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Animale  

Termine comune utilizzato per indicare tutti i membri di un regno di organismi pluricellulari, eucarioti, generalmente capaci di riproduzione sessuata. Diversamente dalle piante, che sono organismi autotrofi e pertanto costruiscono le proprie sostanze nutritive attraverso la fotosintesi a partire da composti inorganici, gli animali sono organismi eterotrofi, cioè ottengono l'energia necessaria alla propria sopravvivenza dalla demolizione di sostanze alimentari che spesso vengono ricercate attivamente. Associate a questo sistema nutritivo vi sono altre caratteristiche che permettono di distinguere la maggior parte degli animali dalle altre forme viventi: sistemi di tessuti specializzati che consentono agli animali di muoversi liberamente alla ricerca del cibo, o, nel caso degli animali sessili (attaccati a un substrato), di convogliare gli alimenti verso di loro; sistemi nervosi ben sviluppati e complessi recettori sensoriali che permettono di controllare l'ambiente circostante e di rispondere in modo rapido e duttile a stimoli di diversa natura. Al contrario delle piante, quasi tutte le specie animali hanno una crescita limitata, raggiungendo alla maturità forme e dimensioni definite.

Classificazione

Inizialmente tutti gli organismi viventi venivano suddivisi nel regno vegetale e in quello animale. Il primo comprendeva organismi autotrofi, sessili, in grado di compiere la fotosintesi, nonché gli organismi unicellulari autotrofi, i batteri, le alghe e i funghi; ai secondi appartenevano, invece, organismi eterotrofi dotati di movimento, nonché gli eterotrofi unicellulari (protozoi). Alcuni microrganismi mostravano caratteristiche appartenenti ai due regni: ad esempio il flagellato unicellulare Euglena contiene clorofilla e si nutre in modo autotrofo, per mezzo della fotosintesi, ma è anche dotato di movimento. I funghi pongono un altro problema a questo schema di classificazione in due regni, in quanto, pur essendo sessili, si nutrono in modo eterotrofo, per assorbimento di sostanze organiche dal terreno. Con l'avvento della microscopia elettronica si è anche scoperto che i batteri sono organismi dalle caratteristiche cellulari peculiari, che li differenziano da tutti gli altri organismi viventi. Per risolvere questi problemi, nel 1959 fu proposto un sistema di classificazione in cinque regni, così organizzato: il regno animale, comprendente organismi eucarioti pluricellulari eterotrofi che si nutrono per ingestione; il regno vegetale, comprendente organismi eucarioti pluricellulari autotrofi che si nutrono per mezzo della fotosintesi; il regno dei funghi, comprendente organismi eucarioti pluricellulari eterotrofi che si nutrono per assorbimento; il regno dei protisti, comprendente organismi eucarioti unicellulari; il regno dei procarioti, comprendente essenzialmente i batteri. Anche con questo complesso sistema di classificazione non tutti i problemi erano risolti in modo soddisfacente. Restava, infatti, il nodo delle alghe, che venivano suddivise, a seconda che fossero pluricellulari o unicellulari, rispettivamente nel regno vegetale e in quello dei protisti. In realtà tutte le alghe condividono numerose caratteristiche comuni e non dovrebbero, pertanto, essere classificate separatamente. Per questo motivo è stato recentemente proposto il regno dei prototisti, che si sostituisce a quello dei protisti, accogliendo al proprio interno tutti gli organismi unicellulari e tutte le alghe.

