L'USO DELL'AMANITA MUSCARIA FRA LE
POPOLAZIONI DELLA KAMCHATKA
G.H. Langsdorf (1809)
Il regno vegetale ha un enorme influenza
e utilità per l'umanità, in quanto ci fornisce la maggior parte dei vestiti, del
cibo, delle bevande e dei ripari. La scienza medica dei popoli primitivi è
basata interamente sulla loro conoscenza di piante più o meno efficaci e
l'esperienza di ogni giorno conferma il fatto che anche un certo numero di
piante native delle nostre regioni sono note in molte nazioni non acculturate
più di quanto lo siano a noi medesimi.
A riprova di ciò, descrivo di seguito la natura e gli effetti dell' agarico
muscario, che noi consideriamo estremamente velenoso ma che viene usato da
diversi abitanti dell'Asia nord-orientale come inebriante alla pari del vino,
dei brandy, dell'arrack, dell'oppio, del kava e delle altre bevande usate nelle
altre nazioni.
Durante la mia permanenza in Kamchatka ho avuto l'opportunità di raccogliere
informazioni dettagliate sugli effetti di questo fungo, che cercherò di
descrivere ora brevemente.
L'agarico muscario cresce quasi dappertutto in Kamchatka, nelle foreste di
betulla e nelle pianure secche. La sua presenza è abbondante Soprattutto nella
parte centrale della penisola, specialmente attorno a Vishna Kamchatka e Milkova
Derevna. In alcune annate se ne osservano un gran numero, ma in altre la sua
presenza è estremamente scarsa.
I Kamchadi li raccolgono solitamente durante i mesi più caldi, quelli di luglio
e agosto; essi affermano che quelli che si seccano da soli nel terreno, sul
gambo, e che sono un poco pelosi e vellutati al tatto nella parte inferiore del
cappello, possiedono un effetto narcotico maggiore di quelli raccolti freschi e
appesi a una corda per seccarli all'aria.
La dimensione è variabile, con diametri che possono raggiungere i 5-6 pollici. I
funghi più piccoli, che sono di colore rosso vivo e ricoperti di numerose
protuberanze verrucose bianche, sono considerati di gran lunga più "forti" negli
effetti narcotici di quelli di grandi dimensioni, che hanno un colore rosso
pallido e poche macchie bianche.
Da quando si sono stabiliti contatti più vicini con i Russi, i Kamchadi si sono
dedicati particolarmente al costume di bere vodka e hanno abbandonato il consumo
dell'agarico muscario e lo usano con notevole profitto come merce di scambio per
acquistare le renne.
Il modo usuale di consumare l'agarico muscario consiste nel seccarlo e
nell'inghiottirlo in un solo colpo, arrotolato in forma di palla, senza
masticarlo; masticare l'agarico muscario è considerato pericoloso, poiché si
dice che provoca disturbi digestivi.
A volte questi funghi sono cotti freschi e mangiati in zuppe o salse, poiché in
tal modo essi acquistano un sapore simile a quello dei funghi eduli ed hanno un
effetto più debole e quando i funghi sono preparati in questo modo, ne può
essere mangiata una maggiore quantità senza risultati pericolosi.
Occasionalmente, i funghi vengono inzuppati nel succo di bacche, che uno può in
seguito bere a suo piacere come un vino genuino inebriante. Il succo spremuto di
mirtillo (Vaccinium uliginosum) è considerato molto adatto per questo scopo,
perché aumenta gli effetti inebrianti e in tal modo ci si può aspettare di
ottenere un risultato più potente con una quantità minore.
La predisposizione dei corpo o la suscettibilità agli effetti inebrianti
dell'agarico muscario non appaiono sempre le medesime, poiché il medesimo
individuo può a volte essere fortemente inebriato da un singolo fungo e in altri
momenti rimanere completamente sobrio dopo avere mangiato una decina o una
ventina di campioni. Ordinariamente, tuttavia, un fungo di agarico muscario
grande o due piccoli sono sufficienti per offrire un giorno indimenticabile.
Si dice anche che l'effetto narcotico aumenta bevendo in seguito larghe quantità
di acqua fredda.
