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GUIDA

GUIDA

HACCP

 

A cura del Tecnico della Prevenzione Palmisano Marcello

 

Informazioni sul decreto legislativo 155/97

 

Il decreto legislativo 155/97, attuazione della direttiva 93/43/CE, stabilisce le norme generali sull’igiene dei prodotti alimentari e le modalità di osservanza ed applicazione di tali norme.

                                                                           

Chi riguarda?

 

E’ interessato ogni soggetto pubblico o privato (con o senza scopo di lucro) che esercita una o più delle seguenti attività, dove è presente almeno un prodotto alimentare, alcuni esempi:

 

BAR - GELATERIE - PASTICCERIE - FORNI - RISTORANTI - PIZZERIE - ALBERGHI CON CUCINA - MENSE - FAST FOOOD - CATERING - GASTRONOMIE - ALIMENTARI - SUPERMERCATI - MACELLERIE - PESCHERIE - FRUTTA E VERDURA - INGROSSI DI PRODOTTI ALIMENTARI - AMBULANTI DI PRODOTTI ALIMENTARI.

 

oltre, naturalmente, a tutte le aziende di:

 

PRODUZIONE - TRASFORMAZIONE - CONFEZIONAMENTO  - DEPOSITO - DISTRIBUZIONE e TRASPORTO di prodotti alimentari.

 

Sono quindi escluse soltanto le fasi di produzione primaria in particolare la raccolta, la macellazione e la mungitura.

 

Cosa si deve fare?

 

Il responsabile dell’attività, o la persona da lui specificatamente delegata, deve garantire che tutti i processi lavorativi avvengano in modo igienico ed in particolare deve individuare quali fasi del processo produttivo possano rivelarsi critiche per la sicurezza degli alimenti e deve predisporre interventi preventivi specifici per il controllo dei rischi connessi.

 

La metodologia utilizzata per l’analisi dei rischi ed il controllo dei punti critici è detta H.A.C.C.P. (Hazard Analysis and Critical Control Point) e si basa sulla scomposizione dell’intero processo produttivo in singole fasi e nella identificazione e valutazione dei punti critici per il controllo preventivo dei rischi connessi. Lo strumento migliore per la gestione del sistema è la stesura di un piano di autocontrollo aziendale dove verranno riportate le informazioni concernenti la natura, la frequenza e i risultati dell’analisi dei rischi e delle procedure di controllo. Il responsabile deve mantenere il documento correttamente aggiornato a disposizione dell’autorità competente preposta al controllo sanitario.

 

Dal momento che nessun piano di autocontrollo aziendale può essere efficace se non viene condiviso da tutto il personale il D.L.vo 155/97 al Cap.X prevede che i responsabili dell’attività debbano assicurare la formazione degli addetti in materia di igiene degli alimenti in relazione al tipo di attività.

 

Principali adempimenti

 

NOMINA DEL RESPONSABILE DEL PIANO DI AUTOCONTROLLO:

di norma sarà il titolare o altro personale, avente idonea capacità, che dovrà organizzare, coordinare e controllare la sicurezza dal punto di vista igienico-sanitario dei prodotti alimentari e dei processi lavorativi nell’azienda.

 

PREDISPOSIZIONE DEL PIANO DI AUTOCONTROLLO (applicando il sistema HACCP):

il responsabile del Piano di Autocontrollo effettua una verifica sulla organizzazione delle lavorazioni, sulle attrezzature utilizzate in tema di corretta prassi igienico-sanitaria e sicurezza del prodotto alimentare individuando possibili PUNTI DI RISCHIO di contaminazione od alterazione degli alimenti quindi, sulla base di tale rivelazione, redige il piano di autocontrollo aziendale.

 

APPLICAZIONE DEL PIANO DI AUTOCONTROLLO:

Il responsabile del Piano di Autocontrollo applica tutte le operazioni ed i controlli previsti dal Piano Aziendale (esempio: controllo temperature frigoriferi, controllo fornitori, applicazione procedure di sanificazione, eventuali analisi a campione da effettuare presso un Laboratorio abilitato) segnalando ed intervenendo su ogni situazione anomala riscontrata.

 

ADEGUAMENTO DEI LOCALI E DELLE ATTREZZATURE AI REQUISITI RICHIESTI:

verifica ed eventuale adeguamento di locali ed attrezzature alla nuova normativa ed a quelle precedentemente esistenti in materia igienico - sanitaria.

