DEVI VEDERLO ASSOLUTAMENTE ........http://www.ispettorimicologi.it/

PRONTUARIO DELLE SANZIONI

 

Home Page                                                                Guida

 

Le Regioni e Province autonome provvedono alla iscrizione dei micologi in registri regionali e il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali provvede alla redazione e pubblicazione in gazzetta ufficiale del registro nazionale dei micologi. Consulta il registro nazionale dei micologi, (ultimo aggiornamento D.M. 15 settembre 2009).

REGISTRO NAZIONALE MICOLOGI REGIONE PER REGIONE

 

 

L'ISPETTORATO MICOLOGICO DELLA ASL TARANTO DEL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

DIRETTORE DIPARTIMENTO Dott. Michele Conversano

DIRETTORE ALIMENTI E NUTRIZIONE Dott. Antonio Pesare

RESPONSABILE ISPETTORATO MICOLOGICO Dott. Giovanni D'Oria

Micologi : Palmisano Marcello, Perniola Giuseppe, Rizzi Roberto, Schifone Cosimo, Tria Michele

 

AGGIORNAMENTO MICOLOGI 2010 TRENTO

La Provincia Autonoma di Trento ha, quindi, affidato in gestione ad Accademia d’Impresa, Azienda speciale della Camera di Commercio I.A.A. di Trento, l’iniziativa: Attività primaria del micologo: determinazione dei funghi epigei, modalità e problematiche. Approfondimento di Gasteromiceti ed Ascomiceti. Seminario di aggiornamento per micologi:  23, 24, 25, 26 e 27 agosto 2010 scarica la scheda di iscrizione scarica il programma del corso di aggiornamento promossa in collaborazione con il Gruppo Micologico «G. Bresadola» di Trento, nel rispetto della vigente normativa (D.M. 29.11.1996 n. 686).

 

AGGIORNAMENTO MICOLOGI " 2° modulo Micotossicologia" 2010 PERUGIA

Molti micologi formati ai sensi del DM 686/96 sentono l’esigenza di approfondire le proprie conoscenze e soprattutto di accrescere le proprie competenze, relativamente allo studio microscopico dei funghi. Il corso, organizzato in tre moduli formativi ognuno della durata di cinque giorni, prevede la specializzazione nell’utilizzo del microscopio per il riconoscimento delle specie fungine più importanti da un punto di vista micotossicologico e sistematico. Il secondo, che qui proponiamo, e il terzo Modulo, prevedono approfondimenti microscopici relativamente agli aspetti igienico-sanitari, in particolare l’utilizzo del microscopio nei casi di sospetta intossicazione da funghi. I corsi saranno, inoltre, organizzati in modo da studiare i funghi la cui microscopia è particolarmente importante per la determinazione della specie. 13-14-15-16-17 settembre 2010.

 

*CENTRI ANTIVELENI IN ITALIA*

 

AGGIORNAMENTO MICOLOGI 2009 VILLA UMBRA

 

ecco noi

 

****************

 

GLOSSARIO MICOLOGICO ESSENZIALE

 

 

Galleria d'immagini sui Funghi

 

Link micologia

 

REGIONE PUGLIA LEGGE REGIONALE  n. 12 del 25 agosto 2003  (Disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati nel territorio regionale)

REGIONE PUGLIA LEGGE REGIONALE n. 14 del 15 maggio 2006 "Modifica alla L. R. 25 agosto 2003, n. 12 (Disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati nel territorio regionale)"

LEGGI NAZIONALI AD INTERESSE MICOLOGICO

 

AMANITA MUSCARIA a cura di Giorgio Samorini NAUTILUS C.P. 1311 - 10100 Torino Questi testi non sono sottoposti ad alcun copyright.

 

CORSO DI FORMAZIONE PER MICOLOGI Scuola Regionale di Sanità – Villa Umbra Pila, Perugia

Anno 2007/2008

 

 

Micologi Perugia 2008 Mosaico Mosaico Micologi Perugia 2008

 

I Prof tra gli alberi

Il calendario 2009 Micologi di Perugia

 

 

Ricette con i Frutti pregiati della terra

 

I FUNGHI AMICI O NEMICI ?