Origini e relazioni

Gli animali pluricellulari o metazoi si sono probabilmente evoluti da prototisti unicellulari, anche se non sono del tutto chiari i dettagli di questo lungo percorso, a causa della scarsità di resti fossili e dell'estinzione di numerose forme intermedie. Al riguardo esistono, tuttavia, diverse ipotesi; una delle più credibili prevede che le complesse strutture degli animali si potrebbero essere evolute da organismi unicellulari in grado di formare colonie. Dalle sue incerte origini, il regno animale si è differenziato in diverse linee principali, o ramificazioni, che a loro volta sono state classificate in numerosi gruppi tassonomici. Il percorso seguito dall'evoluzione è paragonabile alle ramificazioni di un albero o di un cespuglio, che via via si differenziano secondo traiettorie autonome all'interno del regno. Pertanto, gli insetti, i cefalopodi e i vertebrati, pur avendo seguito cammini evolutivi diversi, possono essere tutti descritti come animali "superiori". Le maggiori differenziazioni all'interno del regno avvennero probabilmente più di 600 milioni di anni fa, prima del periodo Cambriano; ciò è dimostrato dal fatto che già nelle rocce più antiche del Cambriano sono stati rinvenuti numerosi resti fossili appartenenti a quasi tutti i phyla animali. Dal momento che i phyla si sono differenziati gli uni dagli altri in epoche più antiche, delle quali vi sono scarse testimonianze fossili, i loro rapporti evolutivi, solo ipotetici, possono essere dedotti unicamente dai caratteri che si sono conservati fino a oggi; fra questi vi sono alcune caratteristiche dello sviluppo embrionale. Dati più certi riguardano le suddivisioni all'interno di ciascun phylum, in parte perché sono più recenti.

Organizzazione del corpo ed evoluzione

Dall'osservazione e dalla comparazione dell'organizzazione della struttura corporea nei diversi animali è possibile comprenderne sia l'importanza funzionale, sia la storia evolutiva.

Canale alimentare

Una struttura fondamentale del corpo degli animali è il canale alimentare, che deve essersi formato presto nel corso della storia evolutiva. I primi abbozzi di questa struttura si trovano in animali semplici, come spugne e meduse. Le prime sono animali molto semplici e presentano cavità interne, nelle quali il cibo viene introdotto attraverso aperture non paragonabili alla bocca e all'ano. Meduse e altri animali simili presentano, invece, un canale alimentare dotato di bocca, ma privo di ano; il cibo viene generalmente portato alla bocca per mezzo dei tentacoli.

Simmetria

La simmetria fornisce un ulteriore criterio di suddivisione degli animali in due gruppi: quelli a simmetria raggiata e quelli a simmetria bilaterale. I tessuti degli animali a simmetria raggiata si sviluppano solo da due strati embrionali: uno esterno, chiamato ectoderma, e uno interno, chiamato endoderma. Gli animali a simmetria bilaterale sono generalmente più evoluti e presentano la formazione di uno strato intermedio, chiamato mesoderma, posto tra i primi due. In generale, nello sviluppo embrionale degli animali, dall'ectoderma si formano il sistema nervoso e i tessuti di rivestimento esterno, come la pelle; dall'endoderma le pareti dell'intestino e alcuni suoi annessi; dal mesoderma altre strutture, ad esempio la muscolatura. L'evoluzione delle forme a simmetria bilaterale è generalmente legata allo sviluppo della locomozione attiva, facilitata, peraltro, dallo sviluppo del capo, con il cervello e gli organi di senso posti all'estremità che dirige il movimento.

Protostomi

I protostomi sono organismi a simmetria bilaterale, nei quali la bocca deriva direttamente da un'apertura embrionale, chiamata blastoporo (sono protostomi tutti gli animali che verranno discussi in questo articolo, fino al paragrafo deuterostomi).

Celoma

I protostomi più semplici sono detti acelomati, in quanto sono a un livello evolutivo in cui non si è ancora evoluta la cavità del corpo chiamata celoma. Tra questi si trovano i vermi piatti e i vermi nastriformi. Lo sviluppo del celoma rappresenta una tappa fondamentale della storia evolutiva, in quanto consente il movimento indipendente, l'uno rispetto all'altro, degli organi interni, ad esempio della parete corporea e del tubo digerente. In alcuni animali, inoltre, assolve anche alla funzione di scheletro idrostatico e dunque contribuisce allo sviluppo della locomozione. Esistono due tipi principali di celoma: il celoma propriamente detto e lo pseudoceloma, entrambi di origine mesodermica; solo il primo è, tuttavia, rivestito di tessuto epiteliale. Numerosi phyla animali, per lo più vermiformi, presentano questo secondo tipo di celoma e vengono pertanto chiamati pseudocelomati.

