PIANO SEMPLIFICATO PER RISTORANTE: PUNTO PRIMO

Il primo punto di un piano semplificato è la individuazione di tutte le fasi di lavorazione: in pratica dovrà essere compilato un minuzioso diagramma di flusso.

Facciamo un esempio:

ricevimento merce-stoccaggio (in dispensa- frigorifero - congelatore)-preparazione alimenti (cottura/ cottura - congelamento/ cottura - refrigerazione)-servizio

PIANO SEMPLIFICATO PER RISTORANTE: PUNTO SECONDO

Il secondo punto di un piano semplificato è lo stabilire quali sono le misure di prevenzione da attuare, utilizzando non i CCP ma secondo le norme di corretta prassi igienica.

Di ciascuna fase il gestore dovrà individuare quali sono le azioni di prevenzione da eseguire, da applicare, ad esempio per quanto riguarda la conservazione degli alimenti deperibili il gestore individuerà nel controllo della temperatura una corretta prassi igienica.

PIANO SEMPLIFICATO PER RISTORANTE: PUNTO TERZO

Il terzo punto di un piano semplificato è lo stabilire come controllare che le misure di buona lavorazione che abbiamo deciso siano veramente applicate e risultino igieniche, valide.

Sempre usando come esempio la conservazione degli alimenti deperibili, il gestore dovrà decidere di controllare la temperatura dei frigoriferi una o più volte al giorno. Inoltre decide di compiere la misura con un termometro. Infine il gestore decide che ogni 3 mesi controlla che le attrezzature.

PIANO SEMPLIFICATO PER RISTORANTE: PUNTO QUARTO

Il quarto punto di un piano semplificato è la decisione di quello che si deve fare quando succede qualcosa di irregolare.

Ad esempio se durante il controllo di un frigorifero risulta che la temperatura non è stata rispettata, il gestore dovrà già aver deciso come comportarsi.

Potrebbe aver deciso che in caso di superamento della temperatura di pochi gradi l'azione da compiere sarà solo quella di riportare nel più breve tempo possibile il frigo in temperatura.

Se invece il superamento è superiore ai 20 gradi potrà aver deciso che gli alimenti sono da eliminare.

PIANO SEMPLIFICATO PER RISTORANTE: PUNTO QUINTO

Il quinto punto di un piano semplificato è la registrazione, cioè lo scrivere, le situazioni di non conformità. Ciò significa che solo nei casi di errore delle procedure il gestore dovrà scrivere, lasciare traccia scritta.

Inoltre dovrà scrivere cosa ha fatto per eliminare l'inconveniente.

CHI VUOLE UN PIANO SEMPLIFICATO?

A partire da novembre sarà a disposizione un nuovo servizio gratuito.

Chi si registrerà e chiederà di ricevere un piano standard, cioè un piano tipo che poi ognuno può adattare alla sua realtà, delle seguenti attività:

-bar

-ristorante

-generi alimentari

PIANO DI AUTOCONTROLLO NON SEMPLIFICATO

Chi invece dovrà fare il piano vero e proprio dovrà seguire le seguenti indicazioni:

- analizzare i pericoli

- fissare i punti critici e i limiti critici

- registrare tutti i controllo

Il quesito è: ma se faccio tutto questo e il servizio pubblico che controlla non è d'accordo, cosa faccio?

La legge è chiara: il controllore fornirà le indicazioni e prescriverà un periodo di tempo non inferiore ai 120 giorni per adeguarsi a quanto prescritto.

Altra domanda: e se chi controlla non è d'accordo coi limiti critici e le azioni correttive?

La risposta è uguale alla precedente.

PARTE GENERALE DEL PIANO DI AUTOCONTROLLO

QUALI CCP SCEGLIERE

E' difficile stabilire una serie di punti critici che vadano bene per tutti, ma alcuni punti minimi che vanno bene per tutti li possiamo individuare.

Possiamo ritenere che:

il controllo delle temperature di conservazione (frigoriferi e congelatori) è sicuramente un punto critico di controllo, perché la buona conservazione impedisce la moltiplicazione microbica e quindi annulla i pericoli microbici;

la pulizia di attrezzature e locali è sicuramente un punto critico di controllo in quanto la pulizia allontana i microbi e quindi impedisce che i microbi contaminino gli alimenti;

Questi due punti sono validi e valgono per tutti, e li affronteremo nei prossimi paragrafi.

Volendo si potranno aggiungere altri punti di controllo quali ad esempio:

la cottura, il congelamento, il decongelamento.