 

FORMAZIONE DEGLI ADDETTI ALLE LAVORAZIONI:

il datore di lavoro ed il responsabile del piano provvedono alla formazione dei lavoratori sulla normativa igienico - sanitaria, sui punti critici di rischio, sul piano di autocontrollo, sulle procedure di pulizia e sanificazione e sull’igiene personale.

 

MANUALE DI CORRETTA PRASSI IGIENICA DI SETTORE:

uso volontario del manuale di corretta prassi igienica di settore predisposto dalle associazioni e approvato dal Ministero della Sanità

 

RELAZIONE SULLA INDIVIDUAZIONE E CONTROLLO PUNTI CRITICI

SISTEMA HACCP

 

Deve essere applicato un programma di Autocontrollo impostato, concordato e controllato dal Servizio Veterinario competente. Il sopra menzionato Programma di Autocontrollo si sviluppa in varie fasi:

 

CONTROLLO POTABILITA’ DELLE ACQUE

 

CONTROLLO ANIMALI INDESIDERATI

 

CONTROLLO SANITARIO DEL PERSONALE

 

CONTROLLO DELLE TEMPERATURE

 

PROTOCOLLO SCRITTO DELLE OPERAZIONI DI PULIZIA E DISINFEZIONE

 

CONTROLLO SULLE VARIE FASI DI LAVORAZIONE

 

CONTROLLO POTABILITA’ DELLE ACQUE

Il controllo della potabilità delle acque utilizzate per i procedimenti tecnologici e per le fasi di pulizia, viene effettuato con campioni annuali prelevati dai preposti laboratori ufficiali P.M.P. con parametri conformi alla Direttiva CEE 80/778 ed ai sensi del DPR 236/88.

 

CONTROLLO ANIMALI INDESIDERATI

Il controllo animali indesiderati viene effettuato con programma e relazione di personale interno responsabile effettuato settimanalmente mediante utilizzo di idonee esche autorizzate.

 

CONTROLLO SANITARIO DEL PERSONALE

Il controllo sanitario del personale viene attuato con piano di rinnovo Libretti di Idoneità Sanitaria, piano di controllo relativo all’igiene degli indumenti da lavoro con gestione interna del lavaggio degli stessi e programma di verifica periodica settimanale, ad opera del personale responsabile della ditta, delle condizioni igieniche dei servizi e degli spogliatoi dei dipendenti secondo schema predisposto. Disponibilità a seguire corsi di Educazione Sanitaria eventualmente propostici dall’Azienda U.S.S.L. o da Associazioni di categoria.

 

CONTROLLO DELLE TEMPERATURE

Il controllo delle temperature di stoccaggio delle merci e di cottura è attuato con registrazione giornaliera dei valori rilevati sia per le celle di stoccaggio delle materie prime, prodotti finiti freschi, forno di cottura e locali di sezionamento e lavorazione opportunamente termizzati. La consegna della merce viene effettuata con automezzi opportunamente coibentati e termizzati.

 

PROTOCOLLO SCRITTO DELLE OPERAZIONI DI PULIZIA E DISINFEZIONE

Il protocollo scritto delle operazioni di pulizia e disinfezione indicante la frequenza, le procedure delle attività di pulizia per ciascun locale, attrezzatura e macchinario con specifica dei detergenti e dei disinfettanti, regolarmente registrati presso il Ministero della Sanità, utilizzati. Il cartello indicante le modalità di cui sopra è appeso alla visione del personale e le operazioni di igienizzazione vengono seguite a fine ciclo lavorativo direttamente dal titolare stesso. Il programma deve prevede anche dei controlli microbiologici ( tamponi ambientali ) e controlli visivi ( con liste di controllo ) per valutare l’efficacia dei sistemi adottati.


CONTROLLO SULLE VARIE FASI DI LAVORAZIONE

Questo punto si sviluppa in varie fasi:

 

Controllo sulla materia prima con la valutazione delle caratteristiche igieniche e qualitative delle carni in arrivo con uno schema di controllo che prende in considerazione sia le condizioni dell’automezzo che le condizioni delle carni stesse.