Tutti gli altri organismi dotati di vero celoma sono, invece, detti celomati. Questi ultimi possono essere classificati (anche se non in modo rigoroso) in base alla modalità di formazione del celoma durante lo sviluppo embrionale. Negli schizoceli il celoma si forma dal mesoderma, mentre negli enteroceli ha origine da un'estroflessione del tubo alimentare. Sono veri schizoceli protostomi gli anellidi, gli artropodi e i molluschi.

Segmentazione metamerica

Gli anellidi sono gli animali più semplici a presentare la segmentazione metamerica. Si tratta della suddivisione della porzione dorsale del mesoderma in una serie di segmenti identici, i quali rappresentano un notevole vantaggio locomotorio per gli animali che ne sono dotati. Gli artropodi sovrappongono alla segmentazione interna uno scheletro esterno o esoscheletro, che comporta un ulteriore miglioramento della locomozione, oltre a fornire sostegno e protezione. Nei molluschi sia il celoma ridotto, che la segmentazione, benché presenti a livello embrionale, nell'adulto lasciano poche tracce; il loro corpo molle è protetto da una caratteristica conchiglia.

Deuterostomi

Vengono definiti deuterostomi gli animali nei quali l'apertura boccale non si forma dal blastoporo, come nei protostomi, ma da un'altra apertura che si forma più tardi nel corso dello sviluppo dell'animale. I deuterostomi sono generalmente considerati più evoluti dei protostomi e comprendono echinodermi, chetognati, emicordati e cordati. Questi phyla sono affini soprattutto per le modalità di sviluppo del celoma (sono tutti enteroceli), nonché per il tipo di segmentazione, sostanzialmente diverso da quello degli anellidi. In alcuni di essi si osservano tre paia di cavità celomatiche e tre regioni corporee corrispondenti. La struttura corporea dell'adulto presenta generalmente modificazioni sostanziali rispetto a quella embrionale: i chetognati mostrano strutture adattate al galleggiamento e al nuoto; gli echinodermi perdono la simmetria bilaterale e ne assumono una raggiata (spesso pentaraggiata); gli emicordati sono organismi vermiformi molto semplici; caratteristiche evolute come un cervello complesso e la capacità di compiere movimenti rapidi si sono sviluppate nei cordati.

Di seguito vi è un breve sommario dei phyla, raggruppati in alcune delle grandi divisioni citate in precedenza. Maggiori informazioni si possono trovare negli articoli dedicati ai singoli animali o gruppi di animali. Le specie conosciute del regno animale sono approssimativamente un milione.

Parazoi

Primitiva divisione del regno animale che comprende un unico phylum.

Phylum poriferi (spugne)

Comprende le spugne: animali semplici, pluricellulari, dotati di tessuti ma non di organi differenziati. Sono per lo più marini, ma alcuni si trovano nelle acque dolci. Vivono attaccati al substrato e per nutrirsi convogliano l'acqua all'interno del corpo attraverso i pori e filtrano le particelle alimentari per mezzo di cellule flagellate. Quasi tutte le attività dell'organismo sono compiute da cellule che agiscono singolarmente o in piccoli gruppi. Non hanno sistema nervoso, ma sono i grado di reagire ad alcuni stimoli. In genere è presente uno scheletro formato da fibre, da sali minerali o da entrambi. 4800 specie.

Mesozoi

Comprendono due phyla minori di vermi parassiti semplici, di derivazione incerta: gli ortonettidi e i diciemidi. 50 specie.

Animali a simmetria raggiata

Sono tutti quelli che hanno simmetria raggiata, tranne quando è una modificazione secondaria, con corpo formato da due strati: endoderma ed ectoderma.

