L'arsenico
è un elemento con caratteristiche chimiche e fisiche comprese tra quelle dei
metalli e dei non metalli. L'elemento ha avuto una lunga storia nella vita
dell'uomo ed è tuttora di considerevole interesse, sia per i tossicologi che
per i nutrizionisti per la nota tossicità di alcuni suoi composti. In molti
paesi esistono limiti di tolleranza di As negli alimenti e nelle acque potabili;
la FAO/OMS stabilisce una dose massima consentita. I
composti sulfurei dell'arsenico venivano utilizzati dagli Egizi come pigmenti
per la decorazione. Più tardi gli alchimisti pensavano che la lega bianca
formata dall'elemento insieme al rame fosse argento e speravano di giungere in
seguito per questa via all'oro. Per alcune popolazioni orientali l’assunzione
controllata di arsenicali inorganici a dosi crescenti era pratica abbastanza
comune perché l’arsenico era ritenuto un potente tonico generale ed una
sostanza con proprietà cosmetiche. L’elemento è da sempre tradizionalmente
associato ad avvelenamenti criminosi o accidentali: l'assenza di odore e sapore
ne ha fatto un veleno da delitto perfetto. Napoleone Bonaparte, secondo alcune
recenti ricerche storiche, sarebbe stato avvelenato durante l'esilio con piccole
dosi di arsenico giornaliere disciolte nel cibo. E'
stato anche ipotizzato che questo elemento venefico sia essenziale per l’uomo
in quanto a piccole dosi migliora l'azione di certi neurotrasmettitori del SNC.
Negli ultimi decenni l'arsenico ha assunto importanza come contaminante
ambientale, considerati i suoi svariati impieghi produttivi. Sebbene questo
elemento sia quasi universalmente distribuito e che l'assunzione giornaliera,
anche in assenza di inquinamento, possa arrivare a 0,5 mg la sua presenza negli
alimenti o nelle bevande suscita comunque timore. L'arsenico rappresenta un raro
esempio di sostanza tossica la cui presenza nell'atmosfera, nei suoli e
nell'acqua va diminuendo, anche se attualmente notevoli quantità dell'elemento
si trovano nell’ambiente, sia per i naturali processi di erosione che per le
attività antropiche.
Proprietà
chimiche, fisiche e biologiche dell'arsenico
L'arsenico
appartiene al V gruppo della tavola periodica degli elementi. Il numero atomico
è 33 e la densità di 5,72 g/cm3; sublima a 613 °C e presenta un punto di
fusione di 814 °C. La sua forma cristallina è di colore grigio metallico
lucente. Queste proprietà sono alla base del tradizionale test di Marsh per
l'arsenico. All'aria
l'arsenico metallico si ossida lentamente ricoprendosi di uno strato di colore
bruno, ma a temperatura abbastanza elevata può venire incendiato e brucia
spandendo fumi bianchi dal caratteristico odore agliaceo. Gli
stati di ossidazione sono: -3, 0, +3 e +5. I più comuni composti inorganici
sono l'ossido di arsenico trivalente (As4O6, arsenico bianco) e l'ossido di
arsenico pentavalente (As2O5). In acqua gli ossidi danno gli acidi
corrispondenti, acido arsenioso (H3AsO3) e acido arsenico (H3AsO4). E' molto
facile passare dall'acido arsenioso a quello arsenico perché lo stato di
ossidazione +5 è quello termodinamicamente più stabile.Dall'ossido di arsenico
trivalente si ottengono gli arseniti corrispondenti, come l'arsenito di piombo,
l'arsenito di rame e l'idruro arsenioso o arsina (AsH3). L'arsina, che si forma
in presenza di agenti riducenti, è molto volatile e si decompone a 250 °C;
queste proprietà sono sfruttate per rivelare la presenza di arsenico in
Spettrofotometria di Assorbimento Atomico (AAS), previa riduzione e produzione
di idruri. Con gli alogeni l'arsenico forma gli alogenuri, simili agli alogenuri
del fosforo e dello zolfo ed assai diversi dagli alogenuri metallici: sono
infatti liquidi o solidi a basso punto di fusione, facilmente volatili e, a
contatto con l'acqua, producono gli idracidi corrispondenti. A
caldo l'arsenico si combina con molti metalli formando composti binari, gli
arseniuri. L'elemento
forma anche composti organici di grande interesse. A partire dall'arsina si
formano RAsH2, RAsH e R3As. Per riduzione e metilazione successiva dell'acido
arsenico si può ottenere l'acido monometilarsonico CH3AsO(OH)2 (MMAA), l'acido
dimetilarsinico (CH3)2AsO(OH) (DMAA) ed infine la trimetilarsina (CH3)3As (TMA).
