L'Influenza Aviaria

Indice

o        2.2 H7N2

Infezione

L'agente che causa la malattia è un virus, detto dell'influenza aviaria (AI Virus). Tutti gli AI virus appartengono alla famiglia degli Orthomyxoviridi.

L'influenza aviaria si diffonde nell'aria e nel concime. I gallinacei selvatici spesso sono resistenti all'attacco, diffondendo il virus fra i più sensibili polli domestici. Tuttavia, il virus può diffondersi attraverso alimenti, acqua, apparecchiature per il trattamento dei gallinacei e indumenti; non ci sono prove che il virus possa sopravvivere in pollame ben cucinato.

Si crede che anche i gatti possano rendere possibile un'infezione per la mutazione H5N1 del virus (Kuiken et al, 2004).

Il periodo di incubazione va dai 3 ai 5 giorni. I sintomi negli animali sono vari, ma talvolta può causare la morte in pochi giorni.

L'influenza negli esseri umani

Tutti i tipi di AI virus sono virus influenzali di tipo A e sono suddivisi in sottotipi basati sulle differenze nelle proteine emagglutinina (H) e neuraminidase (N). Ci sono 16 tipi di H, ognuno dei quali può supporare una delle 9 variazioni della N, rendendo possibile un totale di 144 diverse combinazioni. Inoltre, tutti i AI Virus si suddividono in ulteriori due tipi: bassa (LPAI) e alta (HPAI) patogenicità, basati sulla pericolosità di contaminare il pollame.

Dei 16 tipi H conosciuti, solo i sottotipi H5, H7 and H9 sono capaci di trasmettersi da uccelli a esseri umani. Si teme che se il virus dell'influenza aviaria venisse a contatto, e quindi reagisse, con un virus di influenza normale, il nuovo sottotipo creato potrebbe risultare altamente contagioso e altamente letale per gli umani. Una simile mutazione potrebbe causare un'influenza globale pandemica, simile alla Influenza Spagnola che uccise più di 20 milioni di persone nel 1918 (ma il numero potrebbe essere più alto, sino a 100 milioni di morti). Molti esperti si preoccupano per il fatto che il virus che muti al punto da riuscire ad oltrepassare la barriera fra le specie (per esempio, si possa trasmettere da uccello a uomo), muterà inevitabilmente per potersi diffondere da uomo a uomo, come una normale influenza. A quel punto sarà probabile una pandemia.

Il virus dell'influenza che infetta gli uccelli sono detti virus dell'influenza aviaria. Soltanto i virus di tipo A infettano gli uccelli, dunque tutti i possibili sottotipi possono infettare il pollame.

Comunque, ci sono alcune differenze genetiche tra i sottotipi che infettano la gente e gli uccelli. Entro questi sottotipi ci sono oltretutto delle differenze. I virus H5 e H7 possono essere distinti in poco patogeni e altamente patogeni sulla base di caratteristiche genetiche del virus e del tipo di malattia che causano nel pollame; il virus H9 è stato identificato solo come forma poco patogena.

Dal 1997 sono stati riscontrati i seguenti tipi di AI virus che possono infettare anche esseri umani: H5N1, H7N2, H7N3, H7N7, and H9N2.

H5N1

Il virus H5N1 si trasmise da uccelli a umani nel 1997 a Hong Kong. Diciotto persone furono infettate, e di queste ne morirono sei. La diffusione fu limitata a Hong Kong. Tutti i polli nel territorio furono abbattuti.

Nel Gennaio 2004, una nuova e maggiore diffusione di questo tipo di virus apparve in Vietnam e Thailandia, e in poche settimane si diffuse in dieci regioni dell'Asia, compresi Indonesia, Corea del Sud, Giappone e Cina. Grandi sforzi furono fatti per l'abbattimento di polli, paperi e oche (più di 40 milioni di polli furono abbattuti nelle aree a maggiore infezione), e la diffusione fu contenuta. Tuttavia, morirono 23 persone in Vietnam e Thailandia.
Nel Febbraio 2004, il virus fu individuato anche nei maiali in Vietnam, accrescendo la paura di emergenza per nuove possibili varianti del virus.

