali e diarrea che si manifestano a 6-24 ore di distanza dal consumo dell’alimento contaminato.

riso bollito o frittelle di riso, creme, pietanze a base di cereali e legumi, salse e zuppe vegetali.

quali sono gli alimenti “veicolo” delle malattie trasmesse per via oro-fecale ?

gli alimenti responsabili di casi di :

sono le acque ed i cibi contaminati da feci o urine di soggetti malati o “portatori”;

più spesso si tratta di frutti di mare allevati in acque contaminate o lavati con acque sporche e consumati crudi o non ben cotti, di frutta e verdura irrigate con acque contaminate, di latte non pastorizzato e derivati;

l’insorgenza di una di tali malattie testimonia sempre uno scarso livello di igiene nella produzione, nella preparazione o nella manipolazione degli alimenti.

e per le zoonosi quali sono gli alimenti “veicolo” e quali i sintomi ?

la malattia

i sintomi

gli alimenti responsabili

BRUCELLOSI

può presentarsi in forma acuta o cronica;

il sintomo principale è la febbre: la temperatura può mantenersi costantemente al di sopra della norma o presentare un andamento “ondulante”, a cicli con graduale aumento e diminuzione;

altri sintomi sono: cefalea, debolezza, sudorazione abbondante, brividi, dolori alle ossa, perdita di peso;

 

latte crudo non pastorizzato o formaggi prodotti con latte non pastorizzato;

TULAREMIA

si manifesta con febbre, mal di testa, faringite, dolori addominali, diarrea, vomito;

 

carni di coniglio o di lepre (anche congelate) insufficientemente cotte; acqua contaminata;

TRICHINOSI

si manifesta con nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, debolezza e dolori muscolari, edemi palpebrali.

carni di maiale, di cinghiale o di cavallo crude o poco cotte;

salsicce fresche e altri prodotti fatti con carni suine o equine crude.

cosa fare quando ci si ammala?

Tossinfezioni e intossicazioni alimentari, ad eccezione del botulismo, si manifestano, in genere, con una sintomatologia molto simile a carico dell’apparato gastroenterico (stomaco e intestino). E’ necessario, al verificarsi di queste situazioni, rivolgersi immediatamente al proprio medico curante il quale, in relazione ai sintomi, alle notizie raccolte e ad eventuali analisi, potrà porre la diagnosi e prescrivere la terapia più opportuna. Qualora si manifesti un caso di botulismo è opportuno che tutti coloro che hanno consumato il cibo sospetto si rivolgano al medico curante. E’ assolutamente sconsigliabile l’automedicazione con antibiotici in caso di diarrea, vomito o febbre di non chiara origine: se tali sintomi sono legati alla presenza di microrganismi nell’intestino, l’uso di un antibiotico non appropriato, distruggendo la flora batterica normalmente presente, favorisce lo sviluppo dei microrganismi patogeni. Tutte le persone che accusano diarrea devono scrupolosamente rispettare le comuni norme igieniche, curando attentamente l’igiene personale; è importantissimo il lavaggio delle mani che, dopo l’uso dei servizi igienici, dovrebbe essere fatto con acqua calda, sapone e spazzolino per le unghie. E’ consigliabile la pulizia dei servizi igienici, e di tutto ciò che viene a contatto con vomito e feci del malato, con derivati del cloro: la comune varechina, utilizzata non diluita o a bassa diluizione, è un ottimo disinfettante. E’ opportuno evitare, durante il periodo di malattia, di manipolare alimenti. Se si sospetta che alla base della sintomatologia vi sia il consumo di particolari alimenti, è opportuno non buttarne i residui ma tenerli da parte nell’eventualità di un’analisi condotta sugli stessi.

quali sono le regole da seguire per prevenire le malattie trasmesse da alimenti?

Dalla produzione al consumo, gli alimenti seguono un percorso che si può riassumere in tre tappe fondamentali: acquisto, conservazione, preparazione. Seguire degli accorgimenti semplici, in ognuna di queste “tappe”, serve ad evitare la contaminazione, a distruggere i contaminanti eventualmente presenti e ad impedirne la moltiplicazione.

-         per le carni ed il pollame:

- per il pesce ed i frutti di mare:

acquisto:

-         per le uova ed i prodotti a base di uova:

- per il latte ed i formaggi:

acquisto:

-         per la verdura e la frutta:

-         scegliere preferibilmente prodotti di stagione;

-         per le conserve domestiche:

cos’è importante per prevenire le malattie trasmesse dagli alimenti?

Bisogna ricordare che spesso la presenza di microrganismi pericolosi non è evidente; gli alimenti contaminati, infatti, possono mantenere le loro solite caratteristiche di colore, odore e sapore. Consumare un alimento solo perché ha un bell’aspetto non è una garanzia di cibo sano e non è sufficiente ad evitare rischio di infezioni per chi lo ingerisce. Adottare, nella vita di tutti i giorni, una serie di comportamenti corretti, che non alterano il modo di vivere e non hanno peso economico, serve a ridurre il rischio di contrarre numerose malattie. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato in 10 punti la base della prevenzione delle malattie trasmesse dagli alimenti:

1. scegliere i prodotti che abbiano subito trattamenti idonei ad assicurarne l’innocuità (ad esempio il latte pastorizzato o trattato ad alte temperature)

2. cuocere bene i cibi in modo che tutte le parti, anche le più interne, raggiungano una temperatura di almeno 70°C

3. consumare gli alimenti immediatamente dopo la cottura

4. gli alimenti cotti, se non vengono consumati subito, vanno immediatamente conservati in frigorifero; la permanenza nel frigorifero deve essere limitata; se il cibo deve essere conservato per lungo tempo è preferibile surgelarlo

5. i cibi precedentemente cotti vanno riscaldati rapidamente e ad alta temperatura prima del consumo

6. evitare ogni contatto fra cibi crudi e cotti

7. curare particolarmente l’igiene delle mani per la manipolazione degli alimenti

8. fare in modo che tutte le superfici della cucina, gli utensili ed i contenitori siano accuratamente puliti

9. proteggere gli alimenti dagli insetti, dai roditori e dagli altri animali

10. utilizzare solo acqua potabile .