Le specie fitoplanctoniche possono trasformare As(V) in MMAA o in DMAA e
liberare questi composti nell'acqua; questo spiega la loro presenza in
soluzione, soprattutto nella zona eufotica. Quello descritto è un meccanismo di
detossificazione in quanto As(V) presenta una certa tossicità per il
fitoplancton, mentre i composti organici hanno tossicità minore. E' stato
dimostrato che i batteri metanogeni possono sintetizzare la dimetilarsina ma,
nei sedimenti marini anossici, l'assenza di specie metilate lascia pensare che
la biometilazione da parte di questi batteri non sia efficace. Questo
comportamento rappresenta una importante differenza tra As e Hg. Tra
le varie forme chimiche presenti nelle acque vi è l'arsenocolina
((CH3)3As+CH2CH2OH), ritrovata nei gamberetti e nelle dafnie. L'arsenobetaina
((CH3)3AsCH2CO2H) è stata ritrovata dapprima nei crostacei e successivamente in
molti animali marini, dove rappresenta il composto organoarsenicale più
abbondante. Più recentemente nei molluschi bivalvi è stato isolato lo ione
tetrametilarsonio, che è il principale composto arsenicale dei tessuti
branchiali 3. Nell'alga bruna Eklonia radiata sono stati identificati degli
arsenoribosidi. L'ossido di trimetilarsina, la trimetilarsina e alcuni
arsenozuccheri sono stati identificati come componenti minori della frazione di
arsenico totale in un numero limitato di organismi animali marini. Queste
osservazioni hanno portato all'ipotesi che i processi biochimici che conducono a
tali composti, implichino la presenza di arsenoetanolammina e arsenocolina come
prodotti di transizione essenziali mentre le caratteristiche enzimatiche possono
spiegare la predominanza degli arsenozuccheri nelle macroalghe e dell'arsenobetaina
negli organismi marini di livello trofico superiore 4. La tossicità
dell'arsenico e dei suoi composti è in relazione alle forme chimiche
dell'elemento: i composti inorganici sono i più tossici, seguiti da quelli
organici ed infine dal gas arsina.
Diffusione
dell'arsenico nell'ambiente
L'arsenico
è abbondantemente presente nella crosta terrestre e nei suoli è variamente
distribuito (concentrazione media 1,8 mg/kg); è rilevabile in molte acque ed in
quasi tutti i tessuti animali e vegetali. Anche se la sua diffusione sta
diminuendo, una notevole quantità di arsenico (40000 t/anno), in varie forme
chimiche ed in vari stati di ossidazione, può trovarsi nell'ambiente sia per
effetto dei processi di erosione che per le attività produttive umane 6. La
concentrazione di As nell'aria varia a seconda che si tratti di aree
incontaminate o di zone industrializzate: va da pochi ng/m3 a qualche decina di
ug/m3 6. Nel terreno i livelli dell’elemento, in assenza di contaminazioni
agricole e industriali, vanno normalmente da 1 a 40 mg/kg; l’impiego di fanghi
di depurazione può incrementarne considerevolmente i livelli. La contaminazione
del suolo può anche derivare da certi detergenti in cui è presente
l’elemento o dall'uso di concimi fosfatici che contengono quantità
apprezzabili di As. Le
acque marine contengono circa 0,3 µg/l di As. Nel terreno e nelle acque i
composti dell'arsenico vanno incontro a processi di ossidazione, riduzione,
metilazione e demetilazione. Questi processi nel terreno dipendono dalle specie
microbiche presenti, dal potenziale di ossidoriduzione e dalla presenza di ioni
che competono per i siti di legame. Si formano così composti alchilici volatili
ed in questo modo si ha una certa mobilizzazione dell’arsenico che viene
trasferito nell’aria. L’assunzione
dell'elemento da parte dei vegetali terrestri dipende non soltanto dalle
concentrazioni nel terreno ma anche dalla specie botanica in quanto alcune
piante hanno la capacità di accumulare As nei loro tessuti. Nell’ambiente
acquatico il processo di metilazione/demetilazione è influenzato dal pH,
dall'ossigenazione, dalla temperatura dell'acqua e dalla composizione dei
sedimenti; il risultato è la formazione di composti metilati, di diverso
potenziale tossico, che possono essere assunti e quindi trovarsi nelle specie
acquatiche. La flora e la fauna acquatiche hanno la capacità di accumulare As
ma soltanto in pochi casi si può parlare di biomagnificazione. L'inquinamento