Phylum celenterati (meduse, idroidi, coralli, anemoni di mare)

I celenterati possono essere sessili, con una forma a polipo (come gli anemoni di mare), a vita libera, con una forma a medusa (come le meduse), oppure possono avere un ciclo vitale che alterna le due forme. La cattura della preda avviene per mezzo di capsule urticanti, tranne che in alcune specie di acqua dolce come l'idra. Talvolta questo phylum viene accorpato a quello degli ctenofori (vedi sotto), formando insieme il phylum degli cnidari. 3 classi e 5300 specie.

Phylum ctenofori

Comprende animali marini simili a meduse, ma privi di stadio a polipo; nuotano grazie al movimento di bande di cellule ciliate simili a pettini. La cattura della preda avviene in genere mediante tentacoli viscosi. 80 specie.

Acelomati a simmetria bilaterale

I due phyla principali comprendono vermi di piccole o medie dimensioni, a simmetria bilaterale e privi di celoma.

Phylum platelminti (vermi piatti)

Comprende semplici vermi, privi di ano e di sistema circolatorio, generalmente ermafroditi e caratterizzati da un complesso apparato riproduttivo. La forma piatta consente a tutti i tessuti di essere a contatto con la superficie e pertanto facilita gli scambi di gas e sostanze nutritive con l'ambiente. Si divide in tre classi: i turbellari sono forme a vita libera, abbondanti nel mare e nelle acque dolci e rari sulla terraferma; i trematodi e i cestodi, invece, sono vermi parassiti. In questo phylum viene talvolta compreso anche un gruppo di animali marini poco noti, chiamati gnatostomulidi. 13.000 specie.

Phylum nemertini o rinoceli (vermi nastriformi)

Comprende vermi di forma allungata, con un sistema circolatorio e un ano, comuni in mare e rari sulla terraferma. Catturano le prede con una proboscide estensibile. 800 specie.

Pseudocelomati

Sono animali vermiformi, in genere piccoli o microscopici, e privi di sistema circolatorio; la cavità del corpo è uno pseudoceloma. Sono raggruppati per lo più in un unico phylum, quello degli aschelminti, diviso in più classi. Alternativamente, ciascuna delle classi che compongono il phylum degli aschelminti viene considerata come un phylum a sé stante. Questo secondo schema di classificazione è quello che viene adottato in questa sede.

Phylum nematodi (vermi cilindrici)

Comprende vermi allungati, rivestiti da una cuticola rigida; il corpo è sostenuto da uno scheletro idrostatico, contenente un fluido sotto pressione. Generalmente si nutrono per assorbimento di liquidi o per ingestione di piccole particelle o sostanze molli. Abbondanti ma poco visibili, vivono nel terreno e nei sedimenti delle acque dolci. I nematodi parassiti sono responsabili di gravi malattie. 10.000 specie.

Phylum gastrotrichi

Comprende piccoli vermi (lunghi meno di 1 mm) che abitano le acque marine e quelle dolci. 170 specie.

Phylum nematomorfi

Comprende vermi che ricordano i nematodi. Da giovani sono parassiti degli artropodi, mentre da adulti vivono un breve stadio a vita libera acquatica. 230 specie.

Phylum acantocefali

Comprende vermi parassiti, che da giovani infestano vari tipi di tessuti di diversi animali, mentre da adulti abitano l'intestino dei vertebrati; sono privi di intestino e sulla testa presentano un organo adesivo a forma di uncino. Assomigliano superficialmente ai cestodi. 500 specie.

Phylum chinorinchi

Comprende vermi marini piccoli e sottili (lunghi meno di 1 mm), con corpo e proboscide spinosi. 100 specie.

Phylum rotiferi

Il loro nome deriva dall'organo a ruota che portano sul capo e che viene utilizzato per la nutrizione e il nuoto. Spesso microscopici, sono abbondanti nelle acque dolci. 1500 specie.

Phylum priapulidi

Comprende vermi marini a vita libera, caratterizzati dal capo coperto di spine. 8 specie.

Phylum endoprotti

Comprende animali marini o di acqua dolce, molto piccoli, peduncolati, che si nutrono per mezzo di tentacoli. 75 specie.

