Segr.Naz Micologi UNPISI Giovanni Rossi
e-mail: micotec@libero.it
IL RUOLO DEL MICOLOGO NELLA STORIA
Le
prime annotazioni sull’uso alimentare dei funghi risalgano ai tempi classici e
pure il suo utilizzo come potente veleno per eliminare re, principi e papi.
Fra
gli episodi rimasti più famosi è da ricordare quello dell’avvelenamento
dell’imperatore Claudio da parte della moglie Agrippina utilizzando l’Amanita
phalloides.
Nel
medioevo fioriscono intorno ai funghi, che si ritengono appartenenti al mondo
delle streghe, credenze popolari circa l’uso di monete d’argento o aglio per
rendere innocui i funghi velenosi.
Alla
fine del 1700 in Italia nel Regno del Lombardo-Veneto inizia l’utilizzo dei
funghi nei mercati pubblici, perciò per motivi sanitari sono dettate le prime
regole:
In
un avviso pubblico emanato a Pavia si legge:
“…
essendo i funghi nella massima parte di natura velenosa ed insalubre resta
d’oggi proibita la vendita, se non previa visita dei medesimi da farsi da
persone perite e dal Regio Direttorio …”
Lo
Stato Pontificio nel 1837 adotterà provvedimenti simili a quelli della
Lombardia per la vendita dei funghi mettendo degli esperti nei mercati.
Si
può affermare, che in questo periodo ha origine la figura dell’Ispettore Micologo cui compito è di controllare i funghi prima
d’essere venduti al pubblico, garantendo la loro commestibilità.
Lo studio scientifico fa
importanti passi avanti: il botanico fiorentino Pietro Antonio Micheli
(1679-1737) attraverso l’uso del microscopio scopre le spore, poi grazie ad
altri illustri studiosi come lo svedese Elias Fries (1794-1878) e il famoso
abate trentino Giacomo Bresadola ( 1847-1929) la Micologia diventa una vera e
propria scienza.
In
Italia con il Regio Decreto N. 7045 del 03 agosto 1890 “Regolamento speciale
per la vigilanza igienica sugli alimenti” s’incomincia a disciplinare la
materia:
Art.
126 E’ vietata la vendita di funghi alterati, velenosi o sospetti di esserlo.
Art.
127 I Consigli Provinciali di Sanità redigeranno e pubblicheranno l’elenco dei
funghi velenosi della Provincia colle loro indicazioni caratteristiche ed i
nomi con cui sono comunemente conosciuti.
Il
Regolamento d’esecuzione della L. n°5849/1888 del 3 febbraio 1901 ,n. 45
all’art. 120 stabilisce che nei regolamenti locali d’igiene deve essere annessa
una lista di funghi mangerecci autorizzati alla vendita.
Per
svolgere il controllo micologico vengono utilizzati personale che svolge
l’attività di vigilanza sugli alimenti in particolare: Ufficiali Sanitari
coadiuvati dai Vigili Sanitari Comunali (1890) e successivamente dai Vigili
Sanitari Provinciali (1923).
La
situazione in Italia vede l’istituzione di rari corsi per l’attività di
micologia ispettiva.
Sul
piano dei controlli all’origine pochi sono i mercati generali, quasi tutti in
Italia settentrionale, che hanno un servizio comunale di controllo micologico.
A
causa del crescente numero di casi d’avvelenamenti e di mancanze di controlli
sanitari. Il Ministero della Sanità interviene con una sua Circolare n. 55 del
14 aprile 1966 richiedendo ad ogni ufficio incaricato della vigilanza la
formazione del personale per il controllo dei funghi.
A
tal fine sono istituiti alcuni corsi d’addestramento per il personale addetto
alla vigilanza igienico sanitaria sui funghi epigei.
E’
d’obbligo ricordarsi dei corsi tenuti a Trento sotto la direzione del Dr. Ing.
Bruno Cetto (1921-1991) uno dei maggiori esperti di Micologia italiano.
Ma
solo recentemente con la Legge quadro n. 352/93 e il suo regolamento DPR 376/95
viene disciplinato il settore a livello nazionale, prevedendo fra l’altro
l’istituzione presso ogni Azienda USL degli Ispettorati Micologici .
Il
DM 686/96 ha finalmente fissato i criteri e le modalità per il rilascio
dell’attestato di Micologo.
L’attestato
viene rilasciato dalle Regioni Provincie Autonome ed iscritti nei registri
regionali e nazionali.
IL MICOLOGO
PER LEGGE E’ UNA PERSONA ABILITATA AD EFFETTUARE L’ATTIVITA’ DI RICONOSCIMENTO
E CONTROLLO DEI FUNGHI EPIGEI SPONTANEI, NELL’AMBITO DI STRUTTURE PUBBLICHE E
PRIVATE
Per
quanto riguarda il Micologo nel S.S.N. questi operatori provengono generalmente
dalla professione sanitaria del Tecnico della Prevenzione (DM 58/97) essi
svolgono anche altre mansioni attinenti al proprio profilo professionale