Nuove diffusioni sono state confermate in alcune province della Thllailandia e in Cina, nel Luglio 2004.

Nell'Agosto 2004 l'influenza aviaria fu riscontrata in Malaysia. Si verificò che due polli avevano contratto il virus H5N1. Per questo motivo Singapore ha imposto un bando alle importazioni di polli e altro pollame. Allo stesso modo l'Unione Europea ha imposto un bando al pollame proveniente dalla Malaysia. Una raccolta di tutto il pollame è stata disposta dalle autorità della Malaysia entro un raggio di 10 km dalla zona di diffusione.

Una nuova diffusione del virus nel Gennaio 2005 colpì molte città del Vietnam, provocando l'abbattimento forzato di circa 1.200.000 polli. Più di 140 milioni di uccelli potrebbero essere morti a causa di questo virus.

Vietnam e Thailandia hanno visto diversi casi in cui ci sono state trasmissioni da uomo a uomo del virus. In un caso il portatore originale, che prese la malattia da un uccello, fu tenuto in casa dalla madre per cinque giorni, sino alla morte. Poco dopo anche la madre si ammalò e morì. Nel Marzo 2005 due infermiere che avevano curato pazienti affetti da influenza dei polli riscontrarono di aver contratto la malattia.

Nel maggio 2005, un caso di influenza aviaria nei maiali si è registrato in Indonesia.
Questo caso nei suini alza il livello di attenzione riguardo una possibile evoluzione del virus in una mutazione capace di generare una pandemia globale per gli esseri umani. Gli esperti dicono che i suini possono contrarre il virus dell'influenza umana, che può combinarsi con il virus dell'influenza aviaria, scambiarsi geni e mutare in una forma che può facilmente trasmettersi fra gli umani.

Nel luglio 2005, un morto a Giakarta fu la prima fatalità umana accertata per l'Indonesia. Due bambini, senza che nessuno fosse venuto a contatto con pollame, morirono a causa di una trasmissione da uomo a uomo (anche se si pensa che potrebbero essere venuti a contatto con carne non cucinata a dovere).

Sempre a luglio, la diffusione ha provocato almeno 58 morti, la maggior parte in Vietnam. La percentuale di morti preoccupa i ricercatori, poiché si va dal 65% in Vietnam al 35%. Questo significa che il virus è in grado di colpire un grande numero di persone e quindi svilupparsi in una pandemia globale di grandi proporzioni. A titolo di paragone, si sappia che l'indice di mortalità per la Spagnola del 1918 (dovuta a un virus H1N1) fu di appena del 5%. Agli inizi di Agosto 2005, si ebbe la conferma che il virus H5N1 era apparso in Russia, precisamente nella regione di Novosibirsk, al confine con il Kazakistan, probabilmente trasportata da uccelli migratori.
Il 28 luglio, l'influenza aviaria uccise altre due persone in Vietnam, elevando il totale a 60. La maggior parte dei casi umani della malattia nell'Asia orientale è stata dovuta al consumo di pollame malato. Non è stata confermata totalmente la diffusione da uomo a uomo.

Nell'Agosto 2005, gli scienziati dissero che avevano testato con successo un vaccino che potesse proteggere contro il virus che si sta diffondendo tra Asia e Russia. Il virus influenzale A(H5N1) virus ha infettato circa 100 persone negli ultimi 18 mesi, uccidendone la metà. Se il virus inizierà a diffondersi con più rapidità tra gli umani, gli esperti temono che questo comporterà una pandemia da molti milioni di morti. Intanto, milioni di uccelli in Asia sono stati abbattuti per arginare la diffusione del virus; I governi e l'Organizzazione Mondiale della Sanità stanno preparando medicine antivirali, e gli scienziati sono all'opera per produrre un vaccino migliore.