Visita anche

A.M.I.N.T.

 

                  Sito interamente dedicato alla micologia

 

Tutto sui Funghi

 

Elenco degli Ispettorati Micologici d'Italia

 

FACCIAMO UN TEST ONLINE PER VEDERE LA NOSTRA CONOSCENZA DELLA MICOLOGIA

 

IL REGNO FUNGI

Guida agaricaceae eterogenei - omogenei

 

STUDIO DELLE AMANITE

 

Video da scaricare

 

Conoscere le amanita       I principali generi            Il regno fungi

 

Autunno 2010 Campagna di prevenzione degli avvelenamenti da funghi

Ecco qualche semplice ma importante suggerimento per la sicurezza delle persone  e la salvaguardia dei boschi.

  • Non consumare mai dei funghi che non siano stati identificati con certezza (avvaletevi solo di micologi regolarmente abilitati alla cernita): un fungo dubbio si scarta SEMPRE!!!!

  • Non danneggiare i funghi velenosi o quelli che non si conoscono: svolgono indispensabili funzioni per il mantenimento dell'equilibrio biologico del bosco

  • I funghi si raccolgono interamente cioè completi di ogni loro parte e non tagliandoli alla base (questo ne facilita il riconoscimento)

  • Trasportare i funghi in contenitori rigidi ed aerati (cestini)

  • Non usare mai (è anche vietato) le inquinanti buste di plastica che rovinano i funghi e ne alterano le caratteristiche (potrebbero anche non essere più riconoscibili)
  • Non usare uncini, rastrelli o altri attrezzi per smuovere o grattare il sottobosco. Si danneggia irrimediabilmente lo strato di micelio che produce i nostri funghi.
  • Limitare la raccolta ai quantitativi di funghi necessari al consumo "risparmiando" gli esemplari troppo giovani (non hanno ancora prodotto i loro "semi") ed evitare quelli troppo vecchi o ammuffiti.
  • Non fidarsi del riconoscimento fatto esclusivamente con le tavole o con le foto di libri di funghi
  • Non trasportare insieme funghi commestibili e funghi sconosciuti o velenosi.
  • Non raccogliere i funghi, neanche se commestibili, che crescono lungo le strade, nelle discariche o in altri luoghi potenzialmente inquinati. Il fungo è una spugna che assorbe tutto quello che è presente nell'ambiente circostante.

I dati sinora disponibili in relazione alle intossicazioni da funghi sono frammentari ed incompleti. Si può affermare che, come è da attendersi, l'incidenza delle intossicazioni è strettamente correlata con l'andamento stagionale dei funghi, come pure è legata alla produttività dei carpofori.

L'efficacia terapeutica delle intossicazioni più gravi, in particolare quelle da amatossine, è strettamente legata alla tempestività dell'intervento medico come nel caso di intossicazioni da amatossine dove è fondamentale la diagnosi di sospetto e il rapido approccio terapeutico con diuresi forzata.

Nei casi non gravi di intossicazioni da funghi, che normalmente corrispondono a quelle con incubazione breve, è difficile individuare la specie fungina coinvolta oppure differenziare il quadro clinico dalle intolleranze alimentari o dalle tossinfezioni alimentari.

Il protocollo diagnostico-terapeutico attivato in regione Puglia, ha consentito di uniformare l'approccio ai soggetti con intossicazione da funghi. Se da una parte ci si augura che tutti i medici operanti in strutture sanitarie pubbliche o private attuino tale protocollo, d'altra parte si sente la necessità di una revisione dello stesso per adeguarlo alle più recenti conoscenze.

A tal riguardo vanno considerati i seguenti punti:

a) La diagnosi differenziale.

Le intossicazioni da funghi vengono inquadrate tra le gastroenteriti da sostanze esogene e devono essere distinte da forme di intolleranza alimentare e dalle tossinfezioni alimentari.

b) Le diverse competenze.

All'esordio la diagnosi è soltanto clinica. Solo il dosaggio dell'alfa-amanitina superiore a
10 ng/mL è in grado di discernere con sicurezza una intossicazione da amatossine ma allo stato attuale sono troppo pochi i casi che rientrano in tale situazione.

c) L'efficacia degli strumenti diagnostici.

