Aggiornamenti Spesal Vocabolario
Le F.A.Q. sui
Dispositivi di Protezione individuale
| 1 D. – In fase di valutazione dei rischi scaturisce la necessità di dotare il lavoratore di DPI per "rischi minori" (1^ categoria) e, sul mercato, trovo solamente DPI certificati in 2^ o 3^ categoria devo classificare il mio rischio in categoria superiore? ==> |
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2 D. – L'utilizzatore (Datore di lavoro) può richiedere che la fornitura di DPI sia accompagnata dall'attestato di certificazione CE?==> |
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3 D. – E' vero che i DPI di 1^ categoria non sono soggetti all'apposizione della marcatura CE?==> |
| 4 D. – La responsabilità della conservazione e della manutenzione dei DPI è attribuita al datore di lavoro. E' possibile demandare le operazioni di manutenzione al lavoratore che ha in dotazione il DPI?==> |
| 5 D. – Se un lavoratore si rifiuta di utilizzare il DPI sostenendo che lo stesso gli limita le possibilità di movimento, è possibile permettergli di lavorare senza dispositivi? ==> |
| 6 D. – Come si fa a stabilire la durata in esercizio di un filtro antigas? ==> |
| 7 D. – Durante l'uso di un DPI si riscontra che, apportandogli una piccola modifica, lo stesso migliora le proprie prestazioni. E' possibile farlo? ==> |
| 8 D. – Quando non esiste la norma armonizzata specifica è possibile certificare il DPI?==> |
| 9 D. – A quale tipo di certificazione devono essere soggetti gli indumenti di protezione chimica/batteriologica del tipo a scafandro che sfruttano il sistema di filtrazione dell'aria con elettroventilatori o che sono alimentati da aria compressa dalla rete? ==> |
| 10 D. – E' vero che i DPI di 1^ categoria non sono soggetti all'apposizione della marcatura CE?==> |
| 11 D. – La responsabilità della conservazione e della manutenzione dei DPI è attribuita al datore di lavoro. E' possibile demandare le operazioni di manutenzione al lavoratore che ha in dotazione il DPI?==> |
| 12 D. – Se un lavoratore si rifiuta di utilizzare il DPI sostenendo che lo stesso gli limita le possibilità di movimento, è possibile permettergli di lavorare senza dispositivi? ==> |
| 13 D. – Come si fa a stabilire la durata in esercizio di un filtro antigas? ==> |
| 14 D. – Durante l'uso di un DPI si riscontra che, apportandogli una piccola modifica, lo stesso migliora le proprie prestazioni. E' possibile farlo? ==> |
| 15 D. – Utilizziamo diverse sostanze chimiche più o meno aggressive, che tipo di guanto dobbiamo impiegare?==> |
| 16 D. – Le nostre lavorazioni prevedono l'uso di sostanze altamente tossiche (galvanica con utilizzo di Cianuri, Nikel e Cromo), che guanto possiamo utilizzare, considerando che siamo sottoposti anche a rischi meccanici?==> |
| 17 D. – Per protezione da prodotti a base di Xilolo per detergere le superfici dei componenti elettronici, utilizziamo abitualmente guanti di lattice con polvere. Notiamo, però, un rapido degrado del guanto e comunque, sulla superficie del CD restano le impronte con residui di polvere. Quale potrebbe essere la soluzione ottimale?==> |
RISPOSTE
1 R NO Acquisterò comunque il DPI di
categoria superiore in quanto non disponibile quello di categoria adeguata e
provvederò a specificare la scelta sul documento di valutazione dei rischi
dichiarando che il DPI verrà utilizzato come 1^ categoria
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2 R SI Oltre all'obbligo per il
fabbricante, già previsto nel D.Lgs 475/92, di fornire i DPI completi di nota
informativa, il D.Lgs 10/97 consente all'utilizzatore (art 3 comma 2) di
richiedere, se lo ritiene, anche la dichiarazione di conformità e l'attestato di
certificazione CE.
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3 R NO Tutti i DPI, indipendentemente dalla
categoria di appartenenza, devono riportare la marcatura CE che si distinguerà
solamente per la terza categoria in quanto, oltre al simbolo CE dovrà comparire
anche il numero di identificazione dell'Organismo notificato che è intervenuto
in fase di certificazione
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4 R Fermo restando che la responsabilità è
sempre e comunque del datore di lavoro, è possibile fare in modo che le
operazioni vengano fatte direttamente dal lavoratore a condizione che lo stesso
venga messo in grado di effettuarle in modo corretto. E' comunque consigliabile
definire procedure precise in cui vengono esplicitate le azioni da svolgere
chiaramente dopo aver informato, formato e addestrato il lavoratore a svolgerle.
E' opportuno anche che venga prevista una vigilanza da parte del datore di
lavoro.
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5 R NO Partendo dal presupposto che la
scelta del dispositivo sia stata fatta tenendo presente tutti i requisiti
previsti all'art 42 del D.Lgs 626/94, ivi compresa l'adattabilità al lavoratore
e gli aspetti ergonomici, al lavoratore che si rifiuta di indossare detto
dispositivo non deve essere permesso di operare.
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6 R Non esiste una vera e proria regola che
stabilisca la durata in esercizio di un filtro antigas in quanto la stessa
dipende da diversi fattori variabili di caso in caso quali ad esempio la
concentrazione di inquinante nell'atmosfera respirabile, il ritmo respiratorio,
ecc. Un buon cdonsiglio di prudenza sarebbe quello di sostituire il filtro dopo
ogni uso. Il segnale di progressivo esaurimento di un filtro antigas è dato
dalla percezione dell'odore o del sapore dell'inquinante. E' sconsigliabile
impiegare respiratori a filtro in presenza di inquinanti inodori e insapori.