industriale può incrementare i livelli di arsenico nell'ambiente. Negli anni
'70 un caso di contaminazione ambientale a Novaky in Slovacchia, ad opera di una
centrale termoelettrica a carbone, ha provocato un considerevole incremento dei
livelli di arsenico nell'acqua e nei prodotti agricoli, con conseguenti casi di
intossicazione negli abitanti della zona 7. Il carbone utilizzato conteneva
livelli di As 200 volte superiori a quelli del carbone americano, che mediamente
contiene 5 mg/Kg; l'impianto emetteva giornalmente dalle ciminiere fino a 1 t di
As; l'acqua potabile nella campagna circostanti aveva livelli di arsenico di
0,07 mg/l e quella di superficie di 0,21 mg/l. In
Gran Bretagna, nel territorio circostante una fornace di mattoni alimentata da
carbone, sono stati segnalati casi di avvelenamento cronico negli animali
domestici. Emissioni di arsenico da fonderie di metalli sono state segnalate sia
in USA che in Svezia, con il rilascio atmosferico giornaliero in quest'ultimo
caso di 10 t di As 6 Nel
passato l'utilizzo agricolo di composti arsenicali ha portato in alcuni casi,
oltre che ad avvelenamento umano e degli animali, a contaminazione ambientale.
Questa è riscontrabile anche dopo molti anni perché l'arsenico è un tossico
persistente.
Produzione
e utilizzi dell'arsenico
In
natura l'arsenico nativo si trova soltanto in piccole quantità cristallizzato
in concrezioni grigie. I minerali che lo contengono sono il realgar (As4S4) di
colore rosso rubino, l'orpimento (As2S3) di colore giallo limone e
l'arsenopirite, l'unico sfruttato industrialmente. Più che in giacimenti
autonomi l'arsenopirite si trova dispersa nei minerali solforati di altri
metalli, come la pirite. Dalla lavorazione di questi minerali contenenti ferro,
rame, piombo ed altri metalli si ottiene, come sottoprodotto, l'ossido di
arsenico trivalente. Questo composto viene estratto dai gas di combustione
raccolti dopo la vaporizzazione durante la fusione degli altri metalli. La
fuliggine viene purificata fino ad ottenere una miscela al 97% di As4O6 ed al 3%
di ossidi di altri elementi, tra cui il più importante è Sb2O3. La produzione
mondiale di ossido di arsenico è di circa 60000 t/anno. L’arsenico
metallico allo stato di estrema purezza trova applicazione soltanto in
elettronica per le sue proprietà semiconduttrici; viene utilizzato anche come
componente di leghe metalliche nelle quali, introdotto in piccole quantità, ha
la proprietà di conferire durezza e resistenza termica (produzione di acciaio,
ottone e piombo). La
quantità maggiore di arsenico è stata utilizzata, sotto forma dei suoi
composti, nell'industria chimica con impieghi soprattutto nel campo farmaceutico
e in quello agricolo. Erbicidi, fungicidi, insetticidi, conservanti del legno,
rodenticidi e antiparassitari zootecnici contenenti As erano molto utilizzati in
passato, mentre oggi le restrizioni per la tossicità dell'elemento ne hanno
fortemente limitato o bandito l'uso. Tra i composti arsenicali impiegati nelle
produzioni agricole ricordiamo l'arsenato di piombo, l'arsenato di rame, l'aceto-arsenato
di rame, l'arsenato di sodio e l'acido cacodilico. L'arsenito di piombo,
utilizzato estensivamente come insetticida del tabacco, ha portato ad alte
assunzioni dell'elemento da parte dei fumatori; i trattamenti con arsenicali
spray per prevenire infestazioni di insetti sui meli ha portato alla
contaminazione dei frutti; l'impiego di arsenicali utilizzati per la terapia e
la profilassi di alcune parassitosi degli ovini ha causato accumulo e persino
casi di avvelenamento umano nelle aziende agricole 5. Un altro impiego dei
composti dell'arsenico, tramite l'incorporazione dell'acido arsanilico nei
mangimi, è come promotore di crescita per suini e avicoli. L'arsenito
di rame era utilizzato in passato come pigmento per pitture (verde di Scheele)
ma poi è stato completamente abbandonato per la sua tossicità. Il minerale
orpimento contenente sesquisolfuro di arsenico (di colore giallo) veniva usato
in pittura ma poi è stato sostituito per la sua tossicità; il composto,
preparato artificialmente, trova impiego in conceria per la depilazione delle
pelli ed in pirotecnica per dare ai fuochi d'artificio il colore azzurro.