Vi è la competenza del micologo che permette la diagnosi presuntiva della specie fungina coinvolta, e quella del medico che, considerando la clinica, definisce il quadro nosologico. Il laboratorio, salvo che per il dosaggio dell'amanitina, non è in grado di permettere una diagnosi esatta, anche se fornisce informazioni sulla funzionalità dei diversi organi.

d) Le nuove possibilità diagnostiche.

Il riscontro nei soggetti intossicati di orellanina è solo allo stato sperimentale, come pure l'isolamento in alcune specie fungine di sostanze dimostrate essere tossiche in animali da esperimento. La messa a punto di metodi sufficientemente rapidi e approntabili in tutti o nei principali laboratori clinici potrebbe consentire di ottenere metodi rapidi ed efficienti. In tal caso si dovrà tener conto anche del costo/beneficio di tale impostazione.

Nell'ambito del possibile danno connesso con l'alimentarsi quello da funghi è tra i più gravi ed è prevenibile o comunque arginabile se la diagnosi è il più precoce possibile. Tra gli avvelenati da funghi, il minor numero di pazienti presenta una sindrome patognomonica a latenza inferiore a
6 ore ed a prognosi fausta. La grande maggioranza dei pazienti invece accusa unicamente sintomi gastrointestinali a latenza inferiore a 16 ore e senza febbre, e questo quadro è condiviso dalla maggioranza di chi presenta le ben più frequenti intossicazioni alimentari di altra eziologia; la diagnosi differenziale clinica fra questi due gruppi talvolta è possibile per criteri epidemiologici, ma più spesso non è possibile (e questo vale anche quando i sintomi gastrointestinali si presentano dopo le 16 ore dal pasto). La presenza di lombalgia e/o poliuria-oligoanuria deve far sospettare il danno renale.

Solo una piccola parte delle numerosissime specie fungine è tossica, pur tuttavia ogni anno si rilevano in Italia numerosi casi di intossicazioni, anche mortali; ciò è dovuto principalmente alla completa superficialità del cercatore di funghi dilettante che raccoglie, e purtroppo consuma senza un serio controllo micologico, tutto ciò che gli sembra commestibile, senza rendersi conto del reale pericolo a cui va incontro.

La sintomatologia gastroenterica, nausea e ripetuti episodi di vomito e diarrea, compare con latenze intorno alle
2-3 ore, per funghi con modesta tossicità d'organo e quasi nulla mortalità; ben diversa è l'intossicazione da funghi che può manifestarsi con una sindrome tardiva superiore alle 6 ore ( 8-12), perché provoca una più alta incidenza di morbilità e mortalità.

I sintomi inizialmente possono mimare una gastroenterite di tipo influenzale, così che il paziente e lo stesso medico curante sottovalutano il rischio, e si ricorre all'ospedalizzazione ed alla cura tardivamente, compromettendo a volte in maniera irreparabile lo stato di salute.

Fra le sindromi a lunga incubazione si distinguono la sindrome falloidea (da Amanita phalloides, A. verna, A. virosa, Galerina autumnalis), la sindrome parafalloidea (da Lepiota helveola, L. brunneoincarnata, Entoloma lividum), sindrome gyromitriana (da Gyromitra esculenta) e la sindrome orellanica (da Cortinarius).

La più frequente è, di solito, l'intossicazione da amanita phalloides, la cui tossicità è legata alla presenza di amatossine che hanno come organo bersaglio il fegato; l'azione tossica si esplica con il blocco della sintesi delle proteine per inibizione del RNA polimerasi II e conseguente morte cellulare.

È sufficiente anche un solo cappello, pari a circa
20 gr, a determinare gravi intossicazioni che, inizialmente, sono caratterizzate da frequenti episodi di vomito, diarrea e dolori addominali con conseguente rapida comparsa di gravi stati di disidratazione e squilibri elettrolitici.

L'interessamento epatico, che si configura come una vera e propria epatite acuta, insorge dopo
24-48 ore dall'ingestione e, nei casi più gravi, può evolvere verso una gravissima insufficienza funzionale di tale organo, incompatibile con la vita.

