(Dal
greco baktérion, "bastoncino"), grande gruppo di organismi
unicellulari per lo più microscopici, privi di un nucleo distinto e
caratterizzati da una modalità di riproduzione per divisione cellulare.
Classificazione
Nello
schema di classificazione in cinque regni, i batteri costituiscono il regno dei
procarioti e si differenziano dalle cellule di tutti gli altri organismi
viventi, chiamati eucarioti, per l'assenza di un nucleo delimitato da membrana.
Si conoscono circa 1600 specie di batteri, classificati secondo caratteristiche
diverse. In base alla forma si distinguono i cocchi (sferici), i bacilli (bastoncellari)
e gli spirilli (spiraliformi). Altre classificazioni seguono criteri quali la
reazione alla colorazione di Gram, la modalità di respirazione (batteri aerobi
e anaerobi) e di nutrizione (batteri autotrofi ed eterotrofi) e le
caratteristiche biochimiche.
Genetica
e riproduzione
Il
materiale genetico della cellula batterica è costituito da un doppio filamento
di DNA circolare (Acidi nucleici). In molti batteri sono, inoltre, presenti
molecole di DNA accessorie e più piccole, dette plasmidi, che generalmente
portano geni non essenziali per la riproduzione del batterio. Molti di questi
plasmidi possono essere trasferiti da un batterio a un altro mediante un sistema
di scambio del materiale genetico, detto coniugazione. Altri meccanismi che
consentono di scambiare porzioni di materiale genetico sono la trasduzione, in
cui il DNA viene trasferito dai virus batterici o batteriofagi, e la
trasformazione, in cui il DNA viene inglobato nella cellula batterica
direttamente dall'ambiente esterno.
Vita
e attività dei batteri
I
batteri instaurano vari tipi di relazioni con gli altri organismi. I saprofiti
vivono su organismi animali e vegetali morti, contribuendo alla loro
decomposizione negli elementi costitutivi, che possono essere, così,
riutilizzati dagli altri organismi presenti nell'ecosistema. I batteri simbionti
vivono, invece, all'interno di organismi viventi, con i quali possono instaurare
una relazione di mutualismo, di commensalismo o di parassitismo. Un esempio di
relazione del primo tipo è fornito dai batteri che vivono nel canale alimentare
degli animali superiori e che contribuiscono alla digestione delle sostanze
nutritive, in cambio di una parte degli alimenti procacciati dall'animale. I
batteri commensali ottengono, invece, le sostanze nutritive dal loro ospite,
senza però causargli né vantaggi, né svantaggi. Infine, i parassiti causano
danni più o meno gravi agli organismi in cui vivono, senza recare loro alcun
vantaggio.
Batteri
patogeni
Sono
note circa 200 specie di batteri patogeni, responsabili di numerose malattie
dell'uomo. Il grado di patogenicità può variare a seconda della virulenza
della specie batterica e delle condizioni generali dell'organismo ospite. Fra le
malattie batteriche più gravi vi sono colera, tetano, gangrena gassosa, lebbra,
peste, dissenteria, tubercolosi, sifilide, febbre tifoide, difterite, brucellosi
e polmonite. Prima della scoperta dei virus, i batteri erano considerati gli
agenti causali di tutte le malattie infettive.
Antibiotici
Diversi
microrganismi, tra cui alcune specie di funghi e batteri, producono sostanze
chimiche in grado di interferire con i processi vitali di determinati ceppi
batterici. Queste sostanze, che comprendono la penicillina e la streptomicina,
sono chiamate antibiotici e possono uccidere i batteri o impedire loro di
crescere e di riprodursi. In questo secolo gli antibiotici hanno esercitato un
ruolo fondamentale nel controllo delle malattie infettive. Antisettici.
Rickettsia
Genere
di microrganismi di dimensioni intermedie tra i virus e la maggior parte dei
batteri. Il loro nome deriva dal patologo americano Howard Taylor Ricketts, che
per primo li scoprì. Come i virus, le rickettsie possono sopravvivere e
riprodursi solo all'interno di cellule ospiti. Hanno forma tondeggiante o
bastoncellare e si trovano in una grande varietà di mammiferi, compreso l'uomo,
a cui causano gravi malattie. Sono in genere trasmessi da artropodi, come pulci,
pidocchi, acari e zecche. Solo una specie infetta animali domestici come bovini
e pecore e può essere trasmessa all'uomo attraverso l'ingestione del latte
crudo infetto o l'inalazione dall'aria di particelle di latte, urina, feci o
tessuti degli animali contagiati. Numerose specie di rickettsie che infettano
gli insetti non provocano malattie in nessun mammifero. Le rickettsie possono
crescere in laboratorio solo in colture di cellule viventi.
Classificazione
scientifica:
Il tifo esantematico è causato da Rickettsiaprowazeki, il tifo endemico
da Rickettsia thyphi, la febbre purpurea delle Montagne Rocciose da Rickettsia
rickettsii, lo tsutsugamushi da Rickettsia tsutsugamushi.
Stafilococco
Genere
di batteri gram-positivi, di cui lo Staphylococcus aureus rappresenta la
specie più comune e in genere causa lievi infezioni della pelle, mentre lo Staphylococcus
epidermidis, pur essendo anch'esso molto diffuso, normalmente non è
patogeno. In condizioni di immunodeficienza dell'ospite (Sistema immunitario),
tuttavia, entrambi questi ceppi possono causare infezioni relativamente gravi.
Nel XX secolo, in seguito alla scoperta degli antibiotici e al miglioramento
delle condizioni igieniche ospedaliere e generali, l'incidenza delle infezioni
da stafilococco è diminuita.
Al
microscopio ottico gli stafilococchi appaiono sferici e riuniti in grappoli, con
catene che raramente superano le quattro unità. Sebbene non diano luogo a spore
né ad altre forme di resistenza, gli stafilococchi sono comunque in grado di
sopravvivere per diverse settimane in assenza d'acqua e a temperature elevate,
ma non indipendentemente da un organismo ospite.
Staphylococcus
aureus
Lo
Staphylococcus aureus si trova comunemente sulla pelle e nelle narici di
molti individui sani, dove causa lievi infezioni superficiali sotto forma di
foruncoli. Molto più raramente, solo in caso le difese dell'ospite siano
particolarmente ridotte, lo Staphylococcus aureus può provocare forme più
gravi, tra cui l'impetigine, l'infezione dei tessuti ustionati, il patereccio,
l'osteomielite, la broncopolmonite, la setticemia, l'endocardite acuta, le
intossicazioni di origine alimentare e la necrosi.
Negli
ambienti ospedalieri esistono ceppi di Staphylococcus aureus resistenti
ad antibiotici e antisettici, che dunque si possono riprodurre liberamente negli
ospiti, fino a provocare setticemia.
Staphylococcus
epidermidis
Lo
Staphylococcus epidermidis generalmente non causa alcuna patologia, ma
instaura un rapporto di associazione stretta, di tipo commensale, con un'altra
specie; nell'uomo esso si trova sulla pelle, nelle narici, in bocca e
nell'orecchio esterno, nonché nell'uretra. Le infezioni dovute allo Staphylococcus
epidermidis, che comprendono cistiti, endocarditi e setticemie, si
instaurano su soggetti già indeboliti a causa di un intervento chirurgico o di
una malattia preesistente.