L'elemento viene anche impiegato nella produzione di pigmenti per smalti e nella
produzione di vetri. L'arsenico ed i suoi composti nel passato hanno avuto
grande importanza in campo medico come curativi. Fino a tempi recenti si poteva
trovare in farmacia il liquore arsenicale del Fowler, una preparazione
contenente As inorganico impiegata per il trattamento di malattie alla pelle e,
assunta per via interna, dotata di azione antianemica, anabolizzante e
ricostituente; un altro preparato di arsenico inorganico era il liquore di
Pearson. In una ricerca del 1965 su un grande gruppo di pazienti che avevano
utilizzato la soluzione di Fowler per molti anni è stata trovata una
proporzione significativamente alta di persone che avevano sviluppato il cancro
alla pelle 8. Il triossido di arsenico viene talvolta impiegato in odontoiatria
per la necrotizzazione della polpa dentaria. Composti
organici dell'arsenico (come il cacodilato di sodio ed il metilarsinato di
sodio) sono stati estensivamente impiegati per curare la sifilide e la
tripanosomiasi, ma l'interesse delle terapie arsenicali è considerevolmente
diminuito con l'avvento dei farmaci chemioantibiotici. Gli arsenicali ciclici,
sia trivalenti (per esempio fenilarsenossido e salvarsan) che pentavalenti (per
esempio atoxil, triparsamide e stovarsolo), sono stati chemioterapici
importanti. Alcune preparazioni arsenicali, come alcuni amebocidi e filaricidi,
vengono ancora prescritte attualmente. Ai tempi di Marco Polo in Cina l'arsenico
aveva un posto importante come curativo di un tipo di malaria; alcune
popolazioni orientali facevano uso di ossido di arsenico trivalente, come tonico
generale e composto dalle proprietà cosmetiche. La medicina omeopatica
veterinaria e umana utilizzano tuttora questo composto; l'arsenico a piccole
dosi è stato anche recentemente impiegato per trattare alcuni malati di
leucemia che non rispondevano alle terapie. L'attività terapeutica degli
arsenicali trivalenti deriva dal loro alto potere di combinazione con i gruppi
tiolici di alcuni componenti cellulari cui sono particolarmente sensibili alcuni
microrganismi, come le leptospire, i tripanomsomi, i treponemi e, negli animali
superiori, i tessuti ricchi di proteine sulfidrilate (pelle, tubuli contorti
renali e fegato). Nel
passato, e per molte centinaia di anni, è probabile che la larga diffusione di
preparati farmaceutici e altri prodotti contenenti As, abbia fatto sì che
l'elemento venisse utilizzato come uno dei più comuni veleni per omicidi e
suicidi.