Phylum loriciferi

È un phylum di recente istituzione (1983), comprendente animali lunghi non più di 0,5 mm, che abitano i sedimenti marini. Le larve sono a vita libera, mentre gli adulti sono sedentari. Hanno coni boccali e capo spinoso, entrambi retrattili.

Celomati: tentacolati

Animali celomati, caratterizzati da un corpo tozzo e da una corona di tentacoli chiamata lofoforo.

Phylum foronidei

Comprende animali marini, caratterizzati da un intestino a forma di U e dalla parte inferiore del corpo fortemente allungata. Vivono in tubi, dai quali emergono le due aperture del lofoforo e dell'ano. Gli adulti sono lunghi da 1 a 10 cm. 18 specie.

Phylum ectoprotti o briozoi

Sono piccoli animali coloniali simili a foronidei semplificati. Quasi tutti vivono protetti da un rivestimento rigido e sono essenzialmente marini. 3500 specie.

Phylum brachiopodi

Comprende animali marini, superficialmente simili alle vongole. 230 specie.

Celomati: trocozoi

Gli appartenenti ai phyla sono quasi tutti caratterizzati da uno stadio larvale chiamato trocofora. Presentano, inoltre, segmenti metamerici e cordoni nervosi appaiati, in posizione ventrale rispetto all'intestino. In base a queste caratteristiche si pensa che derivino da un antenato simile a un anellide.

Phylum anellidi

Gli anellidi presentano un celoma ben sviluppato, un corpo molle, e generalmente anche evidenti segmenti metamerici. Spesso sono visibili anche strutture simili a setole (sete), che vengono utilizzate per la locomozione. Questo gruppo comprende i lombrichi, le sanguisughe e i meno noti policheti. Vi è inoltre un gruppo di animali dalla posizione incerta, che vengono considerati come una classe di anellidi, mentre talvolta vengono classificati nei due phyla degli echiuri e dei pogonofori; lo stesso si può dire di due gruppi minori all'interno dei policheti, che a volte vengono considerati come le classi autonome degli archianellidi e dei mizostomidi. 8700 specie.

Phylum sipunculi

Comprende vermi marini di medie dimensioni (sono lunghi circa 3 cm), caratterizzati da corpo sacciforme e da una lunga proboscide. Ricordano anellidi semplificati. 250 specie.

Phylum molluschi

Secondo phylum animale per numero di specie, comprende le lumache e le vongole. I molluschi hanno tipicamente una conchiglia rigida e corpo molle. Si osservano poche tracce di metameria e il celoma è piccolo; la cavità principale del corpo è parte del sistema circolatorio. Alcune forme, come i polpi e i calamari, raggiungono dimensioni notevoli. Sono divisi in sette classi: aplacofori, poliplacofori, monoplacofori, gasteropodi, bivalvi, cefalopodi e scafopodi. 50.000 specie.

Phylum artropodi

Comprende animali con corpo rivestito da uno scheletro rigido e articolato. È il più grande phylum animale, grazie al gran numero di specie di insetti esistenti. Sono animali abbondanti e di successo in quasi tutti gli habitat. Il loro corpo è segmentato e il celoma è ridotto. Gli onicofori, i tardigradi e i pentastomidi sono tre piccoli gruppi intermedi, a volte compresi tra gli artropodi e a volte considerati un phylum a parte. Le classi di artropodi più evoluti possono essere raggruppate anche nel modo seguente: i mandibolati comprendono artropodi dotati di mandibole, cioè i crostacei (aragoste, granchi e simili), i miriapodi (chilopodi e millepiedi) e gli insetti; i chelicerati sono artropodi dotati di appendici boccali chiamate cheliceri e comprendono i picnogonidi (ragni di mare), i merostomi (xifosuri) e gli aracnoidei (ragni e simili). Più di 50.000 specie.

Celomati: deuterostomi

Questo grande gruppo comprende tutti gli animali evolutivamente più avanzati di quelli descritti in precedenza.