Ora noi ci accontenteremo del minimo e considereremo la conservazione e la pulizia

PUNTO CRITICO TEMPERATURA DI CONSERVAZIONE ALIMENTI REFRIGERATI

LIMITI CRITICI

Il limitare le temperature che riteniamo essere CCP a quelle di conservazione è già uno sgravio di compiti.

D'altra parte è giusto che siano considerati CCP anche trattamenti termici quali la cottura, il riscaldamento dopo cottura, il raffreddamento, il congelamento, e lo decongelamento solo in grossi centri di preparazione dei pasti.

Nella nostra attività queste fasi non le considereremo dei veri CCP, ma li considereremo dei punti da salvaguardare con le buone pratiche di comportamento.

Per i prodotti freschi la temperatura di refrigerazione la riteniamo compresa fra 0 e 4°c.

AZIONI CORRETTIVE

Per i prodotti freschi con la temperatura di refrigerazione compresa fra 0 e 4°c, al superamento del limite critico si hanno differenti opzioni di comportamento.

Per temperature comprese fra 5 e 10 °c bisogna intervenire rapidamente riportando il frigorifero in temperatura.

Per temperatura comprese fra 11 e 19°c bisogna consumare entro 24 ore l'alimento e se possibile dopo averlo cotto.

Per temperature superiori a 20°c bisogna eliminare l'alimento.

MONITORAGGIO

Monitorare significa avere costantemente il polso della situazione, cioè sapere cosa sta succedendo. Sarebbe bello e forse utopico che ogni apparecchio frigorifero avesse una temperatura impostata e ogni volta che avviene un superamento si accende un allarme che ci segnala la disfunzione.

Per ora accontentiamoci di avere frigoriferi dotati di termometri e stabiliamo con quale frequenza verifichiamo la temperatura.

Possiamo ritenere sufficiente una frequenza di controllo così definita:

1) il controllo dell'operatore dovrà avvenire una volta al giorno (alle ore 10.00).

DOCUMENTAZIONE

Ora bisogna individuare un sistema di registrazione, cioè un sistema cartaceo che ci permetta di scrivere quello che noi abbiamo verificato e rimanga a disposizione degli organi di controllo

Prepariamo quindi delle semplicissime tabelle in cui consideriamo la data e altri fattori.

 Frigorifero numero …. Contenente alimenti da conservare a temperatura compresa fra 0 ec

Mese di …..

Temperatura misurata

Azione correttiva(se superato limite critico)

Firma di chi ha eseguito la misurazione delle ore …….

Firma di chi ha eseguito la misurazione alle ore….

Giorno

 

 

 

 

1

 

 

 

 

2

 

 

 

 

3

 

 

 

 

4

 

 

 

 

5

 

 

 

 

6

 

 

 

 

7

 

 

 

 

8

 

 

 

 

9

 

 

 

 

10

 

 

 

 

11

 

 

 

 

12

 

 

 

 

13

 

 

 

 

14

 

 

 

 

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16

 

 

 

 

17

 

 

 

 

18

 

 

 

 

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20

 

 

 

 

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30

 

 

 

 

31

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PUNTO CRITICO TEMPERATURA DI CONSERVAZIONE CONGELATI E SURGELATI

LIMITI CRITICI

Per i prodotti congelati e surgelati deve essere inferiore a -18°c.

AZIONI CORRETTIVE

Per questi prodotti la temperatura di conservazione deve essere inferiore a -18°c.

Per temperature comprese fra -18°c e -1°C bisogna intervenire rapidamente riportando il congelatore in temperatura.

Per temperatura comprese fra 0°c e 5°c bisogna consumare l'alimento, con eventuale cottura.

Per temperature superiori a 6°c bisogna eliminare l'alimento.

MONITORAGGIO

Monitorare significa avere costantemente il polso della situazione, cioè sapere cosa sta succedendo. Sarebbe bello e forse utopico che ogni apparecchio congelatore avesse una temperatura impostata e ogni volta che avviene un superamento si accende un allarme che ci segnala la disfunzione.

Per ora accontentiamoci di avere congelatori dotati di termometri e stabiliamo con quale frequenza verifichiamo la temperatura.

Possiamo ritenere sufficiente una frequenza di controllo così definita:

1) il controllo dell'operatore dovrà avvenire ogni 2 giorni (alle ore 10.00).

DOCUMENTAZIONE

Ora bisogna individuare un sistema di registrazione, cioè un sistema cartaceo che ci permetta di scrivere quello che noi abbiamo verificato e rimanga a disposizione degli organi di controllo.

Prepariamo quindi delle semplicissime tabelle in cui consideriamo la data e altri fattori.

Congelatore numero …. contenente alimenti da conservare a temperatura inferiore a -18°c

Mese di …..