L'assorbimento
ed il metabolismo dell'arsenico
L'arsenico
inorganico, sia trivalente che pentavalente, viene facilmente assorbito dagli
alimenti nel tratto gastro-intestinale in quantità che dipendono dalla forma
chimica in cui l'elemento si presenta. L'arsenico assorbito viene prontamente
trasportato a tutti gli organi ed i tessuti come complesso, probabilmente
tramite ða-globuline. Dopo 24 ore le concentrazioni negli organi generalmente
iniziano a decrescere per l'eliminazione di arsenico dall'organismo, che avviene
principalmente con le urine, mentre nella pelle si assiste ad un incremento dei
livelli per numerosi giorni. L'accumulo si può avere nella pelle, nelle unghie,
nei capelli ed in piccola quantità nelle ossa e nei muscoli. I
composti di arsenico organico sono generalmente considerati assorbibili in bassa
misura dai mammiferi e vengono rapidamente eliminati con le urine. La
biometilazione quindi può essere considerata una detossificazione perché i
composti metilati dell'arsenico sono meno tossici e più facilmente escreti. Il
metabolismo degli organoarsenicali all'interno dell'organismo umano non è ben
conosciuto; sembra comunque che vengano eliminati, in gran parte nelle 24
successive l'ingestione, per via fecale ed urinaria senza subire alcuna
trasformazione. Considerando che i prodotti della pesca contengono As
soprattutto in forma organica, la determinazione della trimetilarsina (TMA)
nelle urine è stata proposta come indicatore della quantità dell'elemento
derivante dal consumo di prodotti ittici 9. Le
quantità di arsenico totale nel corpo sono tra 14 e 20 mg. I
livelli di As nel sangue e nelle urine sono stati utilizzati per misurare
l'esposizione al tossico, mentre i capelli vengono impiegati specialmente nelle
indagini medico-legali. In alcuni casi è stato possibile determinare il massimo
cronologico di ingestione dell’elemento; in casi di avvelenamento acuto sono
stati trovati livelli di As nei capelli da 5 a 700 mg/kg 10. La
tossicità dell'arsenico
L'arsenico
può causare avvelenamento acuto o cronico.
Il
principale responsabile dell’avvelenamento acuto è il triossido di arsenico,
che ha una dose letale di 70-180 mg. I composti trivalenti, a livello sistemico,
provocano dilatazione dei capillari aumentando la permeabilità di capillari ed
arteriole; la dilatazione produce cambiamenti del circolo e conseguenti
alterazioni funzionali. Gli arsenicali trivalenti si combinano con i gruppi -SH
di proteine, enzimi, coenzima A e glutatione ridotto. Alla luce del meccanismo
d'azione tiolopriva si spiega l'efficace azione antidotale svolta
nell'avvelenamento da As dalle sostanze sulfidriliche, capaci di impedire la
combinazione del veleno con le proteine tissutali. E' stato dimostrato che gli
effetti tossici degli arseniti possono essere prevenuti utilizzando preparazioni
contenenti glutatione 6. Gli arseniti inoltre si accumulano nei leucociti e
deprimono l'attività degli enzimi contenenti gruppi tiolici, inclusa la
DNA-polimerasi. L'arsenico pentavalente, leggermente meno tossico della forma
trivalente, inibisce i sistemi enzimatici come la ða-glicerofosfato
deidrogenasi e la citocromo-ossidasi. La tossicità dell'arsenato è stata
spiegata in termini di "imitazione molecolare". L'arsenato imita il
fosfato e viene perciò trasportato attraverso le membrane cellulari su
trasportatori fosfato; di conseguenza la sua collocazione nei tessuti segue
strettamente quella dei fosfati. La similarità strutturale dell'ossianione
endogeno fosfato con gli ossianioni tossici di As e V è alla base del
meccanismo di imitazione; le tre molecole sono tutte in forma monovalente e, a
pH fisiologico, parzialmente ionizzate. L'arsenato
può imitare il fosfato endogeno così bene che può partecipare ad una sequenza
di reazioni metaboliche fino al fallimento dell'imitazione ed al sopraggiungere
delle conseguenze tossiche. Questa abilità nell'imitazione è stata dimostrata
in numerosi tessuti di molte specie animali. Gli