Selezione delle materie prime acquistando solo ed esclusivamente carni di provenienza nazionale da macelli autorizzati CEE

 

Controlli sulla produzione realizzando schemi di flusso per ogni prodotto e per ogni fase di lavorazione individuando i punti critici e le azioni per prevenirli, evitando l’incrocio di linee di produzione diverse in tempi medesimi di lavoro.

Controllo batteriologico, eseguito con un Laboratorio di Analisi  regolarmente autorizzato dal Ministero della Sanità, secondo un piano concordato con il Servizio Veterinario che vi permette alla fine, dei vari cicli produttivi, di avere conferma della salubrità dell’alimento finale. I controlli microbiologici vengono eseguiti sia sulla materia prima introdotta, sia sulle sostanze additive utilizzate quali budelli, spezie e droghe.

 

PROCEDURA DI COMPORTAMENTO PER IL RITIRO DAL MERCATO DI PRODOTTI RISULTATI NON CONFORMI AI PIANI DI AUTOCONTROLLO:

 

le varie partite lavorate vengono individuate con il numero di lotto indicante giorno, mese e anno relativo alla data di lavorazione mediante l’applicazione di un sigillo subito dopo la loro produzione.

Tutti i prodotti depositati nelle celle sono così individuabili. Per affrontare qualsiasi eventuale possibilità abbiamo, inoltre, una copertura assicurativa per RC Prodotti legata al fatturato annuo.


INDIVIDUAZIONE E CONTROLLO DEI PUNTI CRITICI ( sistema HCCP):


mediante una planimetria dello stabile vengono identificate tutte le diverse linee di produzione. Attraverso un’ azione di controllo si verifica che le stesse linee di produzione non si sovrappongano in quanto questo è fonte di rischi. Gli eventuali rischi vengono individuati, valutati e vengono definite le misure per tenerli sotto controllo. Vengono inoltre definite le modalità di sorveglianza e di controllo dei ccp con indicazione dei limiti critici per i parametri da tenere sotto controllo.

 

HACCP - Disposizioni generali della normativa

 

Il Decreto legislativo 155/97 impone a tutte le aziende agro-alimentari di realizzare un sistema di autocontrollo igienico sanitario documentato, secondo i principi del metodo Haccp.

Il campo di applicazione del decreto esclude la produzione primaria: tutte le fasi produttive fino alla raccolta compresa.

 

Gli obblighi del titolare dell'azienda

 

Gli obblighi del titolare dell'azienda sono:

attivare un sistema di autocontrollo basato sul metodo Haccp

documentare tale sistema e mettere a disposizione delle autorità competenti la relativa documentazione

attenersi alle prescrizioni indicate negli allegati del D.lgs 155/97

istituire e mantenere un sistema di identificazione e rintracciabilità dei prodotti al fine di ritirarli dal mercato, quando necessario.

 

HACCP - Significato del termine HACCP

Haccp è un acronimo per:

H = Hazard           A = Analysis         C = Critical           C = Control          P = Point

 

 HACCP - Significato del termine HACCP

 

La sigla è composta di due parti:

Ha = Analisi dei rischi. Non tutti i rischi devono essere messi sotto controllo, ma solo quelli essenziali perché gravi e probabili. Si introduce il concetto di gravità del rischio che è il risultato della moltiplicazione della gravità di un pericolo per la sua probabilità di insorgenza.

CCP = Individuazione dei punti critici relativamente al controllo. Non bisogna prevenire tutto e sempre. Ma individuare i punti nei quali le misure di prevenzione e controllo sono più efficaci e più efficienti.

 

HACCP - Perché documentare il sistema di autocontrollo

 

Non è possibile tenere tutto a mente. Predisporre un sistema di registrazioni organizzato garantisce efficacia e risparmio di tempo.

 

Chiarisce gli obiettivi e garantisce la costante attuazione del programma di attività.

 

Facilita la comunicazione aziendale (p.esempio le istruzioni).

 

Favorisce (permette) le azioni di verifica e riesame.

 

Permette la vigilanza interna e degli Organi Ispettivi (Asl).

Dimostra la buona fede del Titolare.