Gli effetti narcotici iniziano a manifestarsi circa una mezzora dopo
l'ingestione, con tiramenti e scosse dei muscoli o con il cosiddetto "salto del
tendine" (nonostante a volte questi effetti appaiano solo dopo una o due ore);
ciò è gradualmente seguito da una percezione di cose che nuotano davanti agli
occhi, vertigini e sonno. Durante questo tempo, coloro che hanno mangiato una
grande quantità di funghi spesso soffrono di un attacco di vomito. I funghi
arrotolati ingeriti in precedenza interi vengono quindi vomitati fuori in una
grossa forma gelatinosa, ma anche quando nello stomaco non rimane nemmeno un
fungo, l'ebbrezza e lo stupore continuano e tutti i sintomi dell'agarico
muscario mangiato sono, in effetti, intensificati. Molti altri individui non
vomitano mai, anche dopo aver mangiato numerosi funghi.
La natura dell'estasi dell'ebbrezza causata dall'agarico muscario assomiglia
agli effetti del vino e della vodka, nel senso che essa rende inconscia la
persona inebriata e fa insorgere in chi lo consuma sensazioni che sono per lo
più gioiose, meno di frequente deprimenti. Il viso diventa rosso, gonfio e pieno
di sangue e l'inebriato si mette a fare e dire molte cose involontariamente.
Nelle fasi più lievi, come ho detto, si presentano stiramenti di tendine, ma
nelle fasi più avanzate si presentano movimenti di stiramento dei limbi e quindi
l'inebriato spesso sembra danzare e fare i movimenti delle più strampalate
pantomime con le mani. Similmente, i muscoli della testa e del collo sono
anch'essi in uno stato convulsivo costante; se qualcuno mangia funghi in
eccesso, viene preso da convulsioni genuine.
In base alle proprie affermazioni, le persone che sono lievemente inebriate
sentono una luce straordinaria sui loro piedi e sono quindi abili nel movimento
corporeo e nell'esercizio fisico.
I nervi sono altamente stimolati e in questo stato il più lieve sforzo produrrà
effetti molto potenti. Di conseguenza, se uno desidera camminare sopra un
piccolo bastone o della paglia, egli cammina e saltella come se gli ostacoli
fossero tronchi di albero. Se uno è solitamente predisposto al parlare, i suoi
nervi del parlare sono ora in attività costante ed egli rivela involontariamente
segreti, perfettamente consapevole delle sue azioni e consapevole del suo
segreto, ma incapace di tenere a freno i suoi nervi. In questa condizione un
danzatore danza e un musicista canta incessantemente. Altri corrono o camminano
piuttosto involontariamente, senza alcuna intenzione di muoversi verso luoghi in
cui non desiderano affatto recarsi.
I muscoli sono controllati da un'attività incoordinata degli stessi nervi, non
influenzati e non associati al potere di volontà superiore del cervello, e così
è occasionalmente accaduto che persone in questa fase dell'intossicazione si
sono trovate guidate irresistibilmente verso canali, ruscelli, stagni, vedendo
il pericolo incombente di fronte ai loro occhi ma incapaci di evitare la morte
certa, evitata per l'assistenza di amici che sono giunti in soccorso. In questo
stato intenso e stimolato del sistema nervoso, queste persone compiono sforzi
muscolari di cui sarebbero completamente incapaci in altri momenti; per esempio,
trasportano grossi pesi con la più grande facilità e testimoni oculari mi hanno
confermato il fatto che un individuo in uno stato di estasi da agarico muscario
trasportò un sacco di farina pesante 120 libbre per una distanza di 10 miglia,
sebbene in qualunque altro momento egli sarebbe stato in grado a malapena di
sollevare un simile peso.
Ma la caratteristica più notevole e strana dell'agarico muscario risiede nel suo
effetto nell'urina. I Koriaki sanno da tempo immemorabile che l'urina di una
persona che ha consumato l'agarico muscario possiede un potere narcotico e
inebriante più forte dei medesimo fungo e che questi effetti persistono per
molto tempo dopo l'assunzione. Per esempio, un uomo può essere moderatamente
inebriato per l'agarico muscario oggi e domani questa ebbrezza moderata può
essere completamente svanita ed essere ritornato totalmente sobrio; ma se egli
ora beve una tazza della sua urina, diventerà molto più inebriato di quanto non
lo sia stato il giorno precedente. Non è per nulla raro, quindi, che persone che
hanno mangiato l'agarico muscario conservino la loro urina come se fosse un
liquore prezioso, per berla non appena se ne presenterà l'occasione.
L'effetto inebriante dell'urina non si trova solo fra le persone che hanno
mangiato l'agarico muscario, ma anche in chiunque beva quest'urina. Fra i
Koriaki è piuttosto comune per un uomo sobrio nascondersi in attesa di un uomo
inebriato dal fungo e, quando questi urina, mettere segretamente l'urina in un
contenitore, ottenendo in tal modo una bevanda stimolante anche se non possiede
funghi.