ossianioni tossici interagiscono con alcuni noti recettori cellulari, come i
recettori glucocorticoidei ed i recettori estrogeni. L'arsenato compete con il
fosfato nei co-trasportatori fosfato Na-dipendenti nelle cellule di numerosi
tessuti. Kenney e Kaplan hanno presentato la prova che la pompa sodio ed il
sistema di trasporto degli scambiatori anionici delle cellule dei globuli rossi
umani accettano l'arsenato come congenere del fosfato. Le cellule dei globuli
rossi possiedono anche una via di co-trasporto del fosfato Na-dipendente che non
viene inibita dall'arsenato. La
reazione di arsenolisi nella sintesi dell'ATP è l'esempio meglio studiato
dell'imitazione tra arsenato e fosfato. La via normale comprende l'addizione del
fosfato alla 3-gliceraldeide fosfato per formare la difosfoglicerato;
questo intermedio dona il fosfato all'ADP per formare l'ATP. L'arsenato può
sostituire il fosfato nel primo step di reazione ma il composto intermedio è
instabile, idrolizza spontaneamente, non reagisce con l'ADP e quindi non si ha
formazione di ATP e immagazzinamento di energia. In questo modo la sintesi
dell'ATP è "disaccoppiata". L'ossianione ortovanadato si comporta
allo stesso modo dell'arsenato. L'imitazione
del fosfato nelle reazioni enzimatiche, comunque, non chiarisce completamente la
tossicità dell'arsenico. L'arsenato può essere ridotto in vivo alla forma
trivalente, che è legata ai gruppi -SH dell'acido ða-lipoico e inibisce la
piruvato deidrogenasi. L'arsenico
pentavalente influenza il metabolismo del selenio impedendogli di raggiungere il
sito d'azione oppure aumentandone l'escrezione. Il selenio d'altra parte, se
aggiunto alla dieta, può prevenire l’intossicazione da arsenico nei bovini,
nei polli, nei suini, nei cani e nei ratti. Sono stati riscontrati effetti
additivi di piombo ed arsenico nell'escrezione di coproporfirine 6. Sono state
anche dimostrate interazioni tra Cd e As ed è probabile che la spiegazione sia
ricercare nella similarità dei meccanismi d'azione dei differenti elementi
nelle cellule e nei tessuti, specialmente l'interazione con i gruppi
sulfidrilici. I
composti arsenicali che più frequentemente sono descritti come cause di
intossicazioni, oltre l'ossido di arsenico trivalente, sono il solfuro ed il
tricloruro di arsenico, i coloranti arsenicali, gli insetticidi arsenito di
piombo e di calcio, le arsine. Esiste un'ampia casistica epidemiologica, per cui
l'ingestione di arsenico con acqua potabile o lunghi contatti con arsenicali
usati come antiparassitari predispongono al carcinoma della pelle o al cancro
del polmone. L'arsenico può essere cancerogeno ma i rilievi epidemiologici e le
evidenze sperimentali sembrano talvolta in contraddizione. Recentemente è stato
suggerito che l'elemento da solo non è capace di provocare cancro e quindi sono
necessari ulteriori studi per approfondire le conoscenze su questo ruolo 3. L'avvelenamento
cronico provoca perdita di appetito, calo del peso, disturbi gastro-intestinali,
neuriti periferiche, congiuntivite e alterazioni cutanee, come ipercheratosi e
melanosi. Quest'ultima malattia, che porta ad una colorazione scura della cute,
è caratteristica della prolungata esposizione all'arsenico e può essere un
fattore di predisposizione allo sviluppo del cancro alla pelle. L'assenza di
effetti mutageni dell'arsenobetaina è stata accertata con prove sperimentali. Elevati
livelli di arsenico inorganico nell'acqua potabile sono stati associati ad un
aumento della prevalenza dell'ipertensione arteriosa. L'avvelenamento
da arsenico, come riferito in letteratura, è relativamente frequente negli
animali di interesse zootecnico. Le api sono estremamente suscettibili
all'avvelenamento da As. Debackere riferisce della morte di 10-15 milioni di
api, avvenuta nella primavera del 1971, a causa di inquinamento industriale da
arsenico di una vasta zona; l’analisi chimica dei fiori presenti in loco
permise di stabilire che contenevano concentrazioni da 15 a 54 mg/kg
dell'elemento, mentre nelle api il contenuto era pari a 0.23 ug.