Temperatura misurata

Azione correttiva(se superato limite critico)

Firma di chi ha eseguito la misurazione delle ore …….

 

Giorno

 

 

 

 

1

 

 

 

 

2

 

 

 

 

3

 

 

 

 

4

 

 

 

 

5

 

 

 

 

6

 

 

 

 

7

 

 

 

 

8

 

 

 

 

9

 

 

 

 

10

 

 

 

 

11

 

 

 

 

12

 

 

 

 

13

 

 

 

 

14

 

 

 

 

15

 

 

 

 

16

 

 

 

 

17

 

 

 

 

18

 

 

 

 

19

 

 

 

 

20

 

 

 

 

21

 

 

 

 

22

 

 

 

 

23

 

 

 

 

24

 

 

 

 

25

 

 

 

 

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PUNTO CRITICO PULIZIA

LIMITE CRITICO

La pulizia , cioè l'assenza di sporco che contiene microbi anche patogeni, non ha delle possibilità intermedie.

O una superficie è pulita o non è pulita.

Quindi il limite critico è la vera pulizia della superficie e dell'attrezzatura.

AZIONE CORRETTIVA

Quando si verifica che la superficie e l'attrezzatura non sono pulite, occorre ripetere l'operazione.

Quali sono i metodi per verificare se la pulizia è stata correttamente eseguita.

I metodi sono:

- passare un fazzoletto bianco sulla superficie

- passare un dito sulla superficie

- eseguire un tampone e verificare in laboratorio quale flora microbica si sviluppa

MONITORAGGIO

Monitorare significa avere costantemente il polso della situazione, cioè sapere cosa sta succedendo.

La pulizia deve essere pianificata, cioè occorre stabilire un piano di pulizia, indicando per ogni superficie o attrezzatura la frequenza di pulizia.

Poi bisogna ogni giorno registrare se il piano è stato effettivamente eseguito.

DOCUMENTAZIONE

Ora bisogna individuare un sistema di registrazione, cioè un sistema cartaceo che ci permetta di scrivere quello che noi abbiamo verificato e rimanga a disposizione degli organi di controllo.

Prepariamo quindi delle semplicissime tabelle in cui consideriamo la data e altri fattori.

PIANO DI PULIZIA

Nel piano bisogna indicare:

- cosa pulire

- ogni quanto pulire

cosa pulire                                           pulire ogni……..

Piano di lavoro 1

Giorno

 

Piano di lavoro 2

Giorno

 

Piano di lavoro 3

Giorno

 

Frigorifero 1

7 giorni

 

Frigorifero 2

7 giorni

 

Congelatore 1

15giorni

 

Congelatore 2

15 giorni

 

Fuochi di cottura

10 giorni

 

Friggitrice

10 giorni

 

Cuoci pasta

10 giorni

 

Cappa aspirante

10 giorni

 

Filtri cappa

10 giorni

 

Lavastoviglie

10 giorni

 

Tritacarne

Ogni giorno

 

Affettatrice

Ogni giorno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

cosa pulire                                           Pulire ogni ………..

Pavimenti cucina

Ogni giorno

 

Pareti cucina

Ogni 5 giorni

 

Soffitti cucina

Ogni 30 giorni

 

Vetri cucina

Ogni 7 giorni

 

 

 

 

Pavimento wc

Ogni giorno

 

Pareti wc

Ogni 5 giorni

 

Soffitto wc

Ogni 30 giorni

 

Vetri wc

Ogni 7 giorni

 

 

 

 

Pavimento refettorio

Ogni giorno

 

Pareti refettorio

Ogni 5 giorni

 

Soffitto refettorio

Ogni 30 giorni

 

Vetri refettorio

Ogni 7 giorni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA PER LA PULIZIA

Mese di …..

Ciò che era previsto dal piano di pulizia è stato eseguito: sì o no?

Azione correttiva(se una superficie o attrezzatura non è stata pulita bene)

Firma di chi ha eseguito la pulizia

 

Giorno

 

 

 

 

1

 

 

 

 

2

 

 

 

 

3

 

 

 

 

4

 

 

 

 

5

 

 

 

 

6

 

 

 

 

7

 

 

 

 

8

 

 

 

 

9

 

 

 

 

10

 

 

 

 

11

 

 

 

 

12

 

 

 

 

13

 

 

 

 

14

 

 

 

 

15

 

 

 

 

16

 

 

 

 

17

 

 

 

 

18

 

 

 

 

19

 

 

 

 

20

 

 

 

 

21

 

 

 

 

22

 

 

 

 

23

 

 

 

 

24

 

 

 

 

25

 

 

 

 

26

 

 

 

 

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