Aggiornamenti        Guida

 

Le frodi alimentari come riconoscerle.

Per frode intendiamo perlopiù le frodi di carattere commerciale, come far pagare per un alimento un prezzo superiore a quello reale, oppure vendere un prodotto con caratteristiche qualitative e nutrizionali inferiori a quelle dichiarate in etichetta, o ancora vendere un prodotto per un altro ad esempio un vino comune per vino a denominazione di origine controllata (doc), oppure per olio extra vergine di oliva un olio costituito da una miscela di olio di semi ed olio di oliva.

Le frodi di carattere tossicologico, quelle cioè più pericolose sono, per nostra fortuna, più rare; se qualche volta si è verificato in passato è da addebitarsi più che alla volontà di vendere prodotti nocivi all'ignoranza e all'incoscienza dei colpevoli; è da notare che gli alimenti che vengono presi di mira dai truffatori alimentari sono anche quelli maggiormente richiesti dal mercato e che si vendono perciò a prezzi più alti rispetto ad altri di ugual valore nutritivo ma meno richiesti, insomma tutte le occasioni propizie per ottenere guadagni illeciti non vengono ignorate da produttori e commercianti disonesti.

Con la seguente tabella cerchiamo di dividere per tipo le frodi più diffuse per ciascun alimento:

Olio di oliva
  • presenza di olio di oliva nell'olio extraverginedi oliva;

  • presenza nell'olio di oliva di piccole percentuali di olio di semi;

Olio di semi
  • oli dichiarati monosemi e invece addizzionati con altri oli di minor valore commerciale e nutritivo;

Vino
  • vini comuni venduti per vini tipici (doc);

  • vini con gradazione alcolica inferiore a quella dichiarata in etichetta;

  • produzione di vino a partire da mosti contenenti zuccheri differenti da quelli presenti naturalmente nell'uva;

  • presenza, soprattutto nei vini bianchi, di anidride solforosa in quantità superiore a quanto stabilito dalla legge;

Burro
  • presenza di quantità di acqua superiore a quella consentita;

  • presenza di grassi diversi da quelli provenienti dalla sostanza grassa del latte vaccino;

Formaggio
  • vendita di formaggi comuni per formaggi tipici (dop);

  • presenza nella mozzarella di bufala di latte vaccino;

  • presenza nel formaggio pecorino di latte vaccino;

  • produzione di formaggi con latte in polvere(vietato dalla legge);

Latte
  • contenuto di sostanza grassa non corrispondente a quanto dichiarato in etichetta;

  • vendita di latte ricostituito con latte in polvere per fresco;

Pasta
  • produzione di pasta secca con farina di grano tenero, operazione non consentita in quanto la pasta in Italia deve essere prodotta esclusivamente con farina di grano duro;

  • pasta con umidità superiore a quella consentita;

Pane
  • pane venduto con percentuale di acqua superiore a quella consentita e relativa a ciascuna pezzatura( per ciascuna pezzatura è previsto un certo grado di umidità, che può variare da 29% per le pezzature piccole a un massimo di 40% per le pezzature superiori al Kg,;

Pesce
  • vendere per fresco pesce decongelato;

  • vendere per pesce di mare pesce di allevamento;

  • vendere (ad esempio totani per calamari o astici per aragoste) pesci simili nella forma ma di valore economico minore;

Carne
  • vendere per carne fresca carne congelata;

  • vendere (ad esempio salsicce fresche di carni miste suino e bovino per salsicce fresche di solo suino);

  • presenza di coloranti o conservanti;

Aceto
  • produrre aceto con acido acetico in sintesi, non consentito dalla legge;

  • spacciare per aceto balsamico un qualsiasi altro aceto;

Uova
  • mancanza sulle confezioni di vendita delle informazioni relative a categoria di appartenenza per peso e freschezza;

Riso
  • vendere per riso pregiato riso comune;

  • per riso di un unico tipo riso miscelato con altri tipi;

  • presenza di chicchi rotti;
Conserve vegetali
  • presenza di additivi (non consentiti o e se consentiti non dichiarati in etichetta o in percentuali maggiori a quanto stabilito);

Conserve animali
  • presenza di liquidi di governo diversi da quello dichiarato in etichetta (per esempio vendita di tonno all'olio di oliva, un tonno conservato in olio di semi;

Acqua minerale
  • vendere acque minerali che per un cattivo stato di conservazione non possono essere più idonee batteriologicamente;

  • non corrispondenza degli oligoelementi indicati in etichetta;

Bibite
  • aranciate o limonate contenenti percentuali di succo di frutta in quantità inferiori al limite minimo fissato dalla legge;

  • presenza di coloranti o antifermentativi non consentiti;