Contaminazione
accidentale degli alimenti
Le
contaminazioni accidentali e l'inquinamento industriale possono incrementare i
livelli di arsenico negli alimenti e nelle bevande ed in alcuni casi hanno
portato a gravi avvelenamenti. Nel
1900 in Gran Bretagna la birra avvelenò 6000 persone di cui 70 in modo letale:
la Royal Commission in seguito all'indagine constatò che il disastro era dovuto
all'impiego di pirite arsenicale per produrre l'acido solforico usato per
idrolizzare l'amido nel processo di produzione della bevanda. Un altro incidente
avvenne in Giappone nel 1955 quando rimasero avvelenati 12000 bambini, di cui
120 in modo fatale, a causa della somministrazione di alimenti per l'infanzia
contaminati da arsenico. Il tossico venne ritrovato nel sodio fosfato utilizzato
per stabilizzare l'alimento; il sale proveniva, come sottoprodotto,
dall'industria di produzione dell'alluminio, a sua volta ricavato per
raffinazione di bauxite contenente elevati livelli di As. L'impiego
di arsenicali come pesticidi nei vigneti, ha portato in alcuni casi ad
avvelenamenti dei bevitori di vino. Incrementi dell'assunzione di As possono
essere causati da residui provenienti dall'impiego di composti arsenicali in
orticoltura. Sebbene nei paesi occidentali questi composti non trovino più
utilizzi agricoli, in alcuni paesi gli arsenicali possono trovare tuttora
impiego su colture non alimentari: nella coltivazione del cotone, per esempio,
si impiegano come defolianti e le popolazioni che utilizzano i semi di cotone
come alimento introducono arsenico nella dieta. Per
prevenire tali pericoli alcuni paesi hanno introdotto limiti di tolleranza dei
residui di arsenico negli alimenti: negli USA il limite è di 3,5 mg/kg 20,
mentre in Queensland (Australia) i limiti sono massimi permessi sono
differenziati per bevande (0,1 mg/kg), prodotti ittici (1 mg/kg di As
inorganico) e altri alimenti (1 mg/kg).
L'arsenico
nell'acqua
L'arsenico
è rilevabile in quasi tutte le acque destinate al consumo umano ed i livelli
usuali vanno da frazioni di ðmg/L fino a 200 ðmg/L. La
US Federal Regulation stabilisce per l'acqua potabile un limite massimo di 10 ðmg/l.
Talvolta si sono registrate concentrazioni superiori a 50 ðmg/l (che
rappresenta il limite massimo tollerato dalla direttiva CEE n. 80/778), come in
Italia in alcune località della pianura lombarda. Il superamento di tale
concentrazione massima ammissibile, prevista nel nostro paese dal D.P.R. n. 236,
ha anche portato al divieto di utilizzo delle acque per usi alimentari. Nel
nostro paese il D.M. n.542, riguardante le caratteristiche delle acque minerali
naturali prevede limiti di 200 ðmg/l di As totale, di 50 µg/l per As(III) e di
150 µg/l per As(V). Sorgenti
d'acqua particolari, come quelle termali, possono avere concentrazioni di As
particolarmente elevate in funzione della roccia sottostante e della sorgente
d'acqua. Quelle che vengono descritte come "arsenicosi croniche endemiche
regionali" sono attribuite all'uso domestico di acqua naturalmente
contaminata. Livelli di As2O3 di 1-4 mg/l sono stati trovati in acque
dell'Argentina e del Cile. Il consumo di acqua contenente 0,6 mg/l di As in
alcune zone di Taiwan è stato associato ad avvelenamento cronico. L'arsenico
negli alimenti e nella dieta
Le informazioni sui tenori di arsenico negli alimenti in generale sono
piuttosto scarse. In
una ricerca effettuata tra il 1985 ed il 1988 in 7 città canadesi sulla dieta
totale è stato trovato che in 112 alimenti la media di As totale era 73,2 µg/kg,
la mediana di 5,1 µg/kg ed il range da <0,1 a 4830 µg/kg. Le
concentrazioni medie rilevate nei principali alimenti di questo studio espressi
in µg/kg erano le seguenti:
-
pesci marini: 2466;
-
pesce d'acqua dolce: 443;
-
molluschi e crostacei: 2041;
-
carne suina: 8,2;
-
carne bovina: 7,8;
-
pollame: 29,9;
-
pasta: 9,5;
-
riso: 284,1;
-
patate: 5,5;
-
lattuga: 2,4;
-
latte intero: 1,4;
-
formaggio: 5,2;
-
fagioli: 3,1;
-
pomodori: 1,8;
-
funghi: 46,4;
-
pane: 12,9;
-
mele: 3,8;
-
banane: 3,3;
-
oli e grassi: 19,0;
-
vino: 5,8;
-
uova: 6,2;
-
birra: 3,0.