Il 3 Agosto l'Organizzazione Mondiale della Sanità rese noto che si stavano seguendo da vicino le notizie provenienti dalla Cina, che parlano di almeno 38 persone morte e più di 200 si sono ammalate a causa di una malattia dei suini, nella provincia di Sichuan. La provincia di Sichuan, dove infezioni da Streptococcus suis sono stati riscontrate, possiede una dei più grandi allevamenti di maiali della Cina. La diffusione ha diverse caratteristiche inusuali, forse causate da contatti con il virus dell'influenza aviaria, e per questo è costantemente monitorata dall'OMS. Le autorità cinesi non danno risconti circa contagi fra esseri umani.

Sempre in Agosto, un nuovo focolaio di influenza aviaria di tipo A (H5N1) fu riscontrato fra Kazakistan e Mongolia, individuando il corso di diffusione del virus. Pochi giorni più tardi, il virus fu riscontrato nella Russia Occidentale, facendo la sua apparizione in Europa.

H7N2

A seguito di una diffusione di H7N2 nel pollame, nel 2002 una persona è stata trovata infetta in Virginia, Stati Uniti.

H7N3

In Nord America, la presenza del ceppo H7N3 fu confermato in diverse pollicoltura nella Colombia Britannica nel Febbraio 2004. Nell'Aprile 2004, 18 fattorie sono state poste in quarantena per impedire la diffusione del virus. Due casi umani di influenza aviaria sono stati riscontrati in quella regione.

H7N7

Nel 2003 in Olanda 89 persone contrassero il virus H7N7 a seguito di un focolaio di influenza nel pollame di alcune fattorie. Si registra una vittima.

H9N2

Questo tipo di virus è stato riscontrato solo in forme non altamente patogene. Tre infezioni negli umani (Cina e Hong Kong) sono state confermate: i tre pazienti sono stati ricoverati.

Prevenzione e trattamento

L'influenza aviaria negli uomini può essere individuata attraverso i medesimi strumenti usati per la normale influenza. Tuttavia, questi test non sempre sono affidabili. Nel Marzo 2005, l'Organizzazione Mondiale della Sanità annunciò che tre pazienti vietnamiti, inizialmente negativi, sono stati poi riscontrati fra i casi di influenza aviaria. Tutti e sette sono stati ricoverati. Al momento, il test più affidabile (microneutralizzazione) richiede l'uso di virus vivi che interagiscano con gli anticorpi nel corpo del paziente; poiché è necessaria la presenza di virus vivi, questi test vengono effettuati solo in strutture isolate appositamente.

Farmaci antivirali sono talvolta efficaci sia per prevenire che per curare la malattia, ma nessun virus è stato realmente sconfitto da cure mediche, nella storia della medicina. I Vaccini, tuttavia, necessitano di quattro mesi per essere prodotti e devono essere specifici per il ceppo di influenza.

In futuro, tuttavia, i farmaci antivirali potrebbero risultare inefficienti: in Cina molti di questi farmaci venivano somministrati ai polli già nei primi anni '90 e il virus potrebbe avere sviluppato una sorta di resistenza a questi tipi di farmaci Non si conoscono esattamente le cifre di questa resistenza, poiché la Cina sta effettuando una manovra di filtraggio delle notizie, simile a quella che causò il ritardo dell'allarme SARS.

L'11 Agosto 2005, il Centro Statunitense per la prevenzione e le malattie pubblicò il seguente avviso di viaggio per i viaggiatori:

Notifica per i viaggiatori riguardo l'influenza aviaria di tipo A (H5N1)
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Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, il Ministro della Salute del Vietnam ha annunciato altri tre casi umani di influenza aviaria (...)
Due di essi sono morti. Questi casi portano il numero dei pazienti infetti a 63 dal Dicembre 2004, 20 dei quali sono stati fatali.
 
Dal Dicembre 2003 all'Agosto 2005, un totale di 112 casi umani sono stati riportati in Vietnam (90), Thailandia (17), [[Cambogia]] (4) e Indonesia 
(1), dei quali 57 sono morti. Per maggiori informazioni, visita:
- il sito dell'OMS <http://www.who.int/csr/disease/avian_influenza/en/>
- il sito del Centro Statunitense per la prevenzione e le malattie <http://www.cdc.gov/flu/avian/index.htm>
 
La maggior parte dei casi di H5N1 negli uomini è avvenuta a causa di contatto diretto con pollame infetto. Perciò è buona norma evitare il contatto, quando possibile, con pollame vivo, apparentemente sano, malato o morto, e tutto ciò
che è venuto a contatto con pollame. 
È stato riscontrato il passaggio della malattia attraverso carne non cucinata.
Per questo motivo, si consiglia di evitare di mangiare pollame non cucinato, insieme ad altri prodotti, incluso il sangue.
Al momento, Non ci sono state prove di trasmissione da persona a persona del virus H5N1.
 