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7 R NO Le modifiche apportate ad un DPI da
parte di terzi o dello stesso fabbricante, senza aver espletato le necessarie
formalità per l'adeguamento della certificazione CE, comportano la decadenza
automatica della certificazione stessa e l'annullamento delle responsabilità del
fabbricante.
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8 R SI - Alla norma "armonizzata" è stata
attribuita, per legge, la "presunzione di conformità" ai requisiti essenziali di
salute e di sicurezza previsti nella direttiva europea specifica. Ciò significa
che l'utilizzo della norma armonizzata nella realizzazione del prodotto
sottointende che lo stesso sia automaticamente rispondente alla direttiva
stessa. Comunque l'uso della norma armonizzata non è vincolante. Infatti sia la
D.E. 89/686/CEE che il D.Lgs 475/92, che la recepisce, obbligano il fabbricante
a conferire al prodotto i requisiti essenziali di salute e di sicurezza
(elencati nell'allegato II) privilegiando l'uso di questo tipo di norma ma
lasciando piena libertà al fabbricante di utilizzarle o meno (o di utilizzarle
solo parzialmente). Qualora la norma non esiste o viene utilizzata solo
parzialmente, sarà piena e sola responsabilità dell'organismo di controllo
(Organismo Notificato) attestare che il prodotto possegga i requisiti imposti.
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9R Se il sistema di protezione delle vie
respiratorie è indipendente dall'indumento (es. autorespiratore a ciclo chiuso
indossato sotto l'indumento) è sufficiente una certificazione del solo indumento
(chiaramente l'APVR dovrà essere accompagnato dalla propria certificazione).
Se l'apparecchio di protezione delle vie respiratorie è integrato nell'indumento
e il funzionamento di quest'ultimo è influenzato dal sistema respiratorio
stesso, dovrà essere verificata anche la rispondenza alle relative norme di
respirazione che dovranno essere citate nella documentazione del DPI.
I DPI alimentati con aria compressa dalla rete dovranno essere allacciati a
impianti che forniscano aria respirabile (vedi EN 12021) e il tubo di
collegamento alla rete stessa è considerato un componente del DPI stesso.
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10 R No – Per quanto riguarda la marcatura CE il
D.Lgs 475/92 non fa distinzione di categoria salvo il modo di marcare quelli
appartenenti alla 3^ (aggiunta del numero di riconoscimento dell'Organismo
notificato che procede alla verifica annuale). Pertanto tutti i DPI devono
essere contrassegnati con la marcatura CE
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11 R E' possibile. Si consiglia al datore di
lavoro, rimanendo sempre l'unico responsabile, di definire procedure specifiche
per le modalità e i sistemi da adottare per una corretta manutenzione e, sopra
tutto, di vigilare per verificare che le operazioni stabilite vengano
effettivamente effettuate.
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12 R No. E' necessario ricercare un
dispositivo che possa essere tollerato dal lavoratore
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13 R Non esiste una regola precisa. L'unico modo
codificato è quello di ritenere esaurito il filtro quando si comincia ad
avvertire il sapore o l'odore dell'inquinante. E' ovvio che non possono essere
usati filtri per inquinanti che non hanno sapore e/o odore e che l'operatore non
deve avere problemi di percezione di olfatto o di gusto (es. raffreddore)
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14 R Assolutamente NO. I DPI sono soggetti
a procedura di certificazione e qualsiasi modifica apportata senza le opportune
autorizzazioni sottointende la scadenza della garanzia del dispositivo e, ancora
più importante, la deresponsabilizzazione del fabbricante.
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15 R La scelta del guanto adatto dipende
direttamente dalle caratteristiche chimico fisiche delle sostanze impiegate e
dal conseguente effetto che possono produrre sul materiale del guanto. E'
opportuno pertanto, se risulta possibile, effettuare una prima valutazione
avvalendosi della documentazione che il fabbricante mette a disposizione (elenco
dei prodotti testati per permeazione e penetrazione) con lo scopo di eliminare
quei materiali che sicuramente non risulterebbero idonei. Se le sostanze
utilizzate vengono identificate perfettamente in tale documentazione, la scelta
è molto più facile, altrimenti, ed è sempre consigliabile, si suggerisce di
effettuare alcuneprove pratiche di contatto, senza indossare il guanto, con il
prodotto impiegato. Si rammenta che l'adeguatezza del guanto non si limita alla
sola resistenza ai prodotti chimici ma devono essere valutate anche le
condizioni di operatività (es. resistenza meccanica, ecc.)
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16 R Il mercato offre una vasta gamma di guanti
che possono risultare idonei al contatto col le sostanze indicate: La scelta
dipende da diversi fattori quali ad esempio il degrado, la resistenza alla
permeazione o penetrazione, resistenza meccanica, confort e, da non
sottovalutare, il costo. Quando un guanto deve proteggere da più rischi di
natura diversa, è opportuno stabilire prioritariamente quale è il rischio
maggiore e privilegiare questa esigenza qualora non fosse disponibile un guanto
che le copra tutte.
Nel vostro caso, per quanto riguarda la resistenza chimica, il guanto dovrà
sicuramente essere resistente ai prodotti elencati (impermeabilità e
permeabilità) mentre dovrà essere attentamente valutal'esigenza della resistenza
meccanica con conseguente livello di confort per l'utilizzatore.
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17 R Il problema è duplice in quanto il guanto
deve essere un DPI (protezione contro rischi chimici per l'operatore) e
protezione del prodotto (non DPI).
Per quanto riguarda la protezione dell'operatore, il guanto in nitrile ha un
ottimo comportamento nei riguardi dei prodotti a base di Xilolo. Nel caso
specifico, il guanto deve essere idoneo anche per la tutela del prodotto e non
deve rilasciare alcun residuo.
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