Il danno renale è di solito secondario alla grave disidratazione, dovuta ai numerosi episodi di vomito e diarrea e non per un'azione diretta delle tossine sul rene.

Tutte le gastroenteriti che compaiono dopo ingestione di funghi non controllati, con una latenza superiore alle
6 ore, devono essere trattate il più precocemente possibile con la decontaminazione (lavanda gastrica, carbone a dosi ripetute e purgante salino) e con un'infusione di liquidi, pari a circa 1 litro ogni 10 Kg di peso corporeo, per garantire un'adeguata volemia, soprattutto a livello splancnico, in considerazione del fatto che il trattamento è tanto più efficace quanto più è precoce.

È opportuno cercare sempre residui dei funghi consumati, cotti o crudi, e inviare ai micologi anche campioni di aspirato gastrico, per avere la conferma sulla specie fungina responsabile dell'intossicazione .

Un campione di urine, prelevato prima dell'inizio dell'iperidratazione, consente di dosare l'amanitina urinaria, ad ulteriore conferma del dubbio diagnostico.

Malgrado la progressiva riduzione dei tassi di mortalità registrata negli ultimi
20 anni, la percentuale dei decessi per intossicazione da amatossine è comunque rilevante, ciò giustifica la continua ricerca di una terapia antidotica realmente efficace; al momento attuale non è disponibile alcun antidoto di cui sia stata dimostrata l'efficacia con studi controllati.

TERAPIA: Dato il lungo periodo di latenza e quindi la impossibilità di trattare il paziente precocemente, a nostro avviso la terapia più efficace è quella PREVENTIVA che si dovrebbe fare sia a livello di mass media che nelle scuole e in collaborazione con i centri di micologia. Fallita malauguratamente la prevenzione occorre uniformarsi ai criteri generali utilizzati per le intossicazioni da funghi e del trattamento delle insufficienze renali in genere anche di differenti origini.

La raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati è oggi disciplinata dalla legge
23 agosto 1993,n. 352, come modificata ed integrata dal Decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio 1995, n. 376, e dal decreto del Ministro della Sanità 29 novembre 1996, n. 686, che fissa i criteri e le modalità per il rilascio dell'attestato di micologo.

Accanto a questa normativa di carattere specifico (normativa primaria) ruotano una serie di disposizioni legislative di carattere generale (normativa secondaria) che sono indirettamente coinvolte nella preparazione, lavorazione, conservazione e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati,
Ci si intende riferire in particolare alla legge
30.4.1962, n. 283 (Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande), al D.P.R. 26.3.1980, n. 327 (Regolamento di esecuzione della legge 283/62), al D.Lgs. 26.5.1997, n. 155 (Igiene dei prodotti alimentari), al D.M. 27.2.1996, n. 209 (Additivi alimentari), al Reg. (CEE/2218/89 Limiti di contenuto di radioattività), al D.Lgs. 27.1.1992, n. 109 (Etichettatura dei prodotti alimentari) ed al D.Lgs. 3.3.1993,n. 123 (Controllo ufficiale dei prodotti alimentari)

Trattare gli argomenti concernenti le intossicazioni da funghi porti, inevitabilmente, ad affrontare anche l'argomento prevenzione.

L'annuale ripetersi di fatti drammatici, conseguenti ai più banali e superficiali comportamenti dovuti a un'insufficiente conoscenza della materia, pone l'obbligo di prendere in seria considerazione il problema dei modi d'agire, a vari livelli, per quanto concerne la commestibilità dei funghi.

Questo argomento è molto sentito nell'ambito della nostra Associazione e da tempo stiamo operando per giungere all'individuazione e alla composizione di un quadro operativo razionale.

L'attività formativa che abbiamo portato avanti nelle Scuole, seppure in maniera spontanea e non pianificata ma comunque efficace con i suoi oltre
10 anni d'esperienza, ci ha mostrato quanto i giovani possano essere recettivi di fronte ad argomentazioni serie ed illustrate con chiarezza.