Per ridurre il rischio di invenzioni, coloro che visitano aree dove è stata riscontrata diffusione del virus H5N1 nel pollame o negli uomini dovrebbero osservare le seguenti misure per evitare il contagio.
 
Prima di ogni viaggio internazionale
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(1) Informatevi e informate chi viaggia con voi dei rischi derivanti dal viaggio.
 
(2) Controllate di avere in ordine tutte le vaccinazioni necessarie e sottoponetevi a visita medica 4-6 settimane rima del viaggio per avere tutte le informazioni sulle possibili vaccinazioni.
 
(3) Preparate un kit di primo soccorso. Controllate di avere portato con voi un termometro e saponi a base d'alcool per l'igiene delle mani.
 
(4) Prima di partire, trovate dove potete ricevere medicine e cure mediche nella città e nei luoghi che visiterete.
 
(5) Controllate la vostra assicurazione medica, perché possa aiutarvi a lasciare i luoghi in caso di contagio.
 
Durante il viaggio
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(1) Evitate ogni contatto diretto con il pollame, gallinacei vivi, apparentemente sani, malati o morti. evitate posti come fattorie o mercati dei polli, ed evitate di venire a contatto con feci e secrezioni di pollame.
 
(2) Come per molte altre malattie, una delle migliori misure preventive è lavare accuratamente e frequentemente le mani. Pulitevi spesso le mani, usando sapone e acqua (o detergenti a base d'alcool quando il sapone non è disponibile e le mani non sono visibilmente sporche), poiché in questo modo si rimuovono materiali potenzialmente infetti dalla vostra pelle, evitando inoltre di trasmettere la mallattie ad altre persone, qualora fosse avvenuto il contagio.
 
(3) La pulizia delle mani è importante principalmente anche quando si prepara pollame per la cottura (anche durante la cottura stessa)
 
(4) Il virus viene distrutto dal calore; perciò, per precauzione, tutti i cibi provenienti da pollicoltura, incluse uova e sangue, devono essere preventivamente cotti.
 
(5) Nel caso si avvertissero sintomi come febbre, difficoltà respiratorie, tosse o altri che possano essere indice della malattia e che richieda attenzione medica, si possono avvertire gli ufficiali consolari del proprio Paese, che possono
assistervi e informare famiglia e amici.
E' consigliabile evitare viaggi fin quando non si sia certi di non avvertire più alcun sintomo, a meno che il viaggio non sia relativo a motivi di saluti.
 
Al ritorno
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(1) Controllate la vostra salute per 10 giorni.
 
(2) Se vi ammalate, con febbre, e sviluppate tosse e difficoltà respiratorie, o se sviluppate qualche malattia nel periodo di 10 giorni, consultate immediatamente un medico.
 
Prima della visita medica, comunicate:
1) i vostri sintomi;
2) dove siete stati;
3) se siete stati a contatto diretto con pollame o con un conosciuto o sospetto caso di trasmissione di influenza aviaria nell'uomo.

Aumento della virulenza

Nel Luglio 2004 un gruppo di ricercatori guidati da H. Deng del Harbin Veterinary Research Institute, e dal Professor Robert Webster del St Jude Children's Research Hospital, Memphis, Tennessee, riportarono i risultati di esperimenti in cui i topi sono stati esposti al virus. Essi riscontrarono una progressivo aumento della patogenicità nell'arco di tre anni.

In Agosto 2005,l'Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicò il seguente notiziario.

Si riassumono i punti della comunicazione:

  1. Il rischio di pandemia è grande.
  2. Il rischio persisterà.
  3. L'evoluzione del virus non può essere predetta.
  4. Il sistema di primo allarme è debole.
  5. L'intervento preventivo (con vaccini) è possibile ma non ancora testato.
  6. La riduzione della morbosità e della mortalità durante una pandemia sarà impedito da inadeguati rifornimenti medici.