Phylum chetognati

Comprende piccoli animali marini, molto attivi, di derivazione incerta. 50 specie.

Phylum echinodermi

Il termine echinodermi significa "con pelle spinosa". In questo gruppo sono comprese specie esclusivamente marine, come le stelle marine e i cetrioli di mare. Si muovono lentamente ed esclusivamente per mezzo di appendici chiamate pedicelli ambulacrali. Ne esistono cinque classi: crinoidei, asteroidei (stelle marine), ofiuroidei (stelle serpentine), echinoidei (ricci di mare) e oloturoidei (cetrioli di mare). 6000 specie.

Phylum emicordati

Comprende animali marini semplici, vermiformi, vicini ai cordati per alcune caratteristiche: tracce di una probabile notocorda, un cordone nervoso dorsale, e un sistema di fessure branchiali. Le larve, invece, indicano un legame con gli echinodermi. 230 specie.

Phylum cordati 

Comprende i vertebrati e alcuni invertebrati a essi correlati. Sono caratterizzati dalla presenza, in almeno uno stadio vitale, della notocorda: un cordone rigido, posto dorsalmente all'intestino. Nei vertebrati la notocorda, presente a livello embrionale, allo stadio adulto viene sostituita dalla colonna vertebrale. I cordati invertebrati sono divisi nei due subphyla dei tunicati e dei cefalocordati. I tunicati comprendono le ascidie; allo stadio larvale presentano la notocorda e sono liberamente natanti, mentre da adulti vivono aderendo a un substrato e si nutrono filtrando le particelle alimentari attraverso le fessure branchiali. Sono tutti marini e ne esistono circa 1300 specie. I cefalocordati comprendono, invece, l'anfiosso e assomigliano a pesci semplificati; vivono in mare e sono anch'essi animali filtratori. Circa 25 specie.

I rimanenti cordati, appartenenti al subphylum dei vertebrati, comprendono 42.000 specie, di cui la metà sono pesci. Nonostante il suo grande successo evolutivo, questo gruppo viene superato in numero di specie dagli artropodi e dai molluschi. Generalmente si riconoscono sette classi. Tre di queste, gli agnati, i condroitti e gli osteitti, sono classi di pesci. Gli anfibi comprendono forme semiacquatiche come salamandre, rane e rospi. La classe dei rettili è la meglio adattata alla vita sulla terraferma e comprende tartarughe, lucertole e coccodrilli. La classe degli uccelli è particolarmente interessante per l'evoluzione degli adattamenti al volo. La classe dei mammiferi è caratterizzata dalla presenza di peli e di ghiandole mammarie che secernono il latte. Entrambe queste ultime classi comprendono solo animali a sangue caldo.