Ancor più è emerso come il messaggio, raccolto dal giovane, venga da egli "veicolato" nell'ambito familiare, o comunque collettivo, riuscendo ad avviare un dibattito, e nella maggior parte dei casi un dialogo, anche con gli adulti che, sino ad allora, si comportavano come unici custodi di gelose "conoscenze" acquisite in maniera empirica e, purtroppo, sovente responsabili di conseguenze appunto drammatiche.

I funghi costituiscono un grande phylum di organismi (Regno Mycota o Fungi), una volta considerati parte dei vegetali, ma da cui si differenziano in quanto completamente privi di clorofilla (e plastidi) e perciò incapaci di trasformare le sostanze inorganiche in organiche.

Devono essere perciò parassiti o saprofiti. Sono talvolta unicellulari (lieviti) ma più frequentemente sono costituiti da cellule tra loro comunicanti, disposte linearmente in filamenti detti ife.

Queste possono intrecciarsi tra loro costituendo talvolta un ifenchima o falso tessuto. L'insieme di esse si dice micelio ed è immerso nel substrato (terreno, legno, letame) in cui i Funghi si sviluppano. Essi infatti si nutrono in genere per assorbimento, dopo digestione esterna mediante esoenzimi;

La parete cellulare è generalmente costituita da micosina, un polisaccaride affine alla chitina; la sostanza di riserva è il glicogeno. La riproduzione ha luogo in vario modo, spesso coesistendo nella stessa specie una riproduzione agamica ed una sessuata cui prelude, nelle specie superiori, la formazione di un corpo fruttifero che può avere dimensioni macroscopiche (funghi a cappello, tartufi). La scelta della via riproduttiva è fortemente legata alle condizioni ambientali: in condizioni estreme o di difficoltà viene sempre privilegiata la via sessuata, per ovvie ragioni di opportunità. In condizioni di agio invece si ha prevalenza della replicazione asessuata, più rapida e più adatta a colonizzare gli spazi in tempi brevi.

Le innumerevoli specie di funghi presentano tanto una grandissima importanza ecologica -poiché con i batteri hanno il compito delle trasformazioni della sostanza organica- quanto una valenza sia dal punto di vista pratico poiché alcuni di essi (a vita parassita) causano enormi danni ad altri organismi fitopatogeni, ad es.). Se si esclude la loro fondamentale importanza nella produzione di antibiotici, la loro valenza in ambito farmaceutico è limitata all'aspetto tossicologico e patologico e solo in pochi casi vengono impiegati prodotti erboristici direttamente derivati da funghi. Un'eccezione è costituita da alcuni prodotti di fermentazione di origine orientale (riso rosso fermentato) e dall'impiego di ceppi fungini nell'industria farmaceutica di sintesi (produzione di statine per il controllo del colesterolo, ad es.)

Ecologicamente importante la loro partecipazione alle simbiosi di tipo micorrizico, nelle radici di alcuni vegetali (Leguminosae, Ericaceae, ad es.).

Tassonomicamente il phylum è suddiviso in Ascomiceti, Basidiomiceti e altri gruppi di minore importanza tassonomica come gli Zygomiceti, cui appartengono molte muffe.

Ascomycota. Funghi terrestri con ife organizzate in miceli che si accrescono nel terreno. I principali generi sono: Penicillium, Aspergillus, Claviceps. Al momento della riproduzione producono corpi fruttiferi costituiti da ife intrecciate, sui quali è presente un imenio fertile costituito da sporangi a forma di sacco (aschi) nel quale ha luogo la meiosi e si formano le meiospore (di solito otto). Essi si formano per fusione di un anteridio maschile (funzionalmente analogo dell'antera delle piante superiori) e di un ascogonio femminile, portati dal medesimo individuo. La propagazione vegetativa per mezzo di conìdi o mitospore è molto diffusa ed attivata in funzione dello stato di stress nel quale il fungo si trova a vegetare. In condizioni particolarmente critiche, infatti, è sempre preferita la riproduzione sessuata, che garantisce migliori chances di sopravvivenza in chiave evolutiva, mentre in condizioni normali la riproduzione vegetativa è sempre preferita.

Gli aschi possono avere forma differente ed essere raccolti in tre tipi fondamentali di corpi fruttiferi: i cleistoteci, i periteci ed gli apoteci.