 

Sintomi

Negli esseri umani, è stato trovato che l'influenza aviaria causa sintomi simili ad altri tipi di influenza.

In un caso, un ragazzo affetto da H5N1 si presentò in ospedale con diarrea seguita rapidamente da coma senza sviluppare altri sintomi influenzali.

 

Minaccia di pandemia e preparazione

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS ) avverte che c'è un rischio sostanziale di influenza pandemica, entro i prossimi anni. Uno dei più probabili virus responsabili di tale pandemia potrebbe essere il virus H5N1, che provoca l'influenza aviaria. L'OMS pubblicò una prima edizione di un Piano di Preparazione contro l'Influenza globale nel 1999, aggiornato poi nell Aprile 2005. È la prima volta che una pandemia è stata anticipata e le contromisure sono state prese.

Lo scopo di questi progetti sono, brevemente, i seguenti:

 

Strategie per prevenire una pandemia

Se l'influenza aviaria permane fra gli animali solamente con limitati casi di contagio da uomo a uomo, essa non sarà una pandemia, anche se il rischio continuerà a porsi.

Per prevenire che la situazione progredisca in una pandemia, sono state prese le seguenti contromisure:

Le strategie a lungo termine proposte per le regioni colpite dall'influenza aviaria in forma endemica nei gallinacei selvatici includono:

 

Strategie per rallentare la pandemia

L’attività di sorveglianza sull’influenza aviaria in Italia è coordinata dal Dipartimento della Prevenzione e della Comunicazione – Direzione Generale Sanità Veterinaria e degli Alimenti del Ministero della Salute, che si avvale del supporto del Centro di referenza Nazionale per l’influenza aviaria presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Su tutto il territorio nazionale è in atto un sistema di sorveglianza che interessa le varie fasi produttive della filiera avicola (allevamento-macello). Tale sistema è in grado di identificare in tempi brevi nuove introduzioni di virus influenzali. Negli allevamenti avicoli, presenti sul territorio delle Regioni Veneto e Lombardia, colpito dalla recente epidemia da virus H7N3 a bassa patogenicità, vengono effettuati i controlli sierologici e virologici previsti dal Piano di Vaccinazione d’Emergenza (PVE) predisposto dal Centro Nazionale di Referenza e approvato nel mese di dicembre 2002 dalla Comunità europea.

 

L'O M S ha sviluppato un piano di preparazione contro l'influenza globale, che definisce le fasi di una pandemia, sottolinea il ruolo dell'OMS e fa raccomandazioni per i governi nazionali riguardo al prima e al durante l'epidemia.

Ad Agosto 2005, molti Paesi ad influenza epidemica sono alla Fase 3. Le fasi possono essere così definite:

Periodo Interpandemico

Fase 1: Nessun sottotipo di virus è stato riscontrato negli esseri umani. Un virus che ha causato influenza in un uomo può essere presente negli animali. Se presente negli animali, il rischio di contagio per l'uomo è considerato basso.

Fase 2: Nessun sottotipo di virus è stato riscontrato negli esseri umani. Tuttavia, un sottotipo di virus presente negli animali potrebbe essere potenzialmente pericoloso per l'uomo.

Periodo di allerta pandemica

Fase 3: Infezioni di esseri umani con un nuovo sottotipo di virus, ma nessuna diffusione fra uomo e uomo, o al massimo soltanto rare istanze causate da stretto contatto.

Fase 4: Limitata trasmissione uomo-a-uomo ma la diffusione è altamente localizzato, il che suggerisce che il virus non è ancora adattato agli esseri umani.

Fase 5: Trasmissione da uomo a uomo ancora localizzata ma più semplice, il che suggerisce che il virus si sta adattando all'uomo, ma potrebbe non essere ancora pienamente trasmissibile (rischio sostanziale di pandemia).

Periodo Pandemico

Fase 6: Pandemia: trasmissione aumentata e continua fra la popolazione

Referenze