Gli animali nell'ecosistema

Grazie ai loro differenziamenti, gli animali sono in grado di occupare numerose nicchie ecologiche, caratterizzate da risorse alimentari anche molto diverse (Ecologia). Gli animali erbivori formano un anello fondamentale della catena alimentare, in quanto vengono mangiati dai carnivori, che a loro volta costituiscono l'alimento di base per altri carnivori. Altri animali sono, invece, parassiti, saprofiti o si nutrono di sedimenti. Per la ricerca e l'ingestione del cibo, molti animali presentano adattamenti particolari, come recettori sensoriali e strutture masticatorie (ad esempio, i denti). La dieta degli animali può essere in certi casi estremamente varia, in altri molto specifica. Gli animali competono fra loro quando vi è scarsità di risorse, quali il cibo e lo spazio vitale. Le interazioni esistenti tra prede e predatori influenzano l'evoluzione parallela di entrambe queste componenti dell'ecosistema; in altre parole, l'evoluzione della preda avviene in parallelo a quella dei predatori. Talvolta tra gli animali si instaurano rapporti di interazione molto stretti, in cui vengono mantenuti equilibri sottili. Alcuni parassiti, ad esempio, danneggiano i propri ospiti, senza tuttavia arrivare a ucciderli; esistono, inoltre, animali che vivono in simbiosi mutualistiche con altri organismi, in condizioni di sostanziale condivisione delle risorse. Anche tra piante e animali si possono instaurare rapporti di cooperazione, dal momento che le piante forniscono il nutrimento a molti animali, mentre questi ultimi possono favorire l'impollinazione o la dispersione dei semi. Gli animali sopravvivono e si riproducono grazie a una grande varietà di strategie. Generalmente la riproduzione è copiosa quando l'ecosistema è ricco di sostanze nutritive; quando vi è, invece, grande competizione per il cibo, gli animali tendono a utilizzare le risorse in modo più parsimonioso e ad avere cura dei piccoli per un periodo di tempo più lungo. Quando l'ecosistema è stabile, come ai tropici, la competizione porta a cicli vitali complessi e ad adattamenti complicati, sia nel corpo, sia nel comportamento (Comportamento animale). Lo spostamento da un posto a un altro è una strategia comune a molti animali per cercare nuove fonti di cibo, evitare i predatori e riprodursi più efficacemente. Grazie ai comportamenti migratori gli uccelli e altri animali riescono a nutrirsi e a riprodursi nella stagione in cui il cibo è più abbondante. Gli spostamenti degli animali sono limitati solo dalla presenza di cibo, dal terreno e dalle singole capacità di locomozione. Ciascun habitat è caratterizzato da una fauna specifica (biogeografia animale).

Gli animali nella comunità umana

Dalla sua comparsa sulla Terra, l'uomo ha sempre vissuto in stretta associazione con gli altri animali. L'uomo primitivo era, infatti, essenzialmente un cacciatore che dipendeva dalle altre forme di vita animale per procurarsi cibo e vestiti. La vita degli animali non rappresentava, tuttavia, soltanto un mezzo di sostentamento: in essi gli uomini primitivi trovavano, infatti, anche una forma di piacere estetico e di forza spirituale, di cui sono prova i notevoli dipinti delle popolazioni del Paleolitico, rinvenuti nella grotta di Lascaux nella Francia meridionale. Anche le società umane presentano tracce di queste relazioni. Il richiamo estetico degli animali è evidente nei mosaici e negli affreschi dell'antico Egitto e di tutto il mondo classico, nelle pitture dei maestri del Rinascimento e in innumerevoli opere artistiche più recenti. Il rapporto dell'uomo con gli animali si riflette, inoltre, nel folclore, nelle favole e nelle storie per bambini che hanno come protagonisti numerosi animali antropomorfi. Oggi l'uomo utilizza ancora gli animali per gran parte della propria alimentazione. Nelle pratiche agricole moderne, gli animali allevati sono per lo più domestici. Gli animali acquatici, come pesci e crostacei, vengono, invece, cacciati dall'uomo allo stato selvatico. Il grande sfruttamento indiscriminato di queste risorse ha, tuttavia, ridotto enormemente la varietà degli organismi viventi in numerosi habitat, contribuendo ad aumentare il numero delle specie in estinzione. Con la trasformazione dell'uomo da cacciatore ad agricoltore, cambiarono anche le relazioni tra gli uomini e gli animali. Vennero, ad esempio, sterminati gli animali che predavano le mandrie o distruggevano i raccolti; inoltre le modificazioni introdotte nel paesaggio dalle nuove pratiche agricole fecero scomparire l'habitat di molte specie animali e vegetali. Quando, invece, gli uomini iniziarono a dare vita ai primi grandi insediamenti urbani, si moltiplicarono specie come i ratti, che vivono dei rifiuti dell'uomo e sono pericolosi veicoli di malattie. Al benessere dell'uomo, oltre agli animali da allevamento (Zootecnia), hanno contribuito anche tutti gli animali utilizzati dalla ricerca medica per sviluppare farmaci e combattere le malattie dell'uomo. Nella continua espansione delle attività dell'uomo sulla terra, gli ambienti e gli habitat di molti animali vengono sempre più ridotti, nonché inquinati. Se questa tendenza non si inverte, gran parte della vita animale sulla Terra rischia l'estinzione.