 

HACCP - La documentazione aziendale 

 

 

HACCP - La documentazione aziendale

 

La documentazione aziendale deve essere:

essenziale

sintetica

chiara

specifica (personalizzata)

semplice da gestire

 

LOCALI ED ATTREZZATURE
Lay-out aziendale (logistica del processo)

identificazione locali ed impianti

rapporto con l’esterno

flussi

informazioni particolari

Elenco dei locali ed impianti

Elenco delle autorizzazioni sanitarie (Asl)

Eventuali istruzioni, check list, appunti

 

I PRODOTTI

Nome

Ingredienti,componenti, additivi

Modalità di utilizzo

Modalità di imballaggio

Etichettatura

Modalità di conservazione e scadenza

Commercializzazione e destinazione

 

ANALISI DEI PERICOLI

Fattori a rischio Biologici:

 

Virus

Batteri

Muffe

ecc..

 

Fattori a rischio Chimici

 

Residui di fitofarmaci

Residui di additivi

Detersivi

Contaminanti ambientali

ecc..

 

Fattori a rischio Fisici

 

Frammenti di vetro

Frammenti di palstica

Sassi

Ecc..

 

PROCEDURE TRASVERSALI O DELOCALIZZATE

 

Approvvigionamento idrico

 

Procedure di disinfestazione

 

Procedure di manutenzione attrezzature

 

Procedure di pulizia e sanificazione

 

Procedure di taratura strumenti di       autocontrollo

 

Piani di formazione ed addestramento

 

Gestione igienica dei trasporti

 

Gestione igienica dello smaltimento rifiuti

 

I CCP

Una fase in corrispondenza della quale è essenziale esercitare un'attività per prevenire, eliminare o ridurre a livelli accettabili un richio è definita CCP. Non è detto che in tutti i processi produttivi sia possibile identificare un punto critico e se identificati sono in numero limitato.

Quando è identificato un punto critico, occorre una procedura di monitoraggio i cui risultati verranno registrati e conservati, definire i limiti critici e le misure correttive.

  

  

ALBERO DELLE DECISIONI

 

  

HACCP - I metodi di garanzia sono essenzialmente tre:

CCP: Il monitoraggio sistematico con la determinazione dei limiti e la loro registrazione (documentazione);

GMP (Good Manifacturing practices): suggerimenti operativi ed addestramento - gli automatismi non sono registrati;

CONTROLLI PREVENTIVI DOCUMENTATI: monitoraggi preventivi utili, non determinanti come i CCP,ma che è opportuno registrare.

 

 

I sette principi base

 

1. identificare i pericoli potenziali associati alla produzione di un alimento in tutte le sue fasi, dalla coltivazione, lavorazione, manifattura e distribuzione, fino al punto di consumo. Valutare la probabilità di evenienza dei pericoli ed identificare le misure preventive per il loro controllo;

2. determinare i punti/procedure/passi operativi che possono essere controllati per eliminare i pericoli o ridurre la loro probabilità di evenienza - Punti critici di controllo (CCP);

3. determinare i limiti critici che possano essere rispettati per assicurare che il CCP sia sotto controllo;

4. determinare un sistema per il monitoraggio del controllo del CCP tramite prove programmate od osservazioni;

5. determinare azioni correttive che devono essere intraprese quando il monitoraggio indica che un particolare CCP non è sotto controllo;

6. determinare procedure di verifica che includano prove supplementari e procedure per verificare che il sistema HACCP stia funzionando efficacemente;

7. determinare la documentazione inerente tutte le procedure e tutti i dati da conservare, adeguata a questi principi ed alla loro applicazione. 

 

Il percorso logico

La realizzazione del sistema HACCP aziendale, d'altra parte, necessita di una serie di attività operative. In particolare, il percorso logico attraverso il quale è possibile l'implementazione di un sistema di garanzia della sicurezza e salubrità dei prodotti alimentari si articola in 14 passi così come indicato nello schema

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

L'approccio Fondato Sui Punti Critici Di Controllo Caratterizza Il Sistema HACCP.

Un punto critico di controllo (CCP) è qualunque operazione, passo o procedura dove è necessario predisporre un controllo al fine di eliminare, prevenire o ridurre a livelli accettabili un pericolo per la sicurezza dell'alimento. Per l'individuazione dei punti critici di controllo si suggerisce l'applicazione della tecnica dell'albero delle decisioni che risponde a quattro domande fondamentali.

 

 

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A cura del Tecnico della Prevenzione Palmisano Marcello