Legislazione
degli alimenti
Normative
destinate ad assicurare la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari. Le
prime leggi riguardanti gli alimenti risalgono al secolo scorso. Esse tendevano
a prevenire le frodi alimentari per cui cibi costosi venivano sostituiti con
sostanze di basso costo, ma di aspetto simile, come l'acqua aggiunta al latte.
Le leggi intendevano, dunque, rassicurare i consumatori sulla vera natura dei
cibi acquistati e sulla sicurezza alimentare degli stessi. Identici principi
guidano oggi le leggi che regolamentano la produzione, la distribuzione e la
pubblicità dei cibi nella maggior parte delle nazioni del mondo: gli alimenti
messi in commercio devono essere sani e della natura e della qualità
dichiarate.
Additivi
e inquinanti
Per
regolamentare l'uso di additivi come coloranti, aromatizzanti, conservanti,
emulsionanti, stabilizzanti, impiegati durante la lavorazione degli alimenti, si
è stabilita una tabella di sostanze ammesse, delle quali è stata provata
l'innocuità.
Igiene
e sicurezza
La
legislazione moderna per salvaguardare l'igiene e la sicurezza degli alimenti
stabilisce standard di igiene su luoghi di produzione, negozi e ristoranti e
standard di competenza delle persone che preparano e manipolano i cibi. Inoltre
prescrive analisi a campione sugli ingredienti utilizzati e sui prodotti finiti,
per evidenziare l'eventuale presenza di microrganismi dannosi per l'uomo. Le
tradizionali tecniche di analisi microbiologica richiedono anche 48 ore, un
tempo talvolta troppo lungo per i cibi deperibili. Per questo motivo anche in
questo settore si stanno sempre più diffondendo le moderne tecniche di biologia
molecolare, che in poche ore possono fornire un quadro completo e attendibile
della contaminazione di un alimento.
Pubblicità
ed etichette
Slogan
pubblicitari ed etichette devono contenere affermazioni veritiere e precise
circa la descrizione di quanto viene effettivamente messo in vendita. Ad
esempio, l'immagine di un alimento riportata su una confezione non può
risultare più "ricca" di quanto non sia il contenuto effettivo, poiché
non deve trarre in inganno il consumatore.