Per via di questo effetto particolare, i Koriaki hanno il vantaggio di poter
prolungare la loro estasi per numerosi giorni con un piccolo numero di funghi.
Supponiamo, per esempio, che sono necessari due funghi per un'ebbrezza
ordinaria; quindi la sola urina è sufficiente per mantenere l'ebbrezza il giorno
seguente. Al terzo giorno l'urina possiede ancora effetti narcotici, e quindi
sene può bere un poco, mangiando congiuntamente un poco di fungo, anche solo
mezzo agarico; ciò rende possibile mantenere l'ebbrezza e garantire un forte
"liquore" per il quarto giorno. Continuando con questo metodo è possibile, come
si può facilmente vedere, mantenere l'ebbrezza per una settimana o più, avendo a
disposizione solo 5-6 funghi.
Ugualmente notevole e strano è la sostanza narcotica estremamente sottile ed
elusiva contenuta nell'agarico muscario, che mantiene sempre la sua efficacia e
può essere trasmessa ad altre persone: l'effetto dell'urina da un mangiatore di
un solo e medesimo fungo può essere trasmesso a una seconda persona, l'urina di
questa seconda persona produce effetti in un terzo e similmente, rimanendo
immutato con il passaggio dei principi attivi attraverso gli organi digestivi,
l'effetto appare in un quarto e in un quinto individuo.
Per quest'altra notevole osservazione riguardante la natura dell'agarico
muscario sono in debito a Steller, il quale, nella sua descrizione della regione
della Kamchatka [p. 240] afferma quanto segue: "Mi è stato raccontato da gente
credibile, sia presso i Russi che presso i Koriaki, che la renna di frequente
mangia questo fungo (come altre specie, di cui vanno ghiotte), dopo di che esse
cadono a terra e si agitano per un certo periodo di tempo come se fossero
ubriache e quindi cadono in un lungo sonno. Quando i Koriaki trovano una renna
selvatica, quindi, essi le legano le zampe sino a che gli effetti del fungo non
sono svaniti e solo in seguito la uccidono; perché se uccidessero l'animale
quando sta dormendo o è ancora delirante, coloro che ne mangiassero la carne
subirebbero anch'essi gli effetti del fungo".
Nonostante abbia fatto numerosi sforzi per trovare qualcosa sopra i pericoli o i
possibili effetti mortali dell'agarico muscario, non ho potuto ottenere nessuna
informazione soddisfacente a riguardo.
I Koriaki preferiscono l'agarico muscario alla vodka dei Russi e affermano che
dopo aver mangiato questo fungo un uomo non soffre più di mal di testa e di
altri effetti.
È vero che in casi estremamente rari (di cui nessuno ricorda un esempio
specifico) individui che hanno consumato una quantità estremamente straordinaria
di funghi sono morti in convulsioni, privi dei sensi e di parola, dopo sei od
otto giorni. Tuttavia, non è riportato che il consumo moderato abbia mai portato
alcun pericoloso effetto postumo.
Se, contrariamente alle aspettative, il consumo immoderato di agarico muscario
dovesse essere seguito da pressione allo stomaco o da qualche altro disturbo,
due o tre cucchiai di grasso, burro od olio sono considerati un rimedio
infallibile che può alleviare qualunque effetto spiacevole.
V'è chi, nella penisola della Kamchatka, beve un bicchiere di succo di mirtillo
(Vaccinium uliginosum) in cui è stato mescolato agarico muscario ogni qualvolta
ha mal di stomaco, una colica o altri disturbi e considera questo medicinale
come un rimedio universale.
Non sono stato in grado di ottenere alcuna risposta soddisfacente alla domanda
se il sapore o l'odore dell'urina cambiano con l'assunzione di agarico muscario.
Forse questo fungo, alla pari della turpentina, l'asparago e altre sostanze,
impartiscono un sapore o un odore speciali, generalmente piacevoli, all'urina.
La natura dell'agarico muscario, quindi, offre agli scienziati, ai medici, ai
naturalisti un oggetto di studio: la nostra materia medica potrebbe forse essere
arricchita con uno dei rimedi più efficaci e i medici giudiziosi potrebbero
trovare nell'agarico muscario il più potente rimedio da applicare al corpo nei
casi di paralisi o di altri disturbi alle estremità.
[da Georg Heinrich von Langsdorf, 1809, Einige Bemerkungen die Eigenschaften des
Kamtschadalischen Fliegenschwammes betreffend, Ann. Wetter. Gesellgesam.
Naturk., vol. 1(2), pp. 249-256; versione inglese in Wasson, 1968:246-251.]