Affini agli ascomiceti sono i deuteromiceti o funghi imperfetti, nei quali prevale la riproduzione asessuata. Appartengono a questa categoria molti produttori di antibiotici e micotossine nonchè diversi patogeni della pelle (dermatofiti).


Basidiomycota. Pur essendo simili agli ascomiceti hanno sporangi differenti, detti basìdi, aventi forma clavata. Il basidio reca esternamente, sulla parte ingrossata superiormente o lateralmente, 4 spore portate da peduncoli detti sterigmi. Sono basidiomiceti la maggior parte dei funghi a cappello. Nella parte inferiore del cappello si trova l'imenio fertile, organizzato in genere in lamelle o tubuli che portano i basidi. Fanno parte del gruppo oltre 10.000 specie, tra cui molti funghi commestibili.

Tossicologia

Molte specie fungine sono altamente tossiche per l'organismo. I funghi velenosi, contenenti cioè sostanze tossiche per l'uomo, provocano, oltre ai comuni disturbi all'apparato gastro-enterico, sindromi caratteristiche di ciascuna specie. Le più comuni sono le seguenti: Sindrome livida o acroresinoide, causata da sostanze acroresinose che provocano vomito violento. Ai gravi fenomeni gastroenterici seguono alterazioni dello stato generale. Il quadro va poi attenuandosi e si risolve in pochi giorni. La letalità è modesta. Responsabile maggiore è il Boletus satanas o porcino venefico; Sindrome evellica o emolitica: è causata dall'acido evellico che possiede azione emofilizzante. I disturbi gastroenterici sono accompagnati da ittero emolitico, emoglobulinuria, epistassi. La letalità è bassa. Sindromi neurotossiche: comprendono la sindrome muscarinica e la sindrome panterinica. La prima, causata da Amanita muscaria, è dovuta all'azione della muscarina e caratterizzata, oltreché da disturbi enterici, da sudorazione, lacrimazione e salivazione e notevoli alterazioni del ritmo e del tono cardiaci. La sindrome panterinica è determinata dalla micoatropina che provoca accessi convulsivi, tremori, dispnea, tachicardia ed alterazioni mentali. Il fungo responsabile di tale sindrome è l'Amanita panterina. Le sindromi neurotossiche sono raramente letali; Sindrome fallinica. È la più comune e più grave sindrome dovuta a funghi. È determinata da tossine complessivamente note come fallina, che resiste al calore ed all'essiccamento; il quadro enterico presenta violente scariche, ingrossamento del fegato ed ittero. Frequenti sono le lesioni renali, le convulsioni. Alla fine si instaura una insufficienza cardiaca che porta alla morte l'80-90% dei soggetti colpiti. L' Amanita phalloides è la responsabile principale di questa gravissima sindrome.

Anche i funghi comestibili vanno consumati freschissimi, giacché, a causa della rapida putrefazione, alcune sostanze organiche in essi contenute possono subire trasformazioni tossiche per l'organismo.

Non solo i Basidiomiceti sono tossici, ma anche molti Ascomiceti: ocratossine, aflatossine, botuline ed altre tossine prodotte da specie fungine possono avere effetti letali se presenti in cibi avariati.

PRINCIPALI SINDROMI DA AVVELENAMENTO DA FUNGHI

CARATTERI MORFOLOGICI

Un Piccolo Aiuto

FILE RISERVATO AI CORSISTI VILLA UMBRA 2007/2008

Gennari VS Armando

CARTE DA POKER MICOLOGI VILLA UMBRA

CALENDARIO 2009 CORSO DI FORMAZIONE PER MICOLOGI A.S. 2007/2008

Il video delle ultime lezioni di  Antonio Gennari, Nicola Sitta, Andrea Arcangeli e Patrizia Granati "scuola regionale di sanità Villa Umbra Pila PG" con Dante Fedeli, Ferruccio Grillo i Gruppi Micologici Umbri, gli assenti nel video ma presenti per la stima e l'amicizia Umberto Lupini e Guido Marco, da scaricare in locale e conservare.

nuovo filmato dei micologi di Perugia 2008

PICCOLA ESCURSIONE NELLA MICOLOGIA

Schede di alcune specie di funghi

 

torna all'inizio 

 

ppt