Dall'esame
dei dati si sono ottenute stime sull'assunzione di As: l'ingestione totale media
è di 38,1 µg/giorno ed il maggior contributo deriva dalla categoria dei
prodotti ittici (64%), seguita da quella degli alimenti carnei e dalla categoria
dei cereali e prodotti derivati. In altri studi sono riportate assunzioni
giornaliere maggiori, come in Nuova Zelanda (55µg/giorno), in USA (62 µg/giorno)
ed in Gran Bretagna (89 µg/giorno). In Svezia sono state stimate assunzioni di
As più basse (15-45 µg/giorno), così come in Austria (27 µg/giorno) ed in
Belgio (12 µgg/giorno). Pesci,
crostacei e molluschi provenienti dall'ambiente marino possono contenere alti
livelli di arsenico e possono contribuire in modo significativo all'assunzione
giornaliera dell'elemento. L'accumulo è particolarmente elevato nei molluschi e
nei crostacei e, specialmente se questi organismi vivono in acque contaminate,
si può arrivare anche a concentrazioni intorno a 100 mg/kg; i pesci
generalmente hanno livelli inferiori a 10 mg/kg. In Queensland (Australia) il
massimo livello permesso di As inorganico nei prodotti della pesca è di 1
mg/kg, quindi non viene preso in considerazione l'arsenico organico. Uno studio
giapponese ha valutato quantitativamente le 3 frazioni di arsenico organico (MAA,
DMAA e TMA) e quella di arsenico inorganico in alcune specie di prodotti ittici:
la frazione di As inorganico è risultata essere sempre inferiore al 5% ed in
molti casi inferiore all’ 1% 9. Come
ha fatto notare l'Expert Committee della FAO/OMS, l'arsenico nei tessuti
muscolari rimane legato organicamente e gli studi sull'uomo utilizzanti
traccianti isotopici hanno rilevato che viene rapidamente escreto senza
significative ritenzioni di As inorganico. Gli esperti francesi sugli aspetti
scientifici dell'inquinamento marino (GESAMP) hanno constatato che i composti
organici dell'arsenico, che costituiscono più del 90% dell'arsenico totale
degli alimenti di provenienza marina, sono poco tossici. La pericolosità dei
prodotti ittici dovrebbe essere valutata dopo la determinazione della componente
inorganica. Anche
la FAO/OMS considera nelle indicazioni riguardanti la P.T.D.I. soltanto
l'arsenico inorganico con una assunzione tollerata giornaliera di 2,1 µgg/kg di
peso corporeo (P.T.W.I. di 15 µgg/kg): per un adulto di 60 Kg, la quantità
massima tollerata giornalmente è di 126 µg.
Conclusioni
La
diffusione di arsenico nell’ambiente e di riflesso negli alimenti e nelle
bevande risulta di estrema importanza per le sue implicazioni igienico-sanitarie.
La sua presenza, talvolta non trascurabile nei nostri alimenti, deve essere
considerata con maggiore attenzione di quanto non sia stato fatto in passato; ciò
potrebbe essere dovuto in parte al fatto che non si sono verificati recentemente
fatti clamorosi di intossicazione collettiva causati dagli alimenti come tali.
Le informazioni che abbiamo sulla distribuzione nella dieta dei vari territori
del pianeta sono scarse e frammentarie. L’arsenico è facilmente assorbito ed
escreto e presenta in generale un tropismo per la materia vivente. La sua
tossicità è elevata ma strettamente legata alla forma chimica. I prodotti
della pesca contengono le maggiori quantità di arsenico, che risulta
prevalentemente nella forma poco tossica. La distinzione analitica delle diverse
componenti non è di facile accesso per laboratori non espressamente attrezzati.
I dati relativi agli alimenti nel nostro paese confermano gli elevati tenori di
arsenico nei prodotti ittici, ma non è possibile a tutt’oggi stimare con
certezza la percentuale di As inorganico in essi presenti e di conseguenza
valutare il rischio cui il consumatore è esposto. Le stime che vengono avanzate
in questo lavoro prospettano una esposizione al tossico paragonabile a quella
dei paesi in cui la sua assunzione tramite gli alimenti è stata studiata.
Soltanto nel caso di grandi consumatori di prodotti ittici l’assunzione di
arsenico potrebbe attestarsi su livelli preoccupanti. Sarebbe indispensabile
poter disporre di informazioni sull’entità della reale presenza di arsenico
inorganico nel pescato, in particolare